Da LIBERO e dal GIORNALE, due servizi di Andrea Morigi e Rolla Scolari, oggi, 06/01/2010. Il primo, sulla vittoria di Shahar Peer, non solo in senso agonistico. Il secondo, sui benefici effetti della barriera di sicurezza.
Libero-Andrea Morigi: " La tennista ebrea che prende a pallate l'antisemitismo "


Andrea Morigi Shahar Peer
Shahar Peer, campionessa di tennis israeliana riesce a giocare ben due partite alla volta. Quella più facile è contro un’avversaria in campo, la slovena Polona Hercog, battuta per 7-5, 6-3 al torneo Asb classic del circuito femminile Wta che si sta svolgendo in questi giorni a Auckland, in Nuova Zelanda. Intanto, la ventiduenne di Gerusalemme sconfigge anche un gruppo di contestatori che intonano cori e slogan anti-Israele, espongono striscioni e bandiere della Palestina e le chiedono di ritirarsi per «dimostrare il suo impegno per la pace». La Peer risponde colpo su colpo in conferenza stampa: «Come vedete, sono di nuovo qui. Questo torneo mi piace molto,comunque è una vergogna che ci sia qualcuno che ancora mi ritiene responsabile dei problemi che ha il mondo. Per me la cosa più importante è stata aver vinto, nonostante io abbia dovuto ascoltare cori non certo piacevoli». Ha trionfato anche contro la decina scarsa di attivisti del Global Peace and Justice Auckland. Sempreloro, quellichel’avevano già contestata l’anno scorso, nella stessa città neozelandese, nel corso del match contro la russa Elena Dementieva. Nessuno li ha fermati. Del resto si mascherano dietro la causa della pace e della solidarietà con la popolazione araba di Gaza. Pare non si rischi nulla né a prendersela con gli ebrei, né appoggiando le campagne per il boicottaggio internazionale dei prodotti israeliani. Anzi, così si allarga l’area dell’immunità giuridica dell’antisemitismo. E comunque i nemici d’Israele sono disposti ad accollarsi anche qualche minimo risarcimento, pur di godere del privilegio di rinchiuderegli ebrei nelghettodello sport. Nel febbraio 2009 alla Peer era stato rifiutato il visto d’entrata negli Emirati Arabi Uniti, dove avrebbe dovuto disputare un torneo a Dubai. Come pretesto, allora, gli organizzatori avevano avanzato il timore che la presenza della tennista israeliana potesse provocare problemi di ordine pubblico e il boicottaggio da parte degli spettatori. La ragazza aveva replicato chiedendo sanzioni da parte della Wta e aveva sottolineato di sentirsi «umiliata e offesa, perché non dovrebbero esserci discriminazioni nel tennis professionistico e in ogni altro sport». Alla fine gli organizzatori del torneo di Dubai erano stati multati per trecentomila dollari, tariffa - chissà perché - giudicata congrua per acquistarsi la licenza di compiere atti di razzismo. Del resto, se nessuno sanziona i Paesi della Lega araba che impongono alle aziende occidentali una clausola contrattuale che impedisce rapporti con imprese israeliane, si consente che la propaganda antisemita dilaghi anche a danno delle economie del mondo libero. Il boicottaggio contro i prodotti ebraici - che Libero ha denunciato più volte - è soltanto una parte della campagna d’odio. Su forumpalestina. org compare una lista di centinaia di industrie italiane messe all’indice perché colpevoli di commerciare con Israele. Si va dalla Barilla alla Lavazza, dalla Fiat alla Ducati, dai mobilifici alle griffe di moda, dai produttori di ceramica a quelli di rubinetti che distribuiscono i loro prodotti nel territorio dello Stato ebraico. C’è tutto il made in Italy, in pratica. Evoca la stella gialla a sei punte utilizzata dai nazisti per marchiare gli ebrei. LA RACCHETTA DI DAVID Maalla fine, il boicottaggio otterrà l’effetto contrario. Shahar Peer, che fino a poco tempo fa, numero 48 della classifica mondiale, era conosciuta solo dai suoi connazionali e dagli appassionati di tennis, si è trasformata in un’eroina. Al posto della fionda di David, fa roteare una racchetta. I suoi antipatizzanti, invece, usano l’arma del ricatto economico E non solo, a giudicare anche dall’allarme scattato ieri dopo il ritrovamento di quello che si sospettava potesse essere un ordigno esplosivo. Una borsa abbandonata da una spettatrice nell’impianto sportivo della città neozelandese è stata notata dai responsabili della sicurezza, che hanno fatto evacuare i campi e le tribune per i necessari controlli. Non accadeva da un decennio. Benché scongiurata l’emergenza legata alla falsa bomba, la polizia non haallentato le misure di protezione. Nel caso si rendesse proprio necessario, comunque, la Peer da tre anni si è arruolata nell’eserci - to israeliano. E l’hanno addestrata all’uso di strumenti ben più risoluti della racchetta.
Il Giornale-Rolla Scolari: " Il record di Israele, zero kamikaze nel 2009"


Rolla Scolari un tratto della barriera di sicurezza
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