Gentile lettore, Heisemberg e Goedel e se vuole anche Tarski fanno parte della cultura scientifica da ottanta o novant'anni, difficilmente potrebbero averne annunciata la fine. In particolare è fattualmente falso che abbiano "rotto il tabù illuminista e positivista della scienza come atto neutrale, di pura conoscenza" per via di una "dichiarata impossibilità della scienza di chiarire ogni aspetto della natura in maniera -come si pretenderebbe- oggettiva ed asettica." Il principio di Heisemberg afferma che al livello della particelle elementari - un livello estrememamente piccolo, tanto più piccolo degli atomi quanto gli atomi sono più piccoli degli oggetti del nostro mondo, ogni esperimento nell'atto stesso di prelevare dei dati agisce su di loro e in particolare che ci sono delle quantità correlate che non possono essere determinate entrambe, per esempio energia e posizione di una particella elementare. Ma questi effetti sono pertinenti per oggetti di massa e dimensione infinitesimale; essi sono assorbiti nella oscilazione statistica già al livello degli atomi. Il teorema di Goedel dimostra che un sistema formale assiomatico di sufficiente potenza logica (capace almeno del calcolo dei predicati al I ordine) se è coerente deve necessariamente essere incompleto, cioè contenere proposizioni indecidibili. Ora la scienza non è affatto un sistema formale nel senso di Goedel e non pretende affatto di essere completa, nel senso di sapere per ogni proposizione se è vera o è falsa. E la scienza non pretende affatto di poter conoscere allo stesso tempo energia e posizione di tutte le particelle. Si sa benissimo, per esempio che già il problema dell'interazione gravitazionale di tre corpi nel caso generale è intrattabile coi nostri mezzi. Semmai, quello che viene gravemente messo in difficoltà da questi risultati, è l'idea di Dio. Dio dovrebbe sapere tutte le proposizioni vere. Goedel dice che logicamente non può. Dio dovrebbe poter conoscere tutto, anche posizione e velocità O se vuole lo stato di onda/particella dei fotoni. Heisemberg dice che non può. Io non sono così rozzo da pensare che questa sia una dimostrazione dell'inesistenza di Dio (altri però hanno tentato questa strada). Ma se uno studente dicesse a un esame all'università che Heisemberg e Goedel dimostrano che la scienza non è "oggettiva e asettica", come scrive lei, be' si meriterebbe un brutto voto, in un corso di fisica come in uno di filosofia. Semplicemente non c'entra. Partire di qui per rivendicare principi epistemologici che nel discorso e non da me sono definiti medievali, francamente è una bizzarria. Che poi un papa che si vuole razionale tiri fuori i vecchi arnesi intellettuali del Sessantotto come le idee di Marcello Cini, francamente mi rattrista. Discutere queste idee da un punto di vista razionalista, fallibilista, falsificazionista, insomma liberale non mi sembra una mancanza di rispetto, ma un diritto di critica intellettuale che rivendico. Con stima
Ugo Volli