Nobel ai bimbi di Gaza e le cattive coscienze dei genitori ... E del Pd
Commento di Lidano Grassucci
Lidano Grassucci
Dalle mie parti la guerra è passata, ed è terribile che, pur essendo trascorsi ottant’anni, ancora non si riesca a "trovare pace". Ma da noi i genitori — contadini ignoranti — come prima cosa portavano i figli al sicuro, non in prima linea. Li portavano lontano dalle bombe perché non avevano bisogno di martiri, ma dei loro bambini, ciascuno dei quali era insostituibile.
Vedo invece immagini di bimbi palestinesi mandati a urlare contro i soldati israeliani, con i genitori dietro a filmare: li mettevano a rischio senza rischiare nulla in prima persona. Premio Nobel per la Pace ai bambini? Io sono d’accordo, ma contro quei genitori.
Perché se si fa una questione di ideologia, allora cosa diciamo dei bimbi cristiani dell’Africa Centrale? Dei bimbi di Kiev? Delle bambine dell’Afghanistan, private di scuola, cure e acqua? Ogni bambino che muore è un futuro che non ci sarà. Tutti i bambini lo sono, compresi quelli del 7 ottobre, che non erano certo "meno bambini".
Non si gioca con il "buonismo a chili" davanti alla vita: la vita non ha fame di una bontà inutile, ma ha il rigoroso bisogno del giusto. Chi ha candidato i bambini di Gaza al Premio Nobel per la Pace ha raccolto facili applausi e un consenso spicciolo, ma non ha salvato — non dico una vita — nemmeno una speranza.
E sul PD? La segretaria Elly Schlein ha di nuovo seguito l’onda, dimostrando ancora una volta di essere poco credibile
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