Allende sostiene idee da Terzo Reich. La salute è la legge suprema, proclama. Scrive: «Le leggi dell'eutanasia e dell'eugenetica hanno rimpiazzato la rupe Tarpea: le loro disposizioni proteggono l'individuo indipendentemente dall'individuo stesso e soltanto con obbiettivi sociali (...). La bontà personale è subordinata alla necessità collettiva». L'eutanasia consente di risolvere i conflitti tra la società e i malati di mente considerati incurabili. Allende, inoltre, considera l'omosessualità una patologia, postula la razza come criterio per definire il comportamento individuale e indica tipologie razziali come gli ebrei, i boemi, gli zingari per spiegare certe condotte morbose e abitualmente delittuose. E si badi bene che il giovane Salvador non è il solo socialista ad essere in odore di razzismo. Ricostruendo gli scenari di quegli anni, infatti, Farías ci presenta non pochi compañeros antisemiti, a partire dal segretario generale socialista Carlos Altamirano, che auspica un movimento popolare capace di mandare al diavolo Mosè e consanguinei. Allende ha la grande occasione di verificare sul campo le proprie teorie nel 1939, quando, ministro della Salute nel governo del Fronte Popolare, presenta un progetto di legge sulla sterilizzazione forzata di alcolisti cronici e dementi. Inoltre, sostiene, va introdotto l'obbligo di un certificato che accrediti l'assenza di malattie veneree, senza il quale non si possono celebrare matrimoni. Il contagio venereo è un delitto. E coloro che contagiano debbono essere spogliati dei diritti civili. Razzisti o non razzisti che fossero, gli uomini del Fronte Popolare fecero buoni affari col Terzo Reich, cui si impegnarono ad affidare la totalità delle importazioni dello Stato cileno e le imprese da esso controllate, unendo a ciò l'offerta di cedere i diritti di pesca e di altre attività dell'isola di Ipùn. Ubicata nello stesso territorio nel quale, nel 1941, le autorità navali e civili denunceranno la presenza di sommergibili tedeschi. Accordi segreti
Che cosa volevano in cambio dai nazi i rosso-bruni cileni? Poca roba. La concessione di un credito di 150-200 milioni di marchi per comprare in Germania prodotti industriali e militari e la consegna di 500.000 pesos per il capo del governo e i ministri socialisti. Tra cui Salvador Allende. Una persona a suo modo coerente e non immemore del passato, visto che, negli anni Settanta e stavolta da presidente, richiese alla commissione dell'esercito di concedere aree del Cile meridionale come base per i sottomarini di un'altra potenza totalitaria: l'Unione Sovietica. E le antiche "simpatie" nazi? Puntualmente confermate dal "no" secco alla richiesta di estradizione di Walther Rauff, solerte collaboratore di Adolf Eichmann, invano espressa dal "cacciatore di nazisti" Simon Wiesenthal, restato a bocca asciutta.
Mario Bernardi Guardi
da Libero del 19 settembre 2007