Diritto internazionale umanitario: la pagliuzza e la trave
Commento di Michelle Mazel
Testata: Informazione Corretta
Data: 29/07/2026
Pagina: 1
Autore: Michelle Mazel
Titolo: Diritto internazionale umanitario: la pagliuzza e la trave

Diritto internazionale umanitario: la pagliuzza e la trave

Commento di Michelle Mazel

(Traduzione di Yehudit Weisz)

https://www.dreuz.com/2026/07/droit-international-humanitaire-la-paille-et-la-poutre-330371.html

 

Michelle Mazel

 

“In Libano, la difficile documentazione delle violazioni del diritto internazionale umanitario commesse dall’esercito israeliano” – accogliamo con favore questa titolazione, che ovviamente presuppone che tali violazioni siano effettivamente avvenute, ma che il problema risieda nella loro documentazione, il che significa chiaramente fornire prove… Soprattutto perché Le Monde aggiunge: “L’accordo­ - quadro firmato il 26 giugno tra Israele e Libano blocca qualsiasi azione legale.”  Questo importante quotidiano d’informazione, che aspira a essere Le Monde, non si è accorto che l'articolo è stato pubblicato mentre la comunità drusa di Israele commemorava solennemente il secondo anniversario della tragedia di Majdal Shams. Ricordiamolo: il 27 luglio 2025 alle 18:18, gli allarmi sono risuonati in questa grande città di undicimila abitanti, in maggioranza drusi, situata sulle alture del Golan, vicino al confine nord-orientale di Israele, seminando il panico e trasformando questo luogo pacifico in un simbolo di lutto. Un missile lanciato dal Libano aveva colpito un campo da calcio locale e un parco giochi adiacente. Era ancora pieno giorno e molti giovani si trovavano là senza alcun riparo nelle vicinanze; i soccorritori hanno descritto l'orrore, le piccole vittime sparse sul terreno. Il bilancio fu di dodici morti – due ragazze e dieci ragazzi – e di trentaquattro feriti, alcuni dei quali permanentemente invalidi. Secondo il canale televisivo Al-Mayadeen, un organo di informazione di Hezbollah, questo movimento avrebbe lanciato cento razzi. In una dichiarazione rilasciata poco dopo l'esplosione,  aveva cercato di spiegare di aver lanciato un razzo di tipo Falaq-1 – un missile terra-terra non guidato di progettazione iraniana, utilizzato principalmente a corto raggio – contro “il quartier generale della Brigata Hermon nella caserma di Maaleh Golani”, situata a circa 4 chilometri dal campo da calcio colpito. Secondo alcuni specialisti, la traiettoria del razzo avrebbe potuto essere  deviata. Ma perché questo movimento terroristico, affiliato agli ayatollah che lo finanziano e lo armano, lanciava dei razzi contro Israele? Proprio perché, su ordine dei suoi capi, Hezbollah, che da tempo si preparava a un attacco mortale all’interno di Israele, aveva deciso di unirsi ad Hamas, un altro gruppo affiliato agli ayatollah, che il 7 ottobre 2023 aveva colpito Israele al cuore, innescando un nuovo ciclo di scontri. L'intervento dell'esercito israeliano in Libano mirava quindi a proteggere le popolazioni che vivono nel nord del paese dai bombardamenti dei militanti di Hezbollah operanti nella Terra dei Cedri. Questo ci riporta al “diritto internazionale umanitario”: in breve, il principio è quello di separare sempre i civili dai combattenti e i beni civili dagli obiettivi militari; di non causare danni eccessivi rispetto all'obiettivo perseguito e di trattare con rispetto e proteggere i feriti, i malati o i prigionieri. Ovviamente, i terroristi di Hamas e Hezbollah stanno facendo esattamente il contrario. Questo non ha suscitato particolare scalpore tra i media. La pagliuzza e la trave…

 

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