Irène Némirovsky, Due 22/03/2010
Autore: Giorgia Greco

Due                                   Irène Némirovsky
Adelphi                             Euro 18

Nella Parigi del 1920, intenta a curarsi le ferite della prima guerra mondiale con balli e champagne, un gruppo di giovani della buona borghesia fa le prove della vita adulta. I ragazzi appena tornati dal fronte mancano di ogni desiderio di intraprendere una professione, vivono di rendita e hanno amanti più anziane. Le ragazze, cresciute in un ambiente dove il controllo sociale è labile, si concedono ai coetanei prima delle nozze, ma non hanno, nonostante l’istruzione e l’apparente libertà, altro destino in  vista che non sia un solido matrimonio. Nelle pagine di “Due”, che Irène Némirovsky pubblicò nel 1939 per Albin Michel, finora inedito in Italia, c’è qualcosa del tono emotivo e degli odori – cipria, chiffon, sigarette e ancora, ancora champagne – del “Grande Gatsby” di Fitzgerald. Anche “Due” è il testamento di una giovinezza e di un’epoca di mezzo. E forse il libro al quale l’autrice di Suite francese e David Golder volle, alla vigilia della guerra che l’avrebbe portata via (ebrea, morì ad Auschwitz nel ’42), affidare la sua visione dell’amore e del vincolo coniugale. Dolorosa, contemporanea e disincantata.

Tiziana Lo Porto
La Repubblica delle donne