Riportiamo dalla STAMPA di oggi, 16/04/2010, a pag. 10, l'articolo di Emanuele Novazio dal titolo " Nuove scintille fra Gino Strada e la Farnesina ". Dall'UNITA', a pag. 33, l'intervista di Umberto De Giovannangeli a Margherita Hack dal titolo " Destra scandalosa. Emergency è un valore per l’Italia ", preceduta dal nostro commento. Ecco i due articoli:
La STAMPA - Emanuele Novazio : " Nuove scintille fra Gino Strada e la Farnesina "

Gino Strada
Sono stati trasferiti a Kabul i tre volontari di Emergency arrestati sabato nell’ospedale di Lashkar Gab con l’accusa - non ancora formalizzata - di «detenzione consapevole» di esplosivo e armi da guerra da impiegare in attentati contro il governatore dell’Helmand. Con loro si troverebbero anche i sei afghani collaboratori dell’ong. Oggi il chirurgo Marco Garatti, l’infermiere Matteo Dell’Aira e il tecnico Matteo Pagani incontreranno in carcere l’ambasciatore italiano a Kabul Claudio Glaentzer - che ieri ha consegnato al presidente Karzai la lettera di Silvio Berlusconi nella quale il presidente del consiglio chede alle autorità afghane una risposta urgente - e l’inviato speciale del ministro Frattini, Attilio Iannucci.
Ma sulle condizioni dei tre italiani e sulle accuse del governo afghano è aspra la polemica fra Gino Strada, fondatore dell’ong che da anni opera in Afghanistan, e la Farnesina. In una nota ufficiale, il ministero degli Esteri contesta «frasi e comunicazioni» di Strada: «Sarebbero da evitare nell’interesse dei connazionali la cui tutela è assoluta priorità del governo italiano», si sottolinea. Il riferimento è alle dichiarazioni fatte da Strada nelle ultime 48 ore, nelle quali il fondatore di Emergency»sostiene che le armi trovate nell’ospedale di Lashkar Gab sono state portate da uomini dei servizi segreti afghani «direttamente o con la complicità di qualcuno che vi lavora»: le truppe afghane e britanniche, è l’accusa, sono dunque «andate a colpo sicuro» e le hanno trovate «non nascoste ma sul pavimento»
E se al posto dei tre cooperanti italiani - che «per cinque giorni sono stati rinchiusi nelle celle dei servizi di sicurezza afghani senza alcun contatto nemmeno coi legali» - ci fossero stati tre americani?, si chiede Strada. La loro liberazione «sarebbe stata questione di un quarto d’ora»: colpa del governo italiano, è la conclusione. Francia, Germania, Spagna o i Paesi scandinavi si sarebbero mossi «meglio e più in fretta», nonostante il nostro governo «abbia tutti gli strumenti a disposizione per ottenere la loro liberazione immediata».
Gino Strada, che segue la vicenda da Milano, accusa i «pochi mediocri» che in Italia assecondano l’accusa «con insinuazioni e calunnie nel tentativo di screditare Emergency», e lamenta il totale isolamento nel quale si trovano i suoi collaboratori: «I legali non possono incontrarli, i nostri tre cooperanti sono detenuti illegalmente, essendo scaduti i termini del fermi di polizia, e sono di fatto dei desaparesidos, nonostante finora nessuno abbia formalizzato le accuse contro di loro. Il loro sequestro è una vergogna per il nostro Paese».
A Strada fa eco Amnesty, che chiede a Kabul di rispettare «gli obblighi internazionali e garantire i diritti al giusto processo» per gli operatori di Emergency. Ma anche il ministro della Difesa La Russa è polemico con le autorita afghane: «Abbiamo chiesto di accelerare i tempi» e di «garantire almeno una visita al giorno» di un rappresentante dell’ambasciata italiana: «L’Afghanistan ha un debito di riconoscenza nei nostri confronti e non potrà non considerare» quella che, precisa il titolare della Difesa, «non è una cortese richiesta ma una precisa domanda di rispetto».
Mentre il rappresentante delle Nazioni Unite a Kabul, Staffan de Mistura, chiede un’indagine «rapida e accurata» sul caso dei tre cooperanti italiani e auspica che «gli arresti siano frutto di un serio malinteso», «Emergency» prepara la manifestazioni di domani pomeriggio a Roma, spostata da Piazza Navona alla più capiente Piazza San Giovanni.
L'UNITA' - Umberto De Giovannangeli : " Destra scandalosa. Emergency è un valore per l’Italia"

Margherita Hack
Margherita Hack è molto critica con il governo italiano perchè invece di schierarsi con Gino Strada ha manifestato dei dubbi sull'innocenza di Emergency: " Invece hanno cominciato a dire: speriamo che non sia vero...La Russa si è spinto anche oltre, parlando di infiltrati e robaccia del genere. ". 'Robaccia del genere' l'ha detta pure Gino Strada. Ha ammesso che c'era la possibilità che qualcuno si fosse infiltrato e avesse messo le armi nell'ospedale.
Hack continua e sostiene che l'atteggiamento del governo : " certo non ha giovato ai nostri connazionali". Finora ad intralciare le indagini e le trattative per il rilascio dei tre italiani sono stati Gino Strada e i suoi seguaci, con le loro tesi complottiste e le accuse al governo afghano di certo non hanno migliorato la situazione dei tre italiani.
Ecco l'intervista:
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