Per aver criticato la dichiarazione del cardinale Martino di "Gaza
come un lager" e aver posto il problema di un maggiore equilibrio del
Vaticano nei confronti di Israele, mi sono preso (assieme a Giuliano
Ferrara) una scarica di insulti dal condirettore di Libero, del genere
"sfacciati prosopopeisti", "stellette e falcette di tolla", con
l'ammonimento che «neppure la nobiltà di portare un cognome come
Israel» può valere «l'impunità di impartire lezioncine prêt-à-porter
alla Chiesa e ai suoi pastori». Poi è venuto sempre su Libero un altro
attacco personale concernente le «inutili polemiche» circa il vescovo
negazionista Williamson intitolato «Da quali pulpiti si fa la predica
a Ratzinger». A parte il fatto che ritengo di avere le carte
perfettamente in regola per poter parlare sul tema dei rapporti
ebraico-cristiani, ho vanamente spiegato che qui non è in ballo alcun
attacco personale a Ratzinger e alcuna predica, bensì un sacrosanto
discorso sul negazionismo che non soltanto tante autorità del mondo
cattolico hanno perfettamente recepito - a cominciare dalla Chiesa
tedesca che ha definito "comprensibilissime" le reazioni di parte
ebraica - ma che è stato fatto in primis dal Papa con parole che sono
state apprezzate dal rabbinato israeliano e che hanno riaperto la
strada al dialogo.
Casomai ponevo il problema che qui c'è qualcuno che vuole litigare per
forza e scavare un fossato invalicabile tra ebrei e cattolici.
E tanto questo è vero che è arrivata la terza botta, ancora su Libero.
Ignorando del tutto quanto avevo scritto nelle mie due precedenti
repliche, Renato Farina propone un articolo dal titolo «L'ossessione
degli ebrei di sorvegliare il Papa» richiamato in prima pagina con
l'occhiello: "Perché gli ebrei ce l'hanno con il Papa". Tralascio i
contenuti, semplicemente forsennati, tutti rivolti a sottolineare ciò
che divide, enfatizzando in modo sconsiderato e rissoso episodi
negativi e cianciando di un'inesistente ostilità personale nei
confronti di Benedetto XVI. Insomma, invece di contribuire a calmare
le acque, una bidonata di benzina lanciata nel modo più spiacevole e
sconsiderato. Se da parte ebraica c'è qualcuno che preferisce la
rottura ad ogni costo, di certo le firme di Libero hanno deciso di
schierarsi sul fronte di chi, da parte cattolica, gode al pensiero di
questa rottura.
Comunque, se si voleva rendere la vita impossibile a chi questa
rottura non vuole, ci si è perfettamente riusciti.
Di certo, con cattolici fanatici e intolleranti come questi non si può
neanche andare a prendere un caffé.