Gli Stati Uniti da sempre amici di Israele sin dalla sua fondazione,
dopo i primi mesi dell´amministrazione Obama sembrano ormai aver
imboccato un´altra via quella di un´ostilita´silenziosa e strisciante,
avvertita da molti e che sembra aver dato delle palpitazioni di cuore
a molti persino a chi l´ha votata.
A New York, nei quartieri generali dell´O.N.U. dal 4 al 15 maggio si
e´ riunita la Commissione dei 189 firmatari aderenti al Trattato di
non Proliferazione Nucleare per discutere in fase preparatoria il
piano di denuclearizzazione, con il mandato a tutti i paesi di
aderirvi, fino al piu´ completo disarmo nucleare, in vista della
Review Conference of The Parties to The Treaty of the Nonproliferation
of Nuclear Weapons del 2010. Gli Stati Uniti, la Francia, la Gran
Bretagna, la Russia e la Cina sono le 5 potenze nucleari il cui
processo di disarmo dovrebbe avvenire per ultimo.
Louis Charbonneau della Reuters ci informa sui lavori della
riunione, e in particolare sull´intervento di Rose Gottemoeller,
assistente alla Segreteria di Stato Usa, avvenuto esattamente il
secondo giorno dall´inizio dei lavori. La Gottemoeller ha
sottolineato che l´adesione al trattato di non proliferazione dovra´
essere universale e dovra´ includere anche l´India, Israele, Nord
Corea e Pakistan e che questo sara´ l´obiettivo della nuova
amministrazione americana che in questo modo infligge un altro colpo
ad Israele.
Anche al piu´distratto dei lettori non puo´ sfuggire l´enormita´
dell´accostamento fatto fra stati democratici e i regimi finanziatori
del terrorismo, come per fare di tutte le erbe un fascio senza alcun
discernimento, in una notte in cui Obama sembra non vedere la
differenza tra un Iran aggressore che minaccia ossessivamente di
incenerire Israele per cancellarlo dalle carte geografiche ed Israele
che invece deve difendersi dai nemici che lo circondano. Mentre il
disegno ormai chiaro nella mente di Obama e´ quello di bloccare la
produzione di armi nucleari dell´Iran a condizione che anche Israele
vi rinunci.
Come faccia poi a fidarsi degli stati canaglia che fingono lo
smantellamento dei reattori nucleari ma poi in segreto, li clonano,
solo Obama lo sa...
Questa dichiarazione della Gottemueller ha generato proteste anche tra
i delegati dell´AIPAC che erano riuniti nello stesso giorno a
Washington, proteste significative anche se tardive, visto che quelli
dell´AIPAC, e quelli delle altre associazioni ebraiche nella
stragrande maggioranza hanno votato per Obama e continuano a
sostenerlo nella tesi di "two state solution". Mentre ormai non ci
dovrebbe credere piu´ nessuno alla creazione di uno stato palestinese,
visto che i Palestinesi "non perdono mai occasione di perdere
l´occasione", dopo tante buone occasioni che hanno avuto non ne hanno
mai colta una.
Sin dai tempi di Golda Meir e Richard Nixon, Gli Stati Uniti si sono
ben guardati dall´esercitare pressioni su Israele perche´ firmasse il
trattato di non proliferazione in questione, per il rispetto dovuto
alla storia d´Israele e alla sua unicita´. D´altronde il completo
disarmo per Israele rappresenterebbe un serio pericolo, mentre un
Israele armato e´ sicuramente un deterrente per tutti i suoi infidi
nemici compresi gli antisemiti sparsi per il mondo e che dilagano a
macchia d´olio. Israele si difende bene da un nemico che ancora non
s´e´ accorto che lo stato ebraico non alzera´ le braccia in segno di
resa, ne´ si fara´ prendere di sorpresa perche´ e´ ben preparato e
pronto. Come lo erano gli Israeliani che seppero difendersi
eroicamente all´indomani della fondazione dello stato ebraico, quando
Israele fu attaccato da tutte le parti dai paesi arabi ostili. Quel
desiderio degli ebrei si era avverato, era perdurata quella volonta´
forte, piu´ forte dell´urto del tempo che inesorabilmente tutto
consuma, logora e sbiadisce nell´oblio, di ritrovarsi tutti liberi e
sovrani nella terra d´origine per la quale avevano penato tanto e per
la quale s´era ripetuto all´infinito, generazione dopo generazione,
ogni sera di Pesach, l´augurio di incontrarsi tutti riuniti insieme a
Gerusalemme, nella citta´ ideale, la citta´ degli uomini e la citta´
di Dio che, come una stella alta e luminosa, aveva segnato nei cieli
la rotta e aveva guidato il popolo disperso di Israele per secoli e
secoli, millennio dopo millennio anche nei momenti di maggior
smarrimento ed afflizione alla sua riunione e rinascita. Quello era
il patto che ha cementato e unito le loro volonta´. Nella storia dei
popoli Israele ha una sua unicita´ e per questa unicita´ tutti
dovrebbero essere riverenti e rispettosi di una nazione che ora vive e
prospera nella sua terra e non si e´ lasciata irretire ne´ assimilare.
Non ci venga a dire Obama che ignora la storia di Israele e che non e´
filosionista come lo era Martin Luther King, visto che notoriamente ha
frequentato per decenni, circoli e persone visceralmente antisemite,
non ci venga a dire cosa deve fare Israele, Israele lo sa, ma
piuttosto dia un ultimatum, un aut aut a quel regime iraniano amante
della morte, e fissi una scadenza oltre la quale intervenga
militarmente a distruggere quegli ordigni nucleari, senza frapporre
ulteriore indugio.
Piera Prister Bracaglia Morante