IDF: identificata dopo 78 anni la tomba del soldato caduto Shlomo Haimson
Articolo di Jns
Testata: Il Riformista
Data: 14/08/2026
Pagina: 1
Autore: Jns
Titolo: IDF: identificata dopo 78 anni la tomba del soldato caduto Shlomo Haimson

Riprendiamo dal RIFORMISTA, inserto HaKol, la traduzione dell'articolo di Jns dal titolo: "IDF: identificata dopo 78 anni la tomba del soldato caduto Shlomo Haimson"

Un ufficiale delle Forze di Difesa Israeliane (IDF) ha comunicato alla figlia, ai nipoti e ai pronipoti del soldato caduto Shlomo Haimson, che oggi vivono a Rio de Janeiro, in Brasile, la notizia del ritrovamento del luogo in cui fu sepolto, quasi 78 anni dopo la sua morte, ha riferito mercoledì l’esercito in una nota.

Haimson, nato in Romania nel 1930, fu deportato a Cipro dopo che le truppe del Mandato britannico intercettarono la nave di immigrati che lo trasportava verso la Terra d’Israele.

Aveva deciso di emigrare in Israele insieme alla madre, Ita, e alla fidanzata, Perla, a bordo della nave dell’Aliyah Bet Pan York-Kibbutz Galuyot. Suo padre era morto durante la Seconda guerra mondiale. Tutti i passeggeri furono inviati nel campo di detenzione di Karaolos, gestito dagli inglesi a Cipro.

Dopo la nascita dello Stato ebraico, sua madre e la sua fidanzata furono liberate e raggiunsero Israele.

Nel frattempo, nel campo di detenzione, Haimson entrò a far parte di un gruppo clandestino, Shurot HaMagen («Ranghi dei difensori» in ebraico), che operava nei campi di Cipro, 12 in tutto, sotto gli auspici dell’Haganah. Qui si addestrò per diventare un soldato combattente dell’IDF una volta arrivato in Israele.

Quando, nel settembre 1948, gli fu comunicato che era nata sua figlia Miriam, nella notte tra il 29 e il 30 settembre tagliò le recinzioni del campo insieme ad altri otto compagni, ma fu ucciso a colpi d’arma da fuoco dalle guardie.

Fu sepolto il giorno seguente nel cimitero ebraico di Margo, sotto una lapide lasciata senza nome perché coloro che lo avevano sepolto non ne conoscevano l’identità.

Nel 1970 i suoi resti furono trasferiti nello Stato ebraico insieme a quelli di altre 162 persone e sepolti nuovamente ad Haifa, nella maggior parte dei casi senza che fosse possibile identificarne i nomi.

A seguito di un’indagine avviata nel 2023, l’IDF ha stabilito che Haimson era sepolto nella tomba numero 11, fila 2, nella sezione del cimitero di Haifa riservata ai detenuti di Cipro.

Secondo l’IDF, i familiari superstiti che vivono a Rio de Janeiro dovrebbero recarsi in Israele per una cerimonia militare e statale, durante la quale il nome di Haimson verrà aggiunto alla tomba.

Il ritrovamento «porta una pace indescrivibile alla nostra famiglia»

Martedì sera, il colonnello Uri Ron, addetto militare dell’IDF in Brasile, si è presentato in uniforme per comunicare la notizia alla famiglia di Haimson.

«Siamo profondamente commossi, appagati ed eternamente grati per la dedizione incrollabile, gli sforzi meticolosi e la sensibilità dimostrati da ogni professionista e investigatore coinvolto in questa nobile missione», ha riferito l’IDF citando le parole della famiglia di Haimson.

«Assistere all’incrollabile impegno morale delle Forze di Difesa Israeliane e dello Stato di Israele nel preservare la memoria e la dignità del nostro amato padre e nonno ci riempie di immenso orgoglio e tocca le profondità delle nostre anime. Sapere che la storia del suo eroismo, del suo amore per la Terra d’Israele e della sua devozione alla figlia appena nata, Miriam, giungerà ora alla sua conclusione, in un luogo di riposo definitivo identificato con il suo nome, porta una pace indescrivibile alla nostra famiglia qui a Rio de Janeiro», hanno aggiunto.

L’indagine è stata condotta dalla brigadier generale Edna Ilya, capo del personale e responsabile della Direzione per gli affari del personale e delle vittime dell’IDF, e da Herzl Shmuel, vicecapo della Direzione per le famiglie, la commemorazione e il patrimonio e responsabile dell’Unità per la commemorazione dei soldati caduti.

Ilya ha dichiarato in una nota: «Il nostro debito morale nei confronti della memoria [di Haimson] e della sua famiglia non è mai venuto meno, neppure per un momento… Questo incontro commovente, dall’altra parte dell’oceano, dimostra concretamente che l’IDF non abbandona mai i propri soldati, anche dopo il trascorrere di decenni».

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