Trump contro la NATO e viceversa
Commento di Michelle Mazel
Testata: Informazione Corretta
Data: 06/07/2026
Pagina: 1
Autore: Michelle Mazel
Titolo: Trump contro la NATO e viceversa

Trump contro la NATO e viceversa

Commento di Michelle Mazel

(Traduzione di Yehudit Weisz)

https://www.dreuz.com/2026/07/trump-contre-lotan-et-vice-versa-329639.html

 

Michelle Mazel

 

Il Presidente americano non nasconde il suo disappunto nei confronti degli altri membri della NATO. Li critica per non averlo sostenuto nelle operazioni contro l'Iran.

“Non avete risposto ‘PRESENTE!’ quando avevamo bisogno di voi”, ha detto loro in sostanza, “mentre noi spendevamo somme considerevoli per rafforzare l'Alleanza Atlantica.”                                           E nel contesto della tensione con la Russia di Vladimir Putin e le sue mire espansionistiche, Donald Trump non esita a minacciare: non è detto che verremmo in vostro aiuto se foste attaccati.                            È vero che era stato particolarmente irritato dal fatto che dei Paesi alleati si fossero opposti all'utilizzo delle loro basi aeree in Medio Oriente da parte dell'aviazione americana e che non avessero reagito agli attacchi contro Cipro, un Paese membro. È proprio in questo momento che il deputato tedesco Max Lucks, relatore sull'Iran all'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa, sceglie di gettare benzina sul fuoco. Ricordiamo che quest'Assemblea è l'organo deliberativo del Consiglio d'Europa. Composta da parlamentari degli Stati membri, essa svolge un ruolo consultivo. I suoi membri non sono eletti direttamente dal popolo, ma nominati dai rispettivi parlamenti nazionali. In un'intervista rilasciata il 2 luglio al quotidiano israeliano The Jerusalem Post , Max Lucks non ha usato mezzi termini: “Nessuno ha contattato gli Stati europei prima [dell'inizio della guerra], chiedendo loro di unirsi o di dare il proprio sostegno. In sostanza, il messaggio era semplicemente: “Bene, abbiamo iniziato questa guerra folle, ora unitevi a noi e dateci una mano.” E per concludere: “Quindi, penso che sia stata la decisione giusta non entrare in questa guerra, che violava chiaramente il diritto internazionale.”  Ah, sì? E in che modo questa guerra, che mirava a eliminare la minaccia per il mondo rappresentata da un'arma nucleare nelle mani di una teocrazia islamica fanatica e dittatoriale, ha violato il diritto internazionale? Questo è un classico caso di petizione di principio: si usa come prova la conclusione stessa che si sta cercando di dimostrare. Il deputato tedesco – di sinistra, è bene precisarlo – rivela qualcosa in più sul suo orientamento politico quando cerca di spiegare la sua posizione. Secondo lui, la campagna militare ha avuto luogo solo “perché serviva agli interessi elettorali del terribile signor Netanyahu,” aggiungendo che, in definitiva, è stato il popolo iraniano a pagarne il prezzo.                                                                          Ma torniamo alla sua tesi principale: “L'Europa non può entrare in guerra senza conoscerne le conseguenze per il diritto internazionale.”  Anche in questo caso, si cercherebbe invano un barlume di logica. Dobbiamo forse intendere che, se la Russia attaccasse la Polonia, Paese membro della NATO, gli altri Stati alleati potrebbero intervenire in conformità con i loro impegni,solo dopo lunghi dibattiti sulle potenziali conseguenze del conflitto ai sensi del diritto internazionale, consentendo nel frattempo all'esercito russo di proseguire la sua avanzata?

 

 

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