“Mio figlio è morto a Gaza perché non facciamo affatto ciò di cui siamo accusati. Ci buttano addosso parole che hanno perso completamente il loro significato”
Articolo di Jns
Testata: israele.net
Data: 26/06/2026
Pagina: 1
Autore: Jns
Titolo: “Mio figlio è morto a Gaza perché non facciamo affatto ciò di cui siamo accusati. Ci buttano addosso parole che hanno perso completamente il loro significato”

Riprendiamo dal RIFORMISTA, inserto HaKol, la traduzione dell'articolo di Jns dal titolo: "'Mio figlio è morto a Gaza perché non facciamo affatto ciò di cui siamo accusati. Ci buttano addosso parole che hanno perso completamente il loro significato'"

 

L’ambasciatore Yechiel Leiter (clicca l’immagine per il video su X)

“Mio figlio sarebbe ancora vivo, oggi, se noi facessimo davvero ciò di cui veniamo accusati”.

Lo ha detto l’ambasciatore d’Israele negli Stati Uniti, Yechiel Leiter, respingendo con passione – in base alla dolorosa esperienza personale – le accuse che vengono incessantemente e acriticamente scagliate contro l’operato delle Forze di Difesa israeliane nella guerra che sono chiamate a combattere contro terroristi criminali, che non esitano a usare i civili come scudi umani e i minorenni come “carne da cannone”.

“Ci sono questi due filoni paralleli, più vicini che mai, e coloro che screditano, delegittimano e demonizzano – afferma Leiter in un video postato sui social lo scorso 15 giugno dall’ambasciata israeliana a Washington – Lo sentirete ripetere all’infinito, dalla destra woke e dalla sinistra woke: genocidio, fame, pulizia etnica. Buttano là queste parole che hanno completamente perso il loro significato. Mio figlio oggi sarebbe vivo se avessimo davvero fatto ciò di cui veniamo accusati”.

I quattro riservisti caduti a Gaza il 10 novembre 2023

“Mio figlio è stato ucciso perché noi facciamo tutto il possibile per non uccidere civili innocenti – aveva già ricordato Leiter alla CNN lo scorso agosto – È entrato a piedi a Gaza alla testa delle truppe all’inizio della guerra [scatenata da Hamas il 7 ottobre 2023] ed è stato ucciso quando sono incorsi in una trappola esplosiva di Hamas”.

Il maggiore (riservista) Moshe Yedidyah Leiter, 39 anni, del kibbutz Ein Tzurim, è caduto il 10 novembre 2023 insieme a tre commilitoni, mentre esploravano l’imboccatura di un tunnel scavato da Hamas sotto abitazioni civili nell’area di Beit Hanoun, nella striscia di Gaza settentrionale.

Uno dei numerosi tunnel di Hamas a Gaza: usati come covi per i terroristi, mai come rifugi per i civili

“Chiedetevi – aveva aggiunto Leiter alla CNN – Un Paese capace di prendere il controllo di tutto lo spazio aereo iraniano in 72 ore, consentendo ai B2 degli Stati Uniti di intervenire e bombardare le attività nucleari in Iran, non sarebbe in grado di finire prima questa guerra [a Gaza]?

Certo che potrebbe, ma non succede perché adottiamo precauzioni che nessun altro Paese ha mai preso.

Nessun altro Paese ha dovuto affrontare una guerra urbana con 720 chilometri di tunnel terroristici sotto un’area lunga 38 chilometri.

Abbiamo a che fare con un’organizzazione mostruosa e demoniaca che non solo si nasconde dietro ai civili, ma li usa come carne da cannone. Se ne rallegrano. Lo dicono apertamente.

Se facessimo davvero quello di cui veniamo accusati tanti dei nostri soldati che sono morti, come mio figlio, sarebbero ancora vivi”.

(Da: jns.org, israele.net, 16.6.26)

http://www.israele.net/scrivi-alla-redazione.htm