Ritorno dei giornali in edicola, ed ecco lo scatenarsi della punta dell'iceberg della disinformazione. La formazione è completa, ANSA, REPUBBLICA, AVVENIRE, MANIFESTO, MESSAGGERO. Tralasciando i minori, questi cinque guidano come sempre la classifica. C' anche una coda dedicata a Corriere online, che si è fidato del lancio Ansa. La notizia dell'israeliano ammazzato alla guida della sua auto vicino a Nablus, è praticamente scomparsa, come se l'omicidio non fosse mai avvenuto. Come non conta che i palestinesi autori dell'omicidio fossero stati amnistiati in precedenza da Israele, un'appartenenza che, se riportata con evidenza, potrebbe gettare luce sul futuro destino dei prossimi che usciranno dalle carceri israeliane. E' la storia che si ripete, quel che può servire per capire quanto avviene tra israeliani e palestinesi, se è di danno ai secondi, lo si occulta. ANSA non perde occasione, addirittura non cita l'assassionio dell'israeliano in auto. Su REPUBBLICA, Alberto Stabile mette l'elmetto e riprende a sparare usando la solita tecnica della minimizzazione. Al confine con Gaza, secondi lui, manco fosse stato presente, c'erano solo dei " poveracci ", ignorando che da quel confine partono razzi e terroristi di Hamas in cerca di soldati israeliani da rapire. Nell'articolo cita anche la vittima israeliana, non mancando di precisare che era un "colono" e che viaggiava "da solo". Poche righe, senza un commento, perchè la notizia che deve sparare è la violenza israeliana che mette in pericolo la credibilità di Abu Mazen.
AVVENIRE, che ormai in fatto di disinformazione si è allineato con la sinistra più estrema, dedica una pagina intera, metà a Gaza, nella quale vengono riproposti tutti i luoghi comuni, tacendo sulla situazione reale causata dalla sciagurata politica di Hamas, l'altra metà a quanto soffrono i cristiani a Betlemme, a causa di israele, ovviamente. Luigi Geninazzi, l'autore di queste fandonie, non conosce per nulla quanto avviene in Cisgiordania, e a Betlemme in particolare. Si informi, e poi vedrà quanto l'esodo dei cristiani sia da attribuire alla politica dell'Anp, non certo a Israele. Ma questo non interessa al giornale cattolico, quel che conta è diffamare Israele.
Riprendiamo infine le titolazioni di MESSAGGERO e MANIFESTO, sul primo Eric Salerno ( del quale a volte dubitiamo sia lo pseudonimo di Michlele Giorgio, tanto sono identici i pezzi che scrivono), abile dispensatore di propaganda anti-israeliana,anche lui scrive Tel Aviv per indicare la capitale Gerusalemme,
mentre il quotidiano comunista dedica la prima e le due successive, confezionando una polpetta avvelenata, adatta però allo stomaco dei suoi lettori.
Ecco la disinformatzia all'opera:
ANSA- NABLUS, 26 DIC - Due palestinesi membri del partito Fatah sono stati uccisi dai soldati israeliani durante un'incursione a Nablus, in Cisgiordania.

Lo hanno reso noto fonti mediche e della sicurezza palestinesi. I soldati israeliani sono giunti su una dozzina di jeep e hanno circondato le due abitazioni dove si trovavano i due palestinesi, che, secondo le fonti, non figuravano sull'elenco degli attivisti ricercati dall'esercito. Secondo le stesse fonti, non c'e' stato scontro a fuoco.
La Repubblica-Alberto Stabile: "Operazioni israeliane a Gaza e Nablus, uccisi dall'esercito sei palestinesi "

GERUSALEMME - Nel vuoto del processo di pace riesplode la violenza. Tre esponenti dell´ala militare di Al Fatah, le Brigate «Martiri di al Aqsa», uccisi a Nablus. Tre poveracci, cercatori di residui di ferro fra le macerie dell´ex zona industriale di Gaza, freddati al confine con Israele. E tutto questo, a 24 ore dall´anniversario dell´operazione "Piombo fuso" che, a partire dal 27 dicembre del 2009, per tre settimane, vide la striscia di Gaza sottoposta ad un potente attacco israeliano, in risposta ai ripetuti lanci di missili Qassam. L´offensiva provocò circa 1400 morti e migliaia di feriti.
Occorre distinguere Gaza, dove il movimento islamico ha imposto il suo dominio, dalla Cisgiordania occupata dove le forze fedeli al presidente Mahmud Abbas, usando il pugno di ferro con le milizie islamiche, da circa un anno e mezzo erano riuscite ad imporre una calma relativa di cui anche Israele aveva tratto vantaggio.
Ora, l´incidente, se così si può dire, al confine tra Gaza e Israele, molto probabilmente non avrà alcun seguito, mentre a Nablus, le forze di sicurezza israeliane si sono comportate come forze occupanti, come se fosse in atto nessuna collaborazione con gli apparati di sicurezza dell´Autorità palestinese, le quali da anni vengono addestrate (a combattere contro i gruppi oltranzisti) da ufficiali americani e hanno frequenti scambi con la controparte israeliana. A Nablus, si può dire, oltre ai tre militanti delle brigate Al Aqsa uccisi, c´è una quarta vittima, politica: la credibilità di Abu Mazen.
Tutto nasce con l´agguato del 24 sera contro Meir Avshalom Hai, rabbino, colono e padre di sette figli, ucciso mentre viaggia da solo nei pressi di Nablus. E´ il primo attacco terroristico letale in un anno e mezzo. La risposta israeliana non si fa attendere. All´alba di ieri le forze speciali sigillano la città vecchia di Nablus. Hanno una lista di indirizzi. Circondano tre case. I ricercati non sono giovanotti pronti a tutto. Sono tre uomini maturi, uno dei quali all´inizio del 2009 è stato graziato, dopo aver scontato 7 anni in carcere ed aver sottoscritto la promessa di non impugnare mai più le armi. Sono accusati, secondo l´esercito, di essere "dietro" l´agguato al colono.
Dei tre miliziani, sembra che uno soltanto avesse a disposizione delle armi che comunque non ha usato. Gli altri due erano disarmati. Sta di fatto che vengono uccisi tutti e tre, in quanto, dice uno degli ufficiali che guida l´operazione, essendosi rifiutati di arrendersi e trattandosi di pericolosi «terroristi», rappresentavano un «alto rischio» per le forze speciali. Di contro, sulla base delle prime ricostruzioni, il gruppo per la difesa dei diritti umani B´Tselem sospetta che due dei tre ricercati siano stati uccisi a sangue freddo. Un´esecuzione extragiudiziale. Che ha fatto infuriare Abu Mazen, il premier Fayad e i vertici dell´Anp, concordi nell´accusare il governo israeliano di voler arroventare l´atmosfera per sabotare gli sforzi degli Stati Unti e dell´Europa tesi alla ripresa del negoziato. Le Brigate Al Aqsa, invece, minacciano una vendetta sanguinosa.
Avvenire
Luigi Geninazzi: " Striscia di Gaza: fra le macerie dei senza speranza "
Luigi Geninazzi: " La cristiana, espulsa da Betlemme, infedele a casa "
Il Manifesto

Vittorio Arrigoni: " Gaza 2009, un anno fa la strage "
Michele Giorgio: " Gaza, in marcia per la libertà "
Michelangelo Cocco: " E' il colonialismo,ma la sinistra non lo vede più "
Adri Nieuwholf,Ziyaad Lunat: " Quelle leggi universali nel mirino di Netanyahu
Il Messaggero

Eric Salerno: 2 Forze israeliane uccidono 6 palestinesi, il premier Fayyad ' sono assassini "
Ai 5 pessimi, si aggiungono poi anche altri, per colpa del lancio Ansa. Ci casca anche il Corriere della Sera on line, come ha notato Michael Sfaradi, che ci ha inviato questa nota:
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