Durante il cessate il fuoco Israele ha fornito a Gaza il triplo degli aiuti alimentari di cui aveva bisogno, oltre ad acqua e forniture mediche al di là degli standard umanitari previsti a livello internazionale
Articoli di media israeliani
Testata: israele.net
Data: 11/07/2026
Pagina: 1
Autore: Media israeliani
Titolo: Durante il cessate il fuoco Israele ha fornito a Gaza il triplo degli aiuti alimentari di cui aveva bisogno, oltre ad acqua e forniture mediche al di là degli standard umanitari previsti a livello internazionale

Riprendiamo dal sito www.israele.net - diretto da Marco Paganoni - la traduzione di alcuni articoli di media israeliani dal titolo: "Durante il cessate il fuoco Israele ha fornito a Gaza il triplo degli aiuti alimentari di cui aveva bisogno, oltre ad acqua e forniture mediche al di là degli standard umanitari previsti a livello internazionale. Lo documenta un rapporto del Coordinatore israeliano, che aggiunge: “chiunque ignori questi fatti si fa megafono della propaganda di Hamas”


Forte calo dell’indice dei prezzi al consumo dei prodotti alimentari a Gaza tra luglio 2025 e maggio 2026 (clicca per ingrandire)

Un rapporto pubblicato giovedì dal Ministero della Difesa israeliano attesta che le consegne di aiuti umanitari nella Striscia di Gaza hanno “significativamente superato” gli standard internazionali nei nove mesi successivi all’inizio della tregua del 10 ottobre 2025.

Il rapporto, pubblicato dall’unità COGAT (Coordinatore delle attività governative israeliane nei Territori) è basato su dati non solo delle Forze di Difesa israeliane, ma anche di Nazioni Unite e ONG internazionali, su rapporti open-source e ricerche umanitarie, e prende in esame la sicurezza alimentare, l’acqua, i servizi igienico-sanitari e le condizioni sanitarie, a partire dal cessate il fuoco mediato dagli Stati Uniti.

Dal rapporto risulta che, tra l’inizio del cessate il fuoco e il 7 giugno 2026, sono entrate a Gaza circa 1,78 milioni di tonnellate di alimentari, una quantità pari a circa tre volte il fabbisogno alimentare definito dall’UN World Food Programme (Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite).

Il rapporto sottolinea che, anche escludendo le importazioni commerciali del settore privato e considerando solo le consegne di aiuti umanitari, la fornitura di generi alimentari ha superato i requisiti previsti.

Confronto dei prezzi dei prodotti alimentari di base a Gaza tra settembre 2025 e maggio 2026 (clicca per ingrandire)

I prezzi dei generi alimentari nella Striscia sono diminuiti di circa il 72% tra settembre 2025 e maggio 2026, con forti cali del costo di alimenti di base come farina, riso, lenticchie, verdura e uova.

Il rapporto attribuisce la riduzione dei prezzi alla maggiore disponibilità di cibo, pur precisando che i prezzi di mercato sono ancora negativamente influenzati dal controllo esercitato dai terroristi sui canali di distribuzione e dalle “tasse” imposte da Hamas.

I dati attestano che a Gaza vengono forniti quotidianamente oltre 70.000 metri cubi d’acqua attraverso condotte, impianti di desalinizzazione e altre infrastrutture: anche in questo caso, una cifra che supera gli standard umanitari internazionali.

Il rapporto aggiunge che Israele continua a coordinarsi con le organizzazioni internazionali su progetti idrici e igienico-sanitari.

Circa il settore sanitario, durante il cessate il fuoco sono entrate a Gaza oltre 18.000 tonnellate di medicinali e forniture mediche, e la capacità dei posti letto ospedalieri è aumentata di oltre il 55%.

Il rapporto sottolinea che le Forze di Difesa Israeliane non impongono restrizioni quantitative all’importazione di medicinali, sebbene alcuni articoli a duplice uso (civile/militare) rimangano soggetti a controlli di sicurezza.

Secondo il capo del COGAT, generale Yoram Halevi, i dati contenuti nel rapporto sconfessano i tentativi di Hamas di “distorcere il quadro umanitario nella Striscia di Gaza”.

“I dati sono chiari e non lasciano spazio a dubbi – ha dichiarato Halevi – Durante tutto il cessate il fuoco, è stata garantita la stabilità umanitaria nella Striscia di Gaza e il volume degli aiuti entrati nel territorio ha superato di gran lunga le necessità umanitarie. Chiunque ignori questi fatti non fa altro che amplificare la propaganda di Hamas, che sfrutta lo spazio umanitario per i suoi scopi militari e di governo. Il COGAT continuerà a collaborare con i partner internazionali, nel rispetto degli interessi di sicurezza di Israele, allo scopo di ampliare la risposta umanitaria a favore della popolazione civile, impedendone al contempo lo sfruttamento da parte dell’organizzazione terroristica Hamas”.

All’inizio di questa settimana, il Ministero degli Esteri israeliano aveva ribadito l’accusa a Hamas d’aver dirottato miliardi di dollari raccolti per la popolazione di Gaza, citando in particolare le dichiarazioni fatte in tv lo scorso 4 giugno da Mahmoud al-Habbash, consigliere del presidente dell’Autorità Palestinese Abu Mazen per gli affari religiosi e islamici.

Da tempo Israele accusa Hamas di impadronirsi di aiuti umanitari e altre risorse (almeno il 60% delle merci in ingresso a Gaza, secondo stime dei servizi di sicurezza israeliani) e di lucrare cinicamente sulla loro distribuzione a danno della popolazione palestinese.

(Da: jns.org, YnetNews, 9.7.26)

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