Da L'OPINIONE di oggi, 13/02/2009, "Un film che fa discutere tutti, tranne i cattolici":
Come non si salva nessuno dei tre monoteismi dal “dubbio” che il comico di madre ebrea e di educazione cattolica dice di volere instillare in ognuno di noi. Particolarmente preso di mira il cattolicesimo tradizionalista di Ratzinger con un’attenzione storiografica alla ricostruzione dei vari miti ridicoli, come il Natale o la vergine che concepisce senza rapporti sessuali: “leggende che infestano il Mediterraneo da almeno 3 mila anni prima della nascita di Cristo”. Importate dall’Egitto o dall’India. Tutte cose che un qualunque lettore di Mircea Eliade già conosce da decenni, d’altronde. Bill Maher peraltro solo in Vaticano non è riuscito a farsi ricevere per irridere con le proprie domande semplici e dirette qualche teologo o ministro del culto. E mercoledì durante il dibattito che ha seguito la proiezione del film (andatelo a vedere che ci si sbellica dalle risate) tenutasi alla casa del cinema di Roma, solo un esponente cattolico brillava per la propria assenza. Gli inviti sono stati fatti, ha spiegato la Eagle senza fare nomi, “ma erano tutti impegnati altrove”. Tutti gli altri presi di mira nel film non hanno avuto paura di misurarsi in un pubblico dibattito. C’era Victor Magiar per la comunità ebraica di Roma, c’era Khalid Chaouki dei giovani islamici, ex esponente Ucoii, c’era il professor Paolo Naso, un protestante che in tv ha condotto per anni la rubrica “Protestantesimo”, c’era Raffaele Carcano, esponente di spicco della Uaar, Unione degli atei e agnostici italiani. Tutti sono stati in grado di discutere il film e di mettere in discussione sé stessi.
Persino l’esponente dell’Islam, non poi troppo moderato. Tutti si sono confrontati con l’irriverenza e con i veri e propri schiaffi in faccia di questa pellicola che sembra l’equivalente documentaristico del famoso film parodia sulla vita di Cristo dei Monty Phyton, “Life of Brian”, in italiano “Brian di Nazareth”. Tutti hanno avuto a che ridire con alcune semplificazioni nelle domande rivolte dal comico ai fedeli, accuratamente scelti tra quelli più folkloristici, e ai teologi delle varie religioni monoteiste. Tutti insomma si sono confrontati. Tranne i cattolici, che prima hanno impedito l’accesso in Vaticano al comico Maher e poi si sono fatti negare nel dibattito suddetto. Tanto meglio. Sarà questo documentario, che esce in 30 sale da oggi, un’occasione in più per polemizzare con i retrogradi di questa confessione da tempo arroccati nelle proprie certezze e nei propri dogmatismi post conciliari. Certezze e dogmatismi che ormai anche tutti gli altri esponenti degli altri monoteismi criticano apertamente e senza peli sulla lingua. Insomma, c’è sempre qualcuno che si vuole porre al di sopra di tutti gli altri, anche in materia di dialogo interreligioso. C’è però da dire che sempre più spesso ottiene l’effetto opposto e cade nel ridicolo. Un po’ come il figlio dell’oca bianca.
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