Meshal il terrorista diventa il resistente, e l'uomo di pace
i quotidiani comunisti si schierano con Hamas
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Data: 30/01/2009
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Autore: Michele Giorgio - Stefania Podda
Titolo: Anp, Hamas e Fatah alla resa dei conti - Hamas chiama Obama: Cambi la politica USA
A pagina 10 del MANIFESTO del 30 gennaio 2009, Michele Giorgio, nell'articolo "Anp, Hamas e Fatah alla resa dei conti" esalta la sfida ad Abu Mazen portata dal capo di Hamas Khaled Meshal.
Per il quotiano comunista il gruppo islamista è sempre più l'unica resistenza palestinese, in contrasto con un'Autorità palestinese sempre più "appiattita sulla linea israelo-americana": vale a dire disposta a riconoscere il diritto all'esistenza di Israele e a rinunciare al terrorismo.
Una scelta di campo che chiaramente non ha  a che fare con la causa palestinese, che può trovare soddisfazione solo grazie a un compromesso, ma piuttosto con l'odio per Israele.

A pagina 5 di LIBERAZIONE Stefania Podda nell'articolo "Hamas chiama Obama: Cambi la politica USA" riferisce dell'"apertura" del capo di Hamas Khaled Meshal a Barack Obama: "Non è nell'nteresse degli Stati Uniti restare nello scontro con il mondo arabo-islamico - spiega (Meshal) - e nemmeno nei nostri. Noi speriamo che il nuovo presidente americano riveda in modo completo la politica messa in atto dall'amministrazione precedente".
Vale la pena di ricordare, per comprendere il vero significato di queste parole, un altro appello di Meshal all'Occidente, pronunciato nella moschea di Damasco il 3 febbraio 2006. In esso è chiarissima la condizione posta da Meshal per la pace (temporanea, visto che per i fondamentalisti l'islam deve conquistare il mondo) tra Occidente e "mondo islamico": accettare la distruzione di Israele e il genocidio antiebraico.

A questo link si può leggere questo impressionante documento:   

http://www.informazionecorretta.it/main.php?mediaId=8&sez=120&id=15393

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