Riportiamo dal CORRIERE della SERA di oggi, 24/06/2009, a pag. 3, la cronaca di Maurizio Caprara dal titolo " Netanyahu in visita a Roma «Sanzioni più dure all’Iran» ", dal MANIFESTO, a pag. 9, l'articolo di Michele Giorgio dal titolo " La strana coppia Netanyahu - Berlusconi " preceduto dal nostro commento e una breve dall'UNITA'. Ecco gli articoli:
CORRIERE della SERA - Maurizio Caprara : " Netanyahu in visita a Roma «Sanzioni più dure all’Iran» "
Stretta di mano fra Berlusconi e Netanyahu
ROMA — «Se non ora, quando?». E’ con questa domanda che Benjamin Netanyahu, premier di Israele e uomo di una destra radicale poco incline alle mezze misure, ha raccomandato ieri a Roma di percorrere fino in fondo la strada delle sanzioni all’Iran affinché il suo avvicinarsi alla bomba atomica non richieda, in futuro, altri mezzi di dissuasione. Con le proteste in corso il regime di Teheran è più vulnerabile, si vedono crepe, è stata la tesi sostenuta da Netanyahu in una colazione a Palazzo Chigi con il collega Silvio Berlusconi e il ministro degli Esteri Franco Frattini. La questione va discussa nel G8 a presidenza italiana, ha affermato, e non si può affrontare Mahmoud Ahmadinejad che minaccia Israele continuando nel « business as usual », gli affari di sempre.
Dell’Iran il nostro Paese è il primo partner commerciale in Europa. Ci fornisce energia. Nel 2006 l’interscambio ha sfiorato i sei miliardi di euro. Finito l’incontro con Netanyahu (che ha scelto Roma come prima tappa all’estero da quando è di nuovo primo ministro), una giornalista ha domandato in inglese al presidente del Consiglio se, alla luce dei risultati elettorali di Teheran, ritiene ancora valida l’offerta di dialogo avanzata da Barack Obama e se pensa di «rivedere le intense relazioni economiche» dell’Italia con l’Iran. Berlusconi forse credeva di doversi pronunciare sull’invito della Farnesina alla Repubblica degli ayatollah per la conferenza di domani a Trieste sull’Afghanistan, ritirato dopo quattro mesi senza decisione iraniana. Così ha risposto: «Abbiamo dichiarato la nostra disponibilità a continuare questo rapporto soltanto se fosse considerato sul piano internazionale, con la partecipazione esplicita dell’Amministrazione americana, qualcosa di positivo. Tutte le situazioni che abbiamo alle spalle di nostri rapporti diplomatici con l’Iran sono sempre state condivise con l’Amministrazione americana e Israele».
Secondo il portavoce di Netanyahu, Mark Regev, sui rapporti economici Italia-Iran l’incontro ha segnato per gli israeliani passi avanti. In che cosa consisteranno, si vedrà.
Alle prese entrambi con turbolenze in casa, i due capi di governo hanno dato mostra di sintonia. Netanyahu ha invitato «Silvio», definito «grande campione di pace», a parlare alla Knesset, il Parlamento israeliano. I giornalisti del suo Paese hanno chiesto perché tanto onore a un politico chiacchierato per feste con signorine discusse. Netanyahu: «E’ un momento difficile ed è un amico. Sono affari interni italiani, non mi riguardano. E’ sempre stato un grande amico di Israele».
Berlusconi, prima, aveva appoggiato la sua idea di Stato palestinese smilitarizzato e detto senza enfasi una frase in linea con l’approccio obamiano («Ho richiamato l’attenzione sul bisogno di dare segnali significativi sul blocco degli insediamenti»). Impegnandosi a vertici annuali tra i governi di Italia e Israele
Il MANIFESTO - Michele Giorgio: " La strana coppia Netanyahu - Berlusconi "

Giorgio/Hamas...e vissero per sempre felici e contenti
Giorgio non approva il rapporto di amicizia fra Italia e Israele, come si può dedurre dalla frase " Un appoggio incondizionato, come hanno evidenziato i giorni insanguinati della recente offensiva israeliana a Gaza. Un appoggio che, con ogni probabilità, sarebbe ancora più aperto se a contenerlo non ci fosse la politica estera dell’Unione europea da rispettare e, soprattutto, la linea dell’Amministrazione Obama ". E' evidente che Giorgio gradirebbe di più un'amicizia Italia - Hamas, sulla falsariga di quella D'Alema - Hezbollah...
Giorgio si scaglia anche contro il programma di turismo proposto da Berlusconi a Netanyahu per migliorare le condizioni di vita degli arabi e creare nuovi posti di lavoro e scrive : "Peccato che i turisti a Betlemme e nel resto dei Territori occupati possano entrare solo con un permesso israeliano. Quello al quale pensa Netanyahu è un PianoMarshall per la Palestina, in ogni caso controllato da Israele. ". Questo è falso. Chiunque può andare a Betlemme. Sul confine c'è un check - point che fa controlli su chi entra e chi esce (per ovvie ragioni, dato che per andare in Israele molti terroristi suicidi passavano di lì).
Ecco l'articolo:
L'UNITA' - La cronaca di Umberto De Giovannangeli è sostanzialmente corretta. Non potendo far altro che riportare le dichiarazioni di Netanyahu e Berlusconi, Udg non ha perso occasione per fare propaganda elettorale (inutile, dato che elezioni si sono concluse lunedì...Udg non se n'è accorto?) " di Gaza e della sua catastrofica situazione non c’è traccia nelle riflessioni di «Papi» e «Bibi» ", nè per rimproverare i due premier per non essere sufficientemente preoccupati per la situazione "catastrofica di Gaza ". Se la situazione di Gaza è tale la responsabilità è dei terroristi di Hamas, non di Netanyahu.Per inviare la propria opinione a Corriere della Sera, Unità e Manifesto, cliccare sulle e-mail sottostanti
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