Il leader di Hezbollah denuncia l’«umiliazione» dei colloqui tra Israele e Libano a Roma
Articolo di Jns
Testata: Il Riformista
Data: 05/08/2026
Pagina: 1
Autore: Jns
Titolo: Il leader di Hezbollah denuncia l’«umiliazione» dei colloqui tra Israele e Libano a Roma

Riprendiamo dal RIFORMISTA, inserto HaKol, la traduzione dell'articolo di Jns dal titolo: "Il leader di Hezbollah denuncia l’«umiliazione» dei colloqui tra Israele e Libano a Roma"

Il leader di Hezbollah Naim Qassem ha condannato martedì la ripresa dei colloqui tra Israele e Libano a Roma, affermando che i negoziati con Gerusalemme hanno portato al Paese «nient’altro che vergogna».

Le dichiarazioni di Qassem sono arrivate poche ore prima dell’inizio dei colloqui, sostenuti dagli Stati Uniti, tra funzionari israeliani e libanesi nella capitale italiana. Le due parti dovrebbero discutere l’attuazione di un accordo quadro del 26 giugno, che prevede l’allontanamento di Hezbollah dal Libano meridionale.

«I negoziati diretti hanno portato al Libano nient’altro che vergogna, umiliazione, delusione e una concessione dopo l’altra», ha dichiarato Qassem, secondo quanto riportato dal canale libanese Al Mayadeen, affiliato a Hezbollah.

«Stiamo affrontando un’aggressione israelo-americana contro il Libano, Gaza, l’Iran, l’Iraq e lo Yemen, con l’obiettivo di spegnere la fiamma della resistenza e colonizzare la regione», ha affermato il leader del gruppo classificato come terroristico nell’articolo. «L’unica opzione del nemico israeliano è un ritiro completo — e si ritirerà.»

Lunedì, l’ambasciatore statunitense in Libano Michel Issa aveva espresso un cauto ottimismo in vista dei colloqui di Roma, sottolineando però che «rimane ancora una grande quantità di lavoro tecnico» per garantire «la sicurezza dei civili sul terreno».

«C’è una differenza significativa tra la stesura di un accordo sulla carta e la sua attuazione responsabile», ha dichiarato Issa riguardo all’accordo quadro tra Gerusalemme e Beirut, aggiungendo che «procedere troppo rapidamente rischia di mettere in pericolo proprio i civili che questo processo dovrebbe proteggere».

Ha sottolineato che entrambe le parti «devono concordare un processo chiaro e attuabile prima di procedere».

Il vertice del 4-6 agosto nella capitale italiana arriva dopo mesi di crescente attività militare e diplomatica.

L’Accordo quadro trilaterale in 14 punti raggiunto il 26 giugno prevede il disarmo di Hezbollah, mentre Gerusalemme ha ribadito che il ritiro completo delle proprie truppe avverrà soltanto dopo che la minaccia alla sicurezza sarà stata neutralizzata.

Gli incontri ad alto livello sono proseguiti il 21 luglio, quando il presidente libanese Joseph Aoun ha incontrato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump alla Casa Bianca.

Trump ha promesso sostegno agli sforzi di stabilizzazione del Libano e ha espresso la speranza che Beirut possa eventualmente aderire agli Accordi di Abramo.

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