Riprendiamo da IL GIORNALE di oggi, 25/10/2026, il commento di Fiamma Nirenstein dal titolo: "Gli ebrei aggrediti. E l'Ue dov'é?"
Fiamma Nirenstein
Qualcuno spieghi perché non ci sono oggi delegazioni di diplomatici, giornalisti, membri dei parlamenti, ebrei democratici come Brad Lander che si aggirino per la Giudea e la Samaria per sorvegliare che i palestinesi non aggrediscano non solo con pietre, ma anche con armi automatiche la vita degli abitanti ebrei, detti “coloni”? I delinquenti che aggrediscono le case palestinesi, forse anche questo non si sa, sono ormai in buona parte in prigione, la polizia, oltre a rispondere alle accorate proteste di mezzo mondo, in democrazia deve far rispettare la legge anche quando l’esasperazione per l’assedio ideologico è tanta.
Solo ieri un assalto a fuoco di due terroristi con la macchina carica di armi per una strage della gente della Giudea ha ucciso due soldati di vent’anni, Ron Yonatan Royman e Yuval Shai Shalem; altri tre, ora fra la vita e la morte, erano usciti in difesa della popolazione minacciata. Succede tutti i giorni che i palestinesi attacchino gli ebrei, spesso nella zona C, quella che gli accordi di Oslo assegnano alla gestione ebraica fino a un accordo: ma la soluzione “due stati per due popoli” è stata respinta dai palestinesi dal 1948.
L’opinione pubblica mondiale rifiuta l’accordo di Oslo, non sa più che la Giudea e la Samaria appartengono alla storia ebraica; e nell’ultimo anno agli ebrei in Giudea si possono attribuire, secondo fonti israeliane, 6 morti nei primi sei mesi del 2026; l’organizzazione filopalestinese B’Tselem parla di 24 morti in due anni; per i dati ONU 43 ebrei sono stati uccisi sempre in due anni, inclusi 10 bambini.
Gli attacchi terroristici in Giudea e Samaria spesso prendono di mira donne, bambini, studenti. Sono storie da 7 ottobre, eccidi mirati di famiglie. Ma non vedo delegazioni per fermare attacchi come quello di domenica alla ex vicesindaca Fleur Nahum, bombardata da massi, la sua macchina data alle fiamme; come lunedì con lancio di pietre e uso di trattori per schiacciare gli agricoltori, o mercoledì e giovedì gli attacchi con pietre.
Ieri, il tentativo di un grande attentato, subito prima delle elezioni... ma non verrà una delegazione a difendere la democrazia, o la bella raccolta ebraica delle olive. L’Europa pensa che invece di Israele si può dire colonia, o anche genocidio. E intanto, prende fuoco.
Qualcuno spieghi perché non ci sono oggi delegazioni di diplomatici, giornalisti, membri dei parlamenti, ebrei democratici come Brad Lander che si aggirino per la Giudea e la Samaria per sorvegliare che i palestinesi non aggrediscano non solo con pietre, ma anche con armi automatiche la vita degli abitanti ebrei, detti “coloni”? I delinquenti che aggrediscono le case palestinesi, forse anche questo non si sa, sono ormai in buona parte in prigione, la polizia, oltre a rispondere alle accorate proteste di mezzo mondo, in democrazia deve far rispettare la legge anche quando l’esasperazione per l’assedio ideologico è tanta.
Solo ieri un assalto a fuoco di due terroristi con la macchina carica di armi per una strage della gente della Giudea ha ucciso due soldati di vent’anni, Ron Yonatan Royman e Yuval Shai Shalem; altri tre, ora fra la vita e la morte, erano usciti in difesa della popolazione minacciata. Succede tutti i giorni che i palestinesi attacchino gli ebrei, spesso nella zona C, quella che gli accordi di Oslo assegnano alla gestione ebraica fino a un accordo: ma la soluzione “due stati per due popoli” è stata respinta dai palestinesi dal 1948.
L’opinione pubblica mondiale rifiuta l’accordo di Oslo, non sa più che la Giudea e la Samaria appartengono alla storia ebraica; e nell’ultimo anno agli ebrei in Giudea si possono attribuire, secondo fonti israeliane, 6 morti nei primi sei mesi del 2026; l’organizzazione filopalestinese B’Tselem parla di 24 morti in due anni; per i dati ONU 43 ebrei sono stati uccisi sempre in due anni, inclusi 10 bambini.
Gli attacchi terroristici in Giudea e Samaria spesso prendono di mira donne, bambini, studenti. Sono storie da 7 ottobre, eccidi mirati di famiglie. Ma non vedo delegazioni per fermare attacchi come quello di domenica alla ex vicesindaca Fleur Nahum, bombardata da massi, la sua macchina data alle fiamme; come lunedì con lancio di pietre e uso di trattori per schiacciare gli agricoltori, o mercoledì e giovedì gli attacchi con pietre.
Ieri, il tentativo di un grande attentato, subito prima delle elezioni... ma non verrà una delegazione a difendere la democrazia, o la bella raccolta ebraica delle olive. L’Europa pensa che invece di Israele si può dire colonia, o anche genocidio. E intanto, prende fuoco.
Qualcuno spieghi perché non ci sono oggi delegazioni di diplomatici, giornalisti, membri dei parlamenti, ebrei democratici come Brad Lander che si aggirino per la Giudea e la Samaria per sorvegliare che i palestinesi non aggrediscano non solo con pietre, ma anche con armi automatiche la vita degli abitanti ebrei, detti “coloni”? I delinquenti che aggrediscono le case palestinesi, forse anche questo non si sa, sono ormai in buona parte in prigione, la polizia, oltre a rispondere alle accorate proteste di mezzo mondo, in democrazia deve far rispettare la legge anche quando l’esasperazione per l’assedio ideologico è tanta.
Solo ieri un assalto a fuoco di due terroristi con la macchina carica di armi per una strage della gente della Giudea ha ucciso due soldati di vent’anni, Ron Yonatan Royman e Yuval Shai Shalem; altri tre, ora fra la vita e la morte, erano usciti in difesa della popolazione minacciata. Succede tutti i giorni che i palestinesi attacchino gli ebrei, spesso nella zona C, quella che gli accordi di Oslo assegnano alla gestione ebraica fino a un accordo: ma la soluzione “due stati per due popoli” è stata respinta dai palestinesi dal 1948.
L’opinione pubblica mondiale rifiuta l’accordo di Oslo, non sa più che la Giudea e la Samaria appartengono alla storia ebraica; e nell’ultimo anno agli ebrei in Giudea si possono attribuire, secondo fonti israeliane, 6 morti nei primi sei mesi del 2026; l’organizzazione filopalestinese B’Tselem parla di 24 morti in due anni; per i dati ONU 43 ebrei sono stati uccisi sempre in due anni, inclusi 10 bambini.
Gli attacchi terroristici in Giudea e Samaria spesso prendono di mira donne, bambini, studenti. Sono storie da 7 ottobre, eccidi mirati di famiglie. Ma non vedo delegazioni per fermare attacchi come quello di domenica alla ex vicesindaca Fleur Nahum, bombardata da massi, la sua macchina data alle fiamme; come lunedì con lancio di pietre e uso di trattori per schiacciare gli agricoltori, o mercoledì e giovedì gli attacchi con pietre.
Ieri, il tentativo di un grande attentato, subito prima delle elezioni... ma non verrà una delegazione a difendere la democrazia, o la bella raccolta ebraica delle olive. L’Europa pensa che invece di Israele si può dire colonia, o anche genocidio. E intanto, prende fuoco.
Per inviare la propria opinione al Giornale, telefonare: 02/85661, oppure cliccare sulla e-mail sottostante
segreteria@ilgiornale.it