Riportiamo dal CORRIERE della SERA di oggi, 15/12/2009, a pag. 18, l'articolo di Guido Olimpio dal titolo " Teheran manda a processo tre escursionisti americani ". Dal FOGLIO, a pag. 3, gli articoli titolati " Ora Teheran ha il grilletto atomico per fare esplodere la Bomba " e " L’Iran arresta le madri della rivoluzione e ne cancella le tracce ". Ecco i pezzi:
Il FOGLIO - " Ora Teheran ha il grilletto atomico per fare esplodere la Bomba "

Roma. Il programma atomico iraniano non è soltanto civile, come sostiene Teheran, ma è anche militare. Un documento pubblicato ieri dal quotidiano inglese Times dimostra che gli scienziati del regime possiedono il deuteride d’uranio (UD3), l’elemento usato come detonatore nelle armi nucleari. Il rapporto trafugato, scritto in farsi, ha la firma di Mohsen Fakhrizadeh, l’uomo scelto dagli ayatollah per trasformare la Repubblica islamica in una potenza atomica. I test sono cominciati già nel 2007 e avrebbero fornito risultati incoraggianti. La notizia arriva in un momento delicato per la comunità internazionale: questa settimana si decide sull’ipotesi di applicare nuove sanzioni contro Teheran, una proposta avanzata dal presidente della Casa Bianca, Barack Obama, dopo mesi di trattative infruttuose con i ministri iraniani. Per il governo di Israele, il dossier del Times “aumenta la preoccupazione”; un analista dell’International institute for strategic studies, Mark Fitzpatrick, parla di potenziale “casus belli” per un conflitto. Il detonatore per armi nucleari si aggiunge alle altre prove di gioco sporco iraniano. A settembre, poco lontano dalla città santa di Qom, è stata scoperta una centrale segreta che potrebbe ospitare centinaia di centrifughe per arricchire l’uranio. Secondo la stessa Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea), il sito fa parte di una rete clandestina costruita per mandare avanti il programma nel caso in cui le grandi centrali di Natanz e Bushehr fossero colpite. Il presidente iraniano, Mahmoud Ahmadinejad, in crisi per le proteste di piazza, rilancia le ambizioni militari del paese –“la Repubblica avrà presto venti nuove centrali”, ha detto. Chi è in possesso dell’UD3, spiega Jeffrey Lewis di Arm Control Wonk, una rivista online che si occupa di armamenti, è arrivato alla fase decisiva del processo, perché questo elemento non ha altri funzioni: è una specie di grilletto atomico, serve esclusivamente per innescare un’esplosione. Tracce del deuteride si trovano in Cina e in Pakistan, due paesi che hanno già testato questa tecnica piuttosto innovativa; proprio uno scienziato di Islamabad, Abdul Qadeer Khan, avrebbe fornito ai colleghi di Teheran qualche consiglio prezioso sull’atomo da guerra. Se AQ Khan è il padre della bomba pachistana, Fakhrizadeh è il suo gemello persiano. Il suo nome è spuntato un anno fa, quando gli agenti della Cia hanno messo le mani su un computer portatile iraniano. Fakhrizadeh ha cinquant’anni, è un esperto di fisica arruolato nelle Guardie della Rivoluzione: a Washington pensano che sia la persona giusta a cui chiedere qualche spiegazione sul programma atomico di Teheran ma il regime non permette incontri. Sarebbe la mente del “Progetto 111”, una testata atomica grande quanto un pallone da calcio in grado di esplodere a duemila piedi di altezza che potrebbe essere montata su missili Shahab 3, gli stessi che il regime lancia da mesi di fronte a fotografi e cronisti. Il documento pubblicato ieri era già negli uffici delle principali agenzie d’intelligence europee e mette in chiaro un punto: l’Iran non ha interrotto il programma nucleare nel 2003, come credevano gli esperti dell’Aiea. La decisione sul nuovo giro di sanzioni è attesa nei prossimi giorni. Stati Uniti, Francia, Germania e Gran Bretagna sono a favore, ma questa volta anche Russia e Cina sembrano sostenere la linea.
CORRIERE della SERA - Guido Olimpio : " Teheran manda a processo tre escursionisti americani "
WASHINGTON — A Teheran sembrano essere tornati i tumultuosi anni della Rivoluzione islamica. Pugno di ferro sulle teste degli oppositori. Schiaffi alla comunità internazionale. Una doppia sfida che non è solo verbale ma è riempita di fatti concreti.
L’ultimo atto viene dall’annuncio di un processo imminente nei confronti di tre escursionisti americani arrestati dopo che, provenienti dal Kurdistan iracheno, sono sconfinati in territorio iraniano. Shane Bauer, 27 anni, Sarah Shourd, 31, e Josh Fattal, 27, hanno violato il confine in luglio e da allora sono rinchiusi nella prigione di Evin. I loro familiari sostengono che si è trattato di un errore e non hanno nulla da nascondere. Per le autorità iraniane il terzetto potrebbe essere accusato di spionaggio. Accuse ritenute «infondate» da Washington che, con una dichiarazione del segretario di Stato Hillary Clinton, ne ha chiesto «la liberazione immediata».
Ma in questo caso le prove a carico o a discolpa contano poco. I tre potrebbero essere parte di una partita più complessa. Fonti diplomatiche hanno, infatti, rivelato che Teheran vorrebbe scambiare gli imputati con diversi iraniani scomparsi o trattenuti in Occidente. In particolare il regime ha presentato una lista con undici nomi. Tra questi c’è il generale dei pasdaran Alì Asgari, scomparso dal 2007 e forse fuggito con i suoi segreti negli Usa. Stesso destino dello scienziato Shahram Amiri, svanito durante un pellegrinaggio alla Mecca. Due personaggi che starebbe collaborando con l’intelligence fornendo informazioni sul piano nucleare. Diversa la situazione di altri 9 iraniani, in gran parte accusato di traffici d’armi e tecnologia in favore di Teheran. Persone detenute in Georgia, Usa, Canada, Francia, Germania e Gran Bretagna. Per gli 007 occidentali fanno parte di un network ben più esteso per aggirare l’embargo e, forse, alimentare il progetto nucleare.
Le tensioni internazionali si intrecciano così con le vicende interne. E gli iraniani tornano ad usare la carta degli ostaggi, sempre utile quando si vogliono creare problemi con l’Occidente. Calando tre assi — il terzetto di escursionisti — e tenendone un quarto in mano. È quello che riguarda Bob Levinson, ex agente Fbi sparito nel 2007 durante un viaggio sull’isola iraniana di Kish. La moglie di Levinson si è rivolta direttamente ad Ahmadinejad ma non ha ottenuto alcuna risposta concreta. Un silenzio spiegabile con il desiderio di avere un altro strumento di pressione, quantomeno psicologica.
Come nel passato, gli ayatollah cercano di legare i cittadini stranieri, bollati come spie, all’opposizione interna. Un modo per giustificare nuove misure repressive. Ieri, dopo le minacce della Guida Khamenei di stroncare l’opposizione, le autorità hanno agito con durezza. Said Leylaz, un economista che ha osato criticare il presidente Ahmadinejad, è stato condannato a 9 anni di galera e a 74 frustate. Sono inoltre finiti in manette alcuni studenti ritenuti responsabili di aver incendiato l’immagine di Khomeini. Una campagna di intimidazione che tuttavia non ha impedito nuove dimostrazioni di protesta all’università di Teheran nonostante un massiccio schieramento di forze dell’ordine.
Il FOGLIO - " L’Iran arresta le madri della rivoluzione e ne cancella le tracce "

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