Riportiamo dal CORRIERE della SERA di oggi, 29/01/2010, a pag. 19, la cronaca di Francesco Battistini dal titolo " Iran, impiccati due oppositori Hillary: 'Sanzioni imminenti' ". Dal FOGLIO, a pag. 3, l'analisi di Carlo Panella dal titolo " In Iran il regime ha l’accusa perfetta per impiccare gli oppositori ". Ecco i due articoli:
CORRIERE della SERA - Francesco Battistini : " Iran, impiccati due oppositori Hillary: 'Sanzioni imminenti' "

GERUSALEMME— Il cappio si stringe. Quello vero: l'Iran manda al patibolo due oppositori, punizione per i disordini post-elettorali di giugno. Quello internazionale: Hillary Clinton avverte che nuove sanzioni Onu sono ormai inevitabili. Un film già visto. Anche se il torchio del regime e i toni dell’amministrazione Usa appaiono più duri. La condanna della Casa Bianca è in poche parole: «S’è toccato il fondo». Il richiamo alla comunità mondiale è impellente: «L'atteggiamento iraniano non ci lascia altra scelta». Il Senato ha approvato nella notte un disegno di legge che spiana la strada a sanzioni contro le compagnie che forniscono carburante all’Iran o lo aiutano a raffinare il petrolio.
Anche Franco Frattini si prepara, sapendo che il danno per l'Italia sarà notevole: «In caso di sanzioni— dice il ministro degli Esteri — dovremo fare un discorso chiaro e fermo alla nostra imprenditoria, prospettando conseguenze che non sarebbero economicamente piacevoli».
E' il peggio che avanza. L'impiccagione del diciannovenne monarchico Arash Rahmanipour e di Mohammad Reza Ali-Zamani, forse uomo dei Mujaheddin, è stata annunciata ieri dalla tv di Teheran. Che li ha definiti «elementi antirivoluzionari responsabili degli scontri», li ha mischiati a un gruppo di altri 11 «mohareb» (nemici di Dio) da appendere alla forca, li ha dichiarati responsabili dei 14 morti nell'attentato alla moschea di Shiraz. Secondo l'avvocato, invece, i due erano in prigione a giugno, prima delle proteste contro i brogli del governo: «Un’esecuzione così rapida si spiega in un solo modo. Vogliono intimidire e reprimere l'opposizione». La reazione di una nomenklatura in affanno, dice il riformista Mehdi Karroubi, d'un Ahmadinejad che «dubito riesca ad arrivare a fine mandato».
Il presidente non è così isolato. Può contare su una Russia che gli vende sistemi antiaerei come l'S-300 — secondo gli israeliani, «perfetto per difendere il nucleare in caso di raid» —, su Cina, India, Brasile e Venezuela, sul Golfo, sulla Turchia... Però sente stringersi la morsa internazionale e se la prende con gl’ «imperialisti che cercano di prendere il controllo delle risorse energetiche». A Londra, la Clinton è riuscita a convincere gli europei sulle sanzioni. Arriveranno a febbraio, tutti hanno promesso lealtà. Pure l'Italia, che proprio ieri un documento del ministero degli Esteri israeliano indicava come secondo Paese europeo (dopo la Germania) negli affari con Teheran: 3 miliardi d'euro l'anno, più di quanto trattino Francia, Spagna, Olanda, Belgio. Promette Mark Regev, portavoce del premier israeliano Bibi Netanyahu, che il dossier Iran sarà messo sotto gli occhi di Silvio Berlusconi, lunedì, quando il Cavaliere verrà in visita a Gerusalemme. «Siamo pronti a fare la nostra parte — risponde una fonte diplomatica italiana — ma non vorremmo solo perderci soldi: ci piacerebbe che chi decide su Teheran d'ora in poi coinvolgesse di più anche noi».
Il FOGLIO - Carlo Panella : " In Iran il regime ha l’accusa perfetta per impiccare gli oppositori "

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