Paolo Granzotto sul GIORNALE del 2 dicembre 2008, rispondendo a un lettore sul negazionismo e sulla sua repressione penale - che avversa - scrive:
un polacco, un certo Copernico, confutò, negandola, la teoria geogentrica eppure mai fu detto negazionista. Bestemmiatore sì, ma non negazionista. E questo perché il negare una verità dogmatica - vera o falsa che fosse - era ritenuta espressione della libertà di espressione e dunque di opinione. Libertà criticabile quanto si vuole, ma mai condannabile.
Il paragone tra i negazionisti della Shoah e Copernico, è assolutamente insostenibile. Negare lo sterminio degli ebrei è falsificare la storia, non "negare una verità dogmatica". E' occultare i fatti, non esprimere un'opinione su di essi.
Per capire la differenza, dimenticata da troppi commentatori, rimandiamo ancora i nostri lettori all'articolo di Bernard Henry Levy "Perchè una legge contro i negazionisti", pubblicato il 30 novembre 2008 dal CORRIERE della SERA e ripreso da INFORMAZIONE CORRETTA : la migliore risposta a quanto scritto da Granzotto.
http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=2&sez=120&id=26790
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