Riportiamo dal FOGLIO di oggi, 05/01/2010, in prima pagina, l'articolo dal titolo " Perché la Farnesina, se Obama ce lo chieda, dovrà chiudere la porta in faccia all’Iran ". Dal CORRIERE della SERA, a pag. 18, l'articolo di Luigi Offeddu dal titolo " Iran, cancellata la visita degli eurodeputati " preceduto dal nostro commento. Ecco i due articoli:
Il FOGLIO - " Perché la Farnesina, se Obama ce lo chieda, dovrà chiudere la porta in faccia all’Iran"
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CORRIERE della SERA - Luigi Offeddu : " Iran, cancellata la visita degli eurodeputati "
Le proteste dell'Occidente in seguito alla decisione di mandare una delegazione di europarlamentari in Iran sono state numerose e forti. E' difficile ritenere che non abbiano avuto peso nell'annullamento della visita e che sia stata solo un'iniziativa dell'Iran. A pensar male spesso si ha ragione, diceva qualcuno...Ecco l'articolo:
Franco Frattini
BRUXELLES — Era già stata battezzata la «missione impossibile», e la realtà ha confermato la profezia: come schiacciati in una doppia graticola, tra la diffidenza del governo iraniano e le polemiche scoppiate nelle capitali europee e a Washington, gli 11 eurodeputati attesi per dopodomani in Iran hanno disfatto i bagagli. All’ultimo momento, il viaggio ufficiale della delegazione parlamentare Ue-Iran è stato annullato, proprio mentre il governo iraniano annunciava l’arresto di «diversi cittadini stranieri» (nessun italiano, ha comunicato la Farnesina) durante le manifestazioni dei giorni scorsi. Formalmente, il «no» all’Europarlamento è dunque giunto da Teheran. Ed è stato sornionamente incartato da quella diplomazia iraniana, cioè persiana, ben più antica di qualunque ayatollah: la missione salta, ha spiegato infatti il ministero degli Esteri, perché bisogna «fare gli opportuni preparativi per far sì che la visita favorisca il raggiungimento dei massimi livelli di cooperazione parlamentare costruttiva fra Teheran e Ue».
La cronaca disegna però un quadro diverso: la missione era fissata da mesi, e i «preparativi» erano stati fatti. Anche se forse giudicati non «opportuni» da Teheran, poiché gli eurodeputati avevano chiesto di incontrare anche esponenti dell’opposizione iraniana. Colei che più di tutti voleva il viaggio, la capodelegazione Barbara Lochbihler (Verdi), parla ora di «un’altra triste prova» data da Teheran, ma aggiunge che le proteste occidentali contro la visita «hanno offerto il pretesto al governo iraniano» per annullarla.
E così, tocca il nervo scoperto di tutta la vicenda. Perché il «no» di Teheran si è quasi incontrato a mezz’aria con l’altro «no» che giungeva dalle diplomazie europee, da alcuni parlamentari americani, e da nutriti settori dello stesso Europarlamento: tutti concordi nel giudicare il viaggio come un avallo immeritato agli ayatollah.
Alla fine, paradossalmente, è come se uno dei «no» avesse sollecitato l’altro: ma è difficile dire quale sia partito prima. «Le autorità iraniane hanno giocato d’anticipo — dice il popolare Mario Mauro — per non esporsi all’ennesima reprimenda internazionale, come sarebbe avvenuto se a decidere di non andare fosse stato l’Europarlamento». Sempre fra i popolari, 3membri della delegazione Ue-Iran — Potito Salatto, Salvatore Tatarella e Marco Scurria — si dicono certi che il «no» di Teheran «sia dipeso dalla nostra proposta di incontrare alcuni rappresentanti dell’opposizione». La vicenda sembra aver diviso gli stessi schieramenti interni all’Europarlamento: il suo vicepresidente Gianni Pittella, del gruppo Socialisti e Democratici, diceva l’altro ieri che «andare ora in Iran sarebbe una decisione inopportuna politicamente » ; mentre David Sassoli, membro dello stesso gruppo e presidente degli eurodeputati Pd, chiedeva di dare alla missione «un mandato politico», allargandola all’intera Commissione esteri; e Debora Serracchiani, dello stesso Pd, la definiva «utile», ma «solo con una delegazione dotata di ampia libertà di muoversi e incontrare anche gli esponenti dell’opposizione». Missione impossibile, appunto.
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