I nuovi dati nutrizionali su Gaza, coordinati con l’UNICEF, dimostrano che «i fatti prevalgono sulla propaganda», afferma Danon
Articolo di Jns
Testata: Il Riformista
Data: 08/08/2026
Pagina: 1
Autore: Jns
Titolo: I nuovi dati nutrizionali su Gaza, coordinati con l’UNICEF, dimostrano che «i fatti prevalgono sulla propaganda», afferma Danon

Riprendiamo dal RIFORMISTA, inserto HaKol, la traduzione dell'articolo di Jns dal titolo: "I nuovi dati nutrizionali su Gaza, coordinati con l’UNICEF, dimostrano che «i fatti prevalgono sulla propaganda», afferma Danon"

I nuovi dati nutrizionali raccolti attraverso un’indagine coordinata dall’UNICEF mettono in discussione le accuse internazionali secondo cui Israele avrebbe deliberatamente affamato la popolazione di Gaza, secondo quanto dichiarato da Danny Danon, ambasciatore israeliano presso le Nazioni Unite a New York.

«Ancora una volta, i fatti prevalgono sulla propaganda», ha affermato Danon. «Gli organismi delle Nazioni Unite stanno riconoscendo che la falsa narrazione contro Israele si sta sgretolando. Israele non affama i bambini: combatte il terrorismo di Hamas, mentre Hamas utilizza i civili di Gaza come scudi umani.»

«Chi si è affrettato ad accusare Israele dovrebbe ora essere chiamato a rispondere per aver diffuso menzogne», ha aggiunto.

L’indagine è stata condotta nell’ambito del Nutrition Cluster guidato dalle Nazioni Unite, utilizzando i metodi di valutazione nutrizionale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Sono stati analizzati peso, altezza e circonferenza del braccio di bambini per misurare la malnutrizione acuta. I risultati hanno mostrato tassi di malnutrizione acuta compresi tra lo 0,2% e lo 0,8% nell’intera Striscia di Gaza.

La missione israeliana all’ONU ha evidenziato che questi dati dimostrerebbero come gli attuali livelli di malnutrizione infantile siano ben al di sotto delle soglie normalmente associate a un’emergenza nutrizionale. Secondo i funzionari israeliani, i tassi sono inoltre paragonabili o inferiori a quelli registrati a Gaza prima della guerra e inferiori a quelli di diversi Paesi vicini, tra cui Egitto e Giordania.

La pubblicazione del rapporto arriva mentre continua il dibattito sulla valutazione internazionale della situazione umanitaria a Gaza.

Nell’agosto 2025, l’Integrated Food Security Phase Classification (IPC), il sistema internazionale di monitoraggio della sicurezza alimentare utilizzato da agenzie ONU e organizzazioni umanitarie, aveva affermato che in alcune aree della Striscia si erano verificate condizioni di carestia, sulla base di indicatori quali consumo alimentare, malnutrizione acuta e mortalità. I critici hanno osservato che l’IPC aveva modificato uno dei propri parametri di valutazione.

Israele ha ripetutamente contestato tale analisi, sostenendo che non rappresentasse accuratamente la situazione sul terreno e che le operazioni di Hamas all’interno delle aree civili abbiano contribuito in modo determinante alla crisi umanitaria. Le autorità israeliane hanno inoltre presentato prove secondo cui Hamas avrebbe sottratto parte degli aiuti umanitari.

Negli ultimi mesi, diverse organizzazioni umanitarie hanno segnalato un miglioramento degli indicatori relativi alla sicurezza alimentare e alla nutrizione, grazie all’aumento degli aiuti e delle forniture commerciali successivo al cessate il fuoco dell’ottobre 2025. L’UNICEF ha comunque precisato che, pur essendo migliorate le condizioni nutrizionali, la situazione resta fragile: molti abitanti di Gaza continuano a dipendere dagli aiuti umanitari e sarà necessario mantenere un accesso costante agli aiuti per evitare un nuovo peggioramento.

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