L'agenzia missionaria disinforma
prestandosi alla strategia propagandistica dell'International Solidarity Movement
Testata:
Data: 04/02/2009
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Autore: la redazione
Titolo: RISCHIARE LA VITA… PER UN MAZZO DI PREZZEMOLO E PER FARE INFORMAZIONE

Disnformazione dell'agenzia stampa missionaria Misna (Missionar International Service News Agency) in un lancio da Gaza datato 3/2/2009, ore   20.55.
L'agenzia riferisce di un episodio che plausibilmente è stato intenzionalmente provocato dai militanti antisraeliani dell'International Solidarity Movement, non nuovi a simili operazioni (si pensi alla vicenda di Rachel Corrie, della quale Informazione Corretta si è occupata a suo tempo).
Raccogliere prezzemolo nei pressi del confine tra Gaza e Israele può non essere un'operazione salutare. Non a causa di Israele, ma dei terroristi che tentano di infiltrarsi, di lanciare razzi, di deporre trappole esplosive.
L'International Solidarity Movement sa bene che, per Israele, la sorveglianza dei confini è una necessità. La sua strategia è evidentemente quella di ricavare il massimo vantaggio mediatico da questa necessaria autodifesa. I giornalisti di Rai 3 che erano presenti insieme agli attivisti al confine tra Gaza e Israele, e l'agenzia che ha ripreso l'episodio senza inquadrarlo, si sono evidentemente prestati a questa strategia propagandistica.

Ecco il testo del lancio RISCHIARE LA VITA… PER UN MAZZO DI PREZZEMOLO E PER FARE INFORMAZIONE



“Siamo andati a al-Farahain questa mattina insieme a un gruppo di contadini e ad attivisti dell’International solidarity movement (Ism); dopo un’ora, durante la quale i contadini si sono affrettati a raccogliere il prezzemolo che avevano piantato, militari israeliani hanno cominciato a spararci contro centinaia di proiettili; l’intenzione era quella di spaventarci ma è un miracolo che nessuno sia rimasto colpito da qualche proiettile di rimbalzo”: raggiunto dalla MISNA a Gaza, Manolo Luppichini, giornalista di ‘Raitre’, racconta la disavventura capitatagli nella Striscia di Gaza, a poche centinaia di metri dal territorio israeliano, e di come, carponi, è riuscito a sottrarsi insieme agli altri al fuoco dei soldati. “Posso assicurare che l’esercito di Tel Aviv era stato informato della nostra presenza con un fax inviato il giorno precedente e che non c’era nessun uomo armato tra noi - continua Luppichini che a Gaza si trova per girare un servizio per la trasmissione di Raitre ‘Presa diretta’ di Claudio Iacona – e posso assicurare che i soldati hanno sparato contro civili che si trovavano all’interno della Striscia e non in territorio israeliano”. Nel racconto del giornalista, le immagini di questi contadini che si affannano a raccogliere mazzi di prezzemolo si alternano alla ricostruzione del fatto: “Noi indossavamo dei giubbetti con la scritta ‘tv’, gli attivisti dell’Ism dei giubbetti catarifrangenti visibilissimi e in più alcuni di loro con il megafono chiedevano agli israeliani di cessare il fuoco. Paradossalmente proprio quando gli attivisti hanno detto che stavamo andando via i soldati hanno intensificato il fuoco”. Luppichini è stato subito dopo contattato dal vice-console italiano Francesco Santillo che ha annunciato una dichiarazione ufficiale del governo: “Così ci ha detto, noi intanto stiamo montando le immagini che mostrano ciò che è successo e le manderemo stasera stessa in Italia”. Il gruppo di giornalisti italiani si trova da qualche giorno nella Striscia di Gaza nell’ambito di una missione dal centro internazionale ‘Crocevia’ che ha portato sul posto operatori umanitari, medici, rappresentanti di istituzioni locali e operatori dell’informazione: “Stiamo cercando di aiutare la popolazione locale - ha detto alla MISNA la responsabile del progetto, Meri Caldelli – e continueremo a farlo nonostante l’esiguità dei mezzi e delle risorse a disposizione”.

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