ONU: chi è benvenuto e chi lo è meno
Commento di Michelle Mazel
Testata: Informazione Corretta
Data: 24/09/2026
Pagina: 1
Autore: Michelle Mazel
Titolo: ONU: chi è benvenuto e chi lo è meno

ONU: chi è benvenuto e chi lo è meno

Commento di Michelle Mazel

(Traduzione di Yehudit Weisz)

https://emet.press/onu-ceux-qui-sont-bienvenus-et-ceux-qui-le-sont-moins-397268.html

 

Michelle Mazel

 

Il Primo Ministro israeliano si sta preparando per una visita lampo negli Stati Uniti, dove terrà il suo discorso annuale all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Questa volta, però, Benjamin Netanyahu non ha intenzione di pernottare a New York, come di solito faceva in passato. Questa decisione è stata presa per mancanza di tempo e non per le minacce del sindaco di New York, Zohran Mamdani, di fede musulmana, che aveva pubblicamente annunciato l'intenzione di arrestare Netanyahu qualora si fosse avventurato nella sua città. A luglio, Mamdani aveva fatto marcia indietro, ammettendo di non avere l'autorità per farlo, pur continuando ad accusare Netanyahu, definendolo un “criminale di guerra” e “l'artefice del terribile genocidio dei palestinesi.” Netanyahu ha replicato duramente: “Vergogna a te, Mamdani, per aver sostenuto il mostro terrorista Hamas, che ha massacrato il nostro popolo. Vergogna a te per aver incitato alla rivolta contro gli ebrei di New York. Vengo alle Nazioni Unite per dire la verità sui nostri eroici soldati e per rivelare la verità su di te.”  Aspettiamo e vediamo cosa succede.                                     Quel che è certo è che il sindaco di New York non ha alcun problema con la visita di un altro illustre capo di Stato. Il Presidente iraniano Massoud Pezeshkian, giunto all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite e che terrà un discorso mercoledì, ha promesso di “difendere con fermezza” la posizione del suo Paese nel contesto del conflitto in corso con gli Stati Uniti. “Ne siamo usciti a testa alta, il che è fonte di dignità e orgoglio per tutti noi.”  Regime dittatoriale? Violazione dei diritti umani, in particolare dei diritti delle donne? Migliaia di vittime durante le manifestazioni? Feriti perseguitati persino negli ospedali? Repressione spietata? Polizia morale? Finanziamento del terrorismo su tutti i fronti? In definitiva, l’ essenziale è che l'Iran dichiari apertamente la sua intenzione di distruggere Israele. Un altro grande nemico dello Stato ebraico, il Presidente turco Recep Tayyip Erdogan, dovrebbe concentrare il suo intervento su Gaza, sulla creazione di uno Stato palestinese e sull'azione internazionale contro Israele. Questo gli garantirebbe il favore del sindaco di New York, anch'egli sunnita, che non sarebbe così sconsiderato da menzionare il deplorevole bilancio in materia di diritti umani di un uomo che perseguita spietatamente omosessuali e transgender, per non parlare della repressione dei dissidenti. Infine, non dimentichiamoci della Cina. Sebbene il Presidente Xi Jinping non intenda partecipare ai dibattiti dell'assemblea, sarà rappresentato dal suo Vice Presidente, Han Zheng. Possiamo tranquillamente presumere che non si farà problemi a menzionare il Tibet, e ancor meno la significativa minoranza musulmana del Paese, anch'essa sunnita. Secondo Amnesty International e i rapporti degli esperti delle Nazioni Unite, gli Uiguri e altre minoranze nello Xinjiang sono soggetti a una grave repressione. Questa include campi di internamento di massa, sorveglianza digitale pervasiva, distruzione di moschee e restrizioni culturali e linguistiche.

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