La Gran Bretagna sanziona Israele: ha dimenticato la sua parte di responsabilità?
Commento di Michelle Mazel
Autore: Michelle Mazel

La Gran Bretagna sanziona Israele: ha dimenticato la sua parte di responsabilità?

Commento di Michelle Mazel

(Traduzione di Yehudit Weisz)

https://emet.press/nouvel-an-nouvel-espoir-388317.html

 

Michelle Mazel

 

Nel regno di Sua Maestà la gente ha la memoria corta.

La Risoluzione 181 del 29 novembre 1947, che pose fine al Mandato britannico sulla Palestina, prevedeva la sua divisione in tre entità: uno Stato ebraico sul 56% del territorio della Palestina mandataria e uno Stato arabo sul 42% del territorio, e in particolare la Giudea e la Samaria e l'intera Cisgiordania. La città di Gerusalemme e i suoi immediati sobborghi (il 2% del territorio) sarebbero stati posti sotto controllo internazionale come corpus separatum .                                       Sebbene questo piano non corrispondesse alle loro aspirazioni, gli ebrei lo accettarono comunque, mentre gli arabi lo respinsero in blocco. Il 14 maggio 1948, Ben-Gurion proclamò la creazione dello Stato di Israele, e gli eserciti di cinque Paesi arabi lanciarono un attacco coordinato per distruggerlo. Fallirono, ma le truppe della Legione Araba, ancora addestrate e finanziate dagli inglesi e comandate da Glubb Pasha, un ex ufficiale britannico ora agli ordini dell'emiro Abdallah di Transgiordania, si impadronirono della parte di Palestina destinata agli arabi e presero il controllo della città vecchia di Gerusalemme. Si ricorda che fu la Gran Bretagna a portare questo emiro dall'Hejaz e a offrirgli nel 1921 i quattro quinti dei territori della Palestina mandataria.

 Ormai padrone di quello che sarebbe dovuto diventare lo Stato arabo, Abdallah preferì conservare il territorio insieme alla città vecchia di Gerusalemme e integrarli nel suo regno, che prese quindi il nome di Regno Hascemita di Giordania. A quanto pare, gli inglesi non ebbero nulla da eccepire in questo e non fecero alcuna pressione sul loro protetto affinché rispettasse la decisione delle Nazioni Unite. Da parte loro, gli egiziani avevano occupato la Striscia di Gaza, che avrebbe dovuto far parte dello Stato arabo, ma si guardarono bene dall'annetterla. La cosa curiosa è che i palestinesi, che ancora oggi criticano Londra per la Dichiarazione Balfour, all'epoca non protestarono né organizzarono manifestazioni di massa per chiedere ai loro fratelli arabi di rinunciare ai territori conquistati e di permettere la nascita di uno Stato di Palestina. Inoltre, quando l'Organizzazione per la Liberazione della Palestina fu creata nel 1964, ciò che rivendicava non era la Cisgiordania e Gaza sotto il dominio arabo, ma solo lo Stato ebraico. Fu solo quando quest’ultimo prese il controllo della Cisgiordania, dopo aver respinto l'attacco a sorpresa delle forze giordane durante la Guerra dei Sei Giorni, che la comunità internazionale iniziò a parlare di occupazione e a sostenere una soluzione a due Stati. In questa vicenda, il governo di Sua Maestà ha quindi una grande responsabilità. La sua azione, o meglio la sua inazione, è alla base dell’ attuale situazione. È ora che lo riconosca. Condannare oggi le violenze commesse dalla frangia estremista degli israeliani che vivono in Giudea e Samaria, e imporre sanzioni, significa esacerbare le tensioni a sei settimane dalle elezioni.