Riprendiamo dal sito www.israele.net - diretto da Marco Paganoni - la traduzione di un articolo di Israel HaYom dal titolo: "Hamas vìola sistematicamente e continuativamente sia il piano in 20 punti approvato dal Consiglio di Sicurezza nel novembre 2025 sia il cessate il fuoco annunciato una settimana fa dal Board of Peace. Domanda: perché mai Israele dovrebbe fidarsi e ritirarsi in cambio delle solite promesse?"
Una settimana fa, il Board of Peace ha annunciato l’inizio di un cessate il fuoco nella Striscia di Gaza come passo preliminare verso il disarmo di Hamas e il ritiro delle truppe delle Forze di Difesa Israeliane.
Tuttavia, secondo il monitoraggio quotidiano condotto dalle Forze di Difesa israeliane sul campo, dopo quell’annuncio Hamas non ha interrotto nemmeno per un istante le sue attività terroristiche e militari.
Israel Hayom ha appreso che le Forze di Difesa israeliane redigono un rapporto giornaliero che riporta in modo dettagliato tutte le violazioni commesse da Hamas nelle 24 ore precedenti.
Israele invia il rapporto a Washington per documentare la discrepanza tra l’impegno pubblicamente assunto da Hamas nei confronti dell’accordo e le sue reali azioni sul terreno, con l’organizzazione terroristica che continua le sue operazioni quotidiane nella Striscia mentre a Israele viene continuamente chiesto di astenersi dal fuoco.
Domenica, il primo ministro Benjamin Netanyahu ha dichiarato in Consiglio dei Ministri che Israele non si ritiene vincolato proprio a causa delle ripetute violazioni da parte di Hamas, puntualmente comunicate ai funzionari statunitensi.
Israel Hayom ha potuto visionare l’ultimo rapporto di questo tipo, redatto dalle Forze di Difesa Israeliane, che non contiene informazioni classificate ma funge da “meccanismo di monitoraggio quotidiano delle violazioni commesse da Hamas nella Striscia di Gaza”.
Secondo il rapporto, Hamas vìola sistematicamente e continuativamente il Piano di Gaza in 20 punti del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, sottoscritto dalla Risoluzione 2803 (2025) del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.
In particolare, il rapporto elenca le seguenti principali violazioni:
Mancato disarmo: Hamas rifiuta di disarmarsi e continua a possedere e utilizzare armi, in violazione del punto 13 del piano sottoscritto dal Consiglio di Sicurezza nel novembre 2025.
Contrabbando di armi e materiali: Hamas continua a contrabbandare nella Striscia di Gaza armi e materiali utilizzati per fabbricare armi e rafforzare le proprie capacità militari, in violazione dei punti 13 e 15 del piano sottoscritto dal Consiglio di Sicurezza.
Costruzione e ricostruzione di infrastrutture sotterranee: Hamas continua a scavare, ripristinare e costruire infrastrutture militari sotterranee allo scopo di preservare e rafforzare le proprie capacità militari.
Persistenza nell’esercizio dell’autorità a Gaza: Hamas continua a esercitare controllo attraverso posti di blocco e forze di “polizia” armate, nonché intervenendo nella distribuzione degli aiuti umanitari e nelle attività commerciali.
Preparazione di attacchi contro le truppe israeliane: Hamas continua a preparare e perseguire attacchi militari contro le forze israeliane.
Posizionamento di ordigni esplosivi: Hamas continua sistematicamente a posizionare ordigni esplosivi in tutta la Striscia di Gaza con l’obiettivo di colpire le truppe israeliane.
Reclutamento, equipaggiamento e addestramento: Hamas continua a reclutare miliziani, fornendo loro equipaggiamento e addestramento.
Raccolta di informazioni e sorveglianza: Hamas conduce attività di sorveglianza su obiettivi e forze israeliane, anche mediante l’invio di spie “civili” nell’area delimitata dalla “Linea Gialla” vicino alle posizioni militari.
Limitandosi alle 24 ore comprese tra l’8 e il 9 agosto, le Forze di Difesa Israeliane hanno documentato non meno di 14 violazioni del cessate il fuoco, 11 delle quali classificate come “minaccia in evoluzione contro le forze israeliane”.
Sono stati anche registrati due casi di trasferimento di armi, oltre a un incidente durante il quale un ordigno esplosivo è stato piazzato vicino alla Linea Gialla.
Il documento elenca un totale di 95 violazioni non classificate, tra cui uno a Beit Lahia, dove tre sospetti penetrati nella Zona Gialla sono stati visti trasferire armi, e uno a Khan Younis, dove due sospetti hanno attraversato la Linea Gialla in direzione delle forze israeliane.
In un altro episodio a Khan Younis, due sospetti hanno attraversato la Linea Gialla dopodiché le forze israeliane hanno individuato nelle vicinanze un deposito di armi.
In un altro momento della stessa giornata, le forze israeliane hanno identificato un ordigno esplosivo piazzato di recente nella Zona Verde, vicino alla Linea Gialla.
Il documento descrive un quadro in cui Hamas continua a mantenere le sue capacità militari e si adopera per preservarle anche dopo il cessate il fuoco annunciato una settimana fa.
Queste attività includono la detenzione e il contrabbando di armi, la ricostruzione delle infrastrutture militari, il reclutamento e l’addestramento, l’attività armata, la raccolta di informazioni e la preparazione di ordigni esplosivi.
A livello quotidiano, il rapporto ha documentato 14 incidenti in un singolo periodo di 24 ore, per la stragrande maggioranza classificati come minacce in sviluppo contro le Forze di Difesa israeliane.
(Da: Israel HaYom, 9.8.26)
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