Riprendiamo dal RIFORMISTA, inserto HaKol, il commento di Marco Del Monte dal titolo: "La bella addormentata: l’Occidente non si accorge di essere in guerra"

La bella addormentata è l’Unione Europea che ancora mostra di non sapere che l’occidente è in guerra. Ai vari Stati membri e all’Unione complessivamente, questa parola non piace; per l’Italia, poi, il solo pronunciarla equivale ad un oltraggio alla Costituzione (più bella del mondo) dove all’art. 11 si legge “l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli… omissis…”.
Immaginiamo, per un momento, di poter cristallizzare la situazione generale, esaminando fatti ed immagini.
L’UE e soprattutto l’UK che non ne fa più parte, non molti giorni fa hanno ribadito il loro sostegno all’Ucraina, schierandosi contro Trumpche, invece, sta lavorando alla sua resa (pur di chiudere la guerra).
L’Inghiltera continua a fornire a Kiev missili a lunga gittata ed armamenti vari, gli altri, compresa l’Italia, aiutano a contare (e a piangere) i morti provocati dai continui attacchi russi, che stanno colpendo i civili, fatto documentato e certo, senza aggiungere commenti.
Vediamo ora su che cosa si basa la certezza che l’occidente è in guerra a sua insaputa.
Da vent’anni c’è in atto un’invasione strisciante di migranti provenienti prevalentemente dai Paesi islamici del Nord Africa; non sono mancati, tuttavia, massicci arrivi anche dalla Siria, dilaniata da una guerra civile intrapresa per cacciare la dinastia sciita degli Assad (padre e figlio).
La Siria, che in questo momento appare intenta solo a leccarsi le ferite, potrebbe diventare l’ago della bilancia.
Nel Paese c’era una importante presenza di cristiani che sono stati tra i primi a fuggire in occidente, con tutti i mezzi possibili.
Nel 2015, la Germania accolse più di un milione di profughi, per il 96% siriani di confessione mista (cristiani e musulmani).
Gli altri Paesi UE furono letteralmente invasi creando un problema insostenibile, mal gestito dai governi occidentali.
Secondo una stima recente, eseguita dall’Ismu (Iniziative e Studi sulla Multietnicità, fondazione di ricerca indipendente che si occupa di migrazioni, integrazione e società multietniche) nel luglio 2024 in Italia ci sono più un milione e mezzo di musulmani, un milione e mezzo di cristiani ortodossi e 894mila cattolici.
In circa undici anni il numero di “presenze” extra comunitarie è cresciuto esponenzialmente, dato l’alto indice di natalità proprio degli immigrati.
Questi dati illustrano con buona approssimazione che comincia a farsi sentire il peso dei figli di costoro, che vengono definiti immigrati di seconda e terza generazione, con cittadinanza italiana.
Qui subentra l’attuale situazione mediorientale, che ha cambiato totalmente la prospettiva e che è studiata certamente a tavolino da chi ha ideato la tragedia del 7 ottobre 2023, che ha innescato l’ormai dichiarata guerra all’occidente.
Quel giorno è stato l’inizio di una vera e propria tragedia, perché il giorno dopo la propaganda araba si è messa in moto, segretamente spalleggiata dalla Russia.
Israele reagì dopo una settimana e già l’accusa di genocidio cominciava a fare il giro del mondo, scortata dalla bandiera palestinese che garrisce spavalda sugli edifici pubblici di molti Comuni a guida centro-sinistra (vedi Bologna).
Il ruolo dei palestinesi è stato chiaro sin dall’inizio, ma è stato nascosto fino alla sua apparizione nei “moti” recenti (con relativi assalti e saccheggi a moltissimi negozi delle città finora interessate).
Lo stato fantasma di Palestina è stato riconosciuto da molti Paesi con un tempismo degno di miglior causa, dimostrando la follia imperante in occidente che, pur di evitare una guerra (civile), ha fatto di tutto per favorirla e ci sta dentro ormai fino al collo.
La Palestina costituisce un alibi per tutti perché attraverso il “teorema di Pitagora” costituisce l’ipotenusa di un triangolo rettangolo, cioè il modo più rapido di raggiungere lo scopo.
Nessuno fa la pace con Israele senza che sia soddisfatta la tesi affermata nelle piazze: “free Palestine from the river to the sea”, slogan secco per dire che Israele va cancellato.
Israele, naturalmente, non è d’accordo e allora lo spartito prevede che i Paesi occidentali, in coro, tolgano ogni sponda ad Israele. L’Iran che ha sponsorizzato tutto questo, infine, usa i palestinesi come manovalanza da mandare in piazza ad attaccare le forze dell’ordine, a sfasciare tutto e a saccheggiare negozi e supermercati, innescando una guerra ibridanata sui social e combattuta da minorenni non punibili, esattamente come a Gaza dove i “bambini uccisi” hanno più di 14 anni, sono in abiti civili e non tirano più sassi (espressione carducciana) ma imbracciano i kakashnikov.
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