Se avesse perso l'Iran?
Commento di Lidano Grassucci
Lidano Grassucci
Non si sa mai chi vince e chi perde in una guerra, perché alla fine tutto si trasforma. Al netto degli umori di Trump, che indubbiamente giocano un ruolo, la partita tra Iran e Stati Uniti ha un limite strutturale: nessuno dei due contendenti può davvero permettersi una guerra totale. Quindi si gioca a scacchi, mettendo in mostra muscoli e prove di forza che, sul terreno reale, si rivelano solo debolezze.
Nel 1975 l'America subì la sua più celebre sconfitta in Vietnam. Allora il comunismo sembrava la prossima liberazione del mondo, il riscatto definitivo contro la violenza del capitalismo. Ma come è andata a finire? Il comunismo ha lasciato scorie putiniane, ma come sistema ideologico non esiste più: oggi il Vietnam è una macchina capitalista, e per sfruttamento dei lavoratori è battuto forse solo dalla Cina. Il capitalismo ha perso la guerra sul campo, ma ha conquistato i vincitori, esattamente come la Grecia fece con la Roma conquistatrice.
Oggi in Iran ci sarà pure ancora qualche "puro", ma sul tavolo ballano 800 miliardi di dollari per la ricostruzione, lo sblocco di decenni di beni congelati all'estero e la riapertura totale del commercio petrolifero. Ebbene, anche chi prega Dio con devozione assoluta finisce per cedere alla tentazione del dio denaro. I "puri" comunisti del Vietnam e della Cina d'altronde non disdegnano affatto la bella vita e le comodità.
La vita eroica appartiene agli eroi, ma l'Iran non è popolato da 80 milioni di eroi; è governato da una classe dirigente a cui piace il potere e, quando questa classe è composta da "preti", il vizio è persino maggiore.
Un vecchio e celebre titolo di giornale inglese recitava: "Nebbia sulla Manica, il continente è isolato". Tradotto nello scenario attuale: se lo stretto di Hormuz viene chiuso, è l'Iran a restare isolato, non il resto del mondo, e nessuno oggi può sopravvivere da solo. Churchill salvò il mondo da fascisti e nazisti resistendo in totale solitudine, ma alla fine vinse solo grazie all'alleanza con americani e russi.
Ecco perché, domani, quella torta da 800 miliardi e tutto ciò che ne consegue saranno determinanti. Non ci sono preti che tengano. Anzi, proprio i preti ci tengono di più: per il proprio tornaconto vendono a caro prezzo l'accesso al paradiso agli eroi del popolo, badando bene, però, di non diventarlo mai loro.
takinut3@gmail.com