Ofer Cassif, la gola profonda di Francesca Albanese
Cronaca di Alessandro Carmi
Testata: Setteottobre
Data: 30/07/2026
Pagina: 1
Autore: Alessandro Carmi
Titolo: Ofer Cassif, la gola profonda di Francesca Albanese

Riprendiamo dal giornale online SETTEOTTOBRE la cronaca di Alessandro Carmi dal titolo: "Ofer Cassif, la gola profonda di Francesca Albanese"

Ofer Cassif, la gola profonda di Francesca Albanese

La relatrice speciale dell’ONU pubblica un’accusa contro Israele. Uno screenshot rivela che la fonte era il deputato israeliano dell’estrema sinistra antisionista, che conferma i contatti con lei

Un semplice screenshot allegato a un messaggio pubblicato su X ha acceso una nuova polemica attorno a Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite per i Territori palestinesi. L’immagine, infatti, ha mostrato che le informazioni utilizzate per denunciare una presunta imminente incursione di civili israeliani armati in Giudea e Samaria provenivano direttamente dal deputato israeliano Ofer Cassif, il quale ha successivamente confermato di mantenere contatti regolari con la funzionaria dell’ONU.

Nel suo messaggio Albanese aveva scritto che “civili israeliani armati stavano pianificando di prendere d’assalto la Cisgiordania”, definendo quei presunti atti come crimini e chiedendo che venissero fermati. A richiamare l’attenzione, però, non è stato soltanto il contenuto del post, ma anche la fonte dell’informazione, rimasta visibile nella schermata pubblicata insieme al testo.

Interpellato dai media israeliani, Cassif non ha smentito. Al contrario, ha dichiarato di aggiornare regolarmente Francesca Albanese sugli sviluppi nei territori contesi, confermando l’esistenza di un canale diretto di comunicazione con la relatrice speciale delle Nazioni Unite.
La vicenda ha immediatamente alimentato nuove critiche nei confronti di Albanese, da tempo accusata dal governo israeliano e da numerose organizzazioni ebraiche internazionali di adottare un approccio sistematicamente ostile nei confronti di Israele. I suoi detrattori sostengono che il ricorso a informazioni provenienti da un esponente politico noto per le sue posizioni radicalmente antisioniste metta ulteriormente in discussione l’imparzialità richiesta a un funzionario delle Nazioni Unite.

Sul fronte opposto, i sostenitori della relatrice osservano che il dialogo con parlamentari, attivisti e organizzazioni della società civile rientra normalmente nell’attività di chi svolge un mandato internazionale dedicato ai diritti umani. Dal loro punto di vista, il confronto con fonti diverse costituisce parte integrante del lavoro di documentazione.

Ofer Cassif è una figura da anni al centro del dibattito politico israeliano. Deputato di Hadash, formazione della sinistra radicale inserita nell’alleanza araba Hadash-Ta’al, è l’unico parlamentare ebreo del partito. Le sue prese di posizione contro la politica dei governi israeliani e le frequenti accuse rivolte alle Forze di difesa israeliane gli hanno procurato ripetuti scontri con la maggioranza parlamentare.

Nel 2024 la Knesset avviò nei suoi confronti una procedura di espulsione, accusandolo di aver espresso sostegno a iniziative contro Israele presso organismi internazionali. Il procedimento non raggiunse però la maggioranza qualificata necessaria e Cassif mantenne il proprio seggio.
L’episodio riporta sotto i riflettori anche la figura di Francesca Albanese, il cui mandato è stato oggetto di forti controversie sin dalla nomina.

Israele le contesta da tempo una persistente mancanza di equilibrio nelle valutazioni sul conflitto israelo-palestinese, mentre diversi governi occidentali hanno espresso riserve su alcune sue dichiarazioni pubbliche. Albanese respinge queste accuse e sostiene di svolgere il proprio incarico nel rispetto del mandato ricevuto dal Consiglio per i diritti umani dell’ONU.

La scoperta del rapporto diretto con Cassif non dimostra, di per sé, che le informazioni diffuse dalla relatrice siano false. Tuttavia apre un nuovo interrogativo sul metodo di raccolta e di verifica delle fonti utilizzate da una delle figure più influenti delle Nazioni Unite nel dibattito internazionale sul conflitto israelo-palestinese.

 

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