L’affare Kurilov Irène Némirovsky
Traduzione di Marina Di Leo
Adelphi Euro 13
Il preambolo è ambientato a Nizza dove, in un crepuscolo d’autunno dei primi Anni Trenta, un ex bolscevico muore, a poco più di cinquant’anni. Poi, il romanzo di Irène Némirovsky, entra nel dossier che gli dà titolo, ritrovato in una cartellina di cuoio nero tra le cose del defunto: L’affare Kurilov. La scrittura passa alla prima persona per raccontare l’incarico che il protagonista – nato in Siberia da genitori entrambi deportati politici – ricevette nel 1903, ventiduenne, dal comitato rivoluzionario: liquidare a San Pietroburgo Kurilov, ministro zarista della Pubblica Istruzione, detto il Pescecane. La straordinaria autrice della Suite francese, s’immedesima nell’Altro in questo teso romanzo di scandaglio psicologico, per sottrarlo al suo gesto e offrirgli nella finzione un’altra vita. Lei, ebrea di Kiev esule dalla Russia bolscevica, prova a entrare nella pelle del giustiziere. E sullo sfondo echeggia Schopenauer: “Se potessi entrare nel cuore del più detestato dei tuoi nemici, è te stesso che troveresti”.
Gabriella Bosco
Tuttolibri – La Stampa