Le trattative per la liberazione di Gilad Shalit sono, purtroppo, fallite. Le richieste fatte da Hamas a Israele erano inaccettabili. Di seguito riportiamo dal FOGLIO di oggi, 18/03/2009, a pag. 3, l'editoriale dal titolo " Shalit non vale la convenzione di Ginevra " che mette in rilievo il totale disinteresse delle Ong per Gilad Shalit, prigioniero da quasi 1000 giorni, dall'UNITA', a pag. 27, la cronaca di Umberto De Giovannangeli dal titolo " Olmert gela le speranze per liberazione di Shalit. Hamas ricatta Israele " e due brevi da REPUBBLICA e MANIFESTO. Ecco gli articoli:
Il FOGLIO - " Shalit non vale la convenzione di Ginevra "
Ogni giorno che passa peggiorano le condizioni del caporale Gilad Shalit. Ieri sono falliti i negoziati indiretti tra Israele e Hamas al Cairo per il suo rilascio. Israele sarebbe stato disposto a mettere in libertà centinaia di palestinesi, consapevole di dover pagare nuovamente un prezzo altissimo pur di poter riabbracciare il giovane soldato. Stride il silenzio delle organizzazioni umanitarie. Nessuna Ong ha finora protestato con Hamas e l’Anp per la violazione di tutti i codici di guerra e del trattamento di prigionieri. Sono le stesse Ong che hanno chiamato “Gulag” il carcere di Guantanamo perché violava la convenzione di Ginevra. La stessa convenzione che non sembra valere per il caporalino ebreo e che di certo non è mai stata evocata per l’aviere israeliano Ron Arad, su cui gli iraniani hanno eseguito una terribile operazione alla spina dorsale rendendolo paraplegico per impedirgli di scappare. Il professor Gerald Steinberg, esperto di Ong, parla di “tradimento dei diritti umani”. La sorte di Shalit è marginale anche nell’agenda dell’Ong ebraica B’Tselem, così solerte sulle condizioni dei detenuti palestinesi. Amnesty International, fondata per denunciare la sorte dei prigionieri politici, non ha mosso un dito per Shalit, né si è mai affacciata nella tenda allestita dai genitori. Idem per Human Rights Watch e Oxfam. Chi continua a blaterare di “occupazione” si è dimenticato che Shalit è l’unico ebreo rimasto nella Striscia di Gaza. Tenuto in ostaggio come un cane in un pozzo sotto terra a decine di metri di profondità.
L'UNITA' - Umberto De Giovannangeli : " Olmert gela le speranze per liberazione di Shalit. Hamas ricatta Israele "
Scorretto il titolo, Olmert si direbbe il responsabile della prigionia di Gilad Shalit. E' vero il contrario.
La REPUBBLICA - Nella breve a pag. 3, REPUBBLICA incolpa Olmert se le trattative per la liberazione di Shalit sono fallite " Ehud Olmert ha scaricato la responsabilità del fallimento sulla controparte, accusando Hamas di aver inasprito le sue posizioni ". Nessun accenno alle folli richieste di Hamas che comprendevano la liberazione di centinaia di terroristi palestinesi, responsabili di alcuni dei peggiori attentati compiuti in Israele, chiamati nella breve " centinaia di detenuti ", come se si trattasse di semplici prigionieri, incarcerati senza motivo. REPUBBLICA, così, mette sullo stesso piano Gilad Shalit e i terroristi di Hamas.
Il MANIFESTO - Anche nella breve a pag. 9 dal titolo " Shalit: salta la trattativa. Olmert: irrigidire l'assedio a Gaza " le responsabilità per il fallimento della trattativa sono attribuite tutte a Olmert. Hamas, come al solito, non ha colpe : richiede la liberazione di terroristi condannati a diversi ergastoli ( pretesa inaccettabile ) e, se le trattative falliscono la responsabilità è solo di Israele.
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