Strage al ristorante Sbarro di Gerusalemme: ricordi personali
Commento di Michelle Mazel
Testata: Informazione Corretta
Data: 10/08/2026
Pagina: 1
Autore: Michelle Mazel
Titolo: Strage al ristorante Sbarro di Gerusalemme: ricordi personali

Strage al ristorante Sbarro di Gerusalemme: ricordi personali

Commento di Michelle Mazel

(Traduzione di Yehudit Weisz)

https://emet.press/massacre-du-restaurant-sbarro-a-jerusalem-souvenirs-personnels-372579.html

 

Michelle Mazel

 

Esattamente venticinque anni fa, il 9 agosto 2001, eravamo di stanza al Cairo quando venimmo a sapere che a Gerusalemme era appena avvenuto un attentato suicida. Seguimmo alla televisione lo svolgersi di questa tragedia. Il fatto avvenne alle due del pomeriggio presso la pizzeria Sbarro situata all'angolo tra via King George e via Ben Yehuda. In altre parole, nel cuore di Gerusalemme. Era entrato un uomo con una chitarra. Una chitarra che in realtà non era una chitarra: era imbottita di esplosivo, ma anche di chiodi, dadi e bulloni, al puro scopo di uccidere e di infliggere ferite multiple. Lui fece detonare la bomba in mezzo ai clienti che stavano pranzando tranquillamente. Fu un orribile massacro. Quindici persone – dodici israeliani, una americana, un brasiliano e un australiano, tra cui sette bambini e una donna incinta – morirono sul colpo. Altre centotrenta rimasero ferite, più o meno in modo grave. Un'altra vittima, l'israeliana Chana Nachenberg, che all'epoca dell'attentato alla pizzeria Sbarro aveva 31 anni, è morta nel 2023 dopo 22 anni passati in stato vegetativo.

                                                                                                                      Il giorno seguente, il quotidiano britannico Guardian pubblicò una dichiarazione dell'organizzazione terroristica Hamas secondo la quale il terrorista era un membro del suo braccio armato; Izzedine al-Masri, 23 anni, originario di una località vicino a Jenin, in Cisgiordania, veniva presentato  come un uomo animato da un misto di disperazione e di determinazione. La dichiarazione era accompagnata da una foto impostata per ritrarlo munito di un fucile M16 in una mano e di una copia del Corano nell'altra, con quello che sembravano essere degli esplosivi intorno alla vita. Una bandiera alle sue spalle proclamava “Non c'è altro dio all'infuori di Dio.”            

Per raggiungere Gerusalemme, al-Masri si era fatto aiutare da un'altra palestinese, Ahlam Tamimi, la donna che ha personalmente trasportato la bomba di 10 kg nascosta in una custodia per chitarra, prendendo un taxi da Ramallah a Gerusalemme per consegnarla al terrorista. (Arrestata e condannata a lunghe pene detentive, fu rilasciata nell'ambito dello scambio con Gilad Shalit e da allora vive pacificamente ad Amman, in Giordania, sebbene gli Stati Uniti continuino a richiederne l'estradizione per cospirazione finalizzata all'uso di un'arma di distruzione di massa contro cittadini americani). Ero ancora sotto shock quando il giorno dopo, durante una cena, incontrai un uomo d'affari egiziano che mi disse con un ampio sorriso: “Avete sentito la notizia? Il direttore di Sbarro è morto!.”  Ho sobbalzato e ho detto che non ne ero a conoscenza. “No, no, è uno scherzo”, cercò di rassicurarmi. “È morto quando ha capito che le vittime non avrebbero pagato.”  E scoppiò a ridere. Gli risposi bruscamente che non era divertente e che comunque, da Sbarro, i clienti pagano al momento dell'ordinazione. Lui allora mi ha accusato di non avere il senso dell'umorismo.

takinut3@gmail.com