Jerry Seinfeld gela un influencer pro Palestina
Commento di Rosa Davanzo
Testata: Setteottobre
Data: 16/06/2026
Pagina: 1
Autore: Rosa Davanzo
Titolo: Jerry Seinfeld gela un influencer pro Palestina

Riprendiamo dal giornale online SETTEOTTOBRE online il commento di Rosa Davanzo dal titolo: "Jerry Seinfeld gela un influencer pro Palestina"

Jerry Seinfeld e gela un influencer pro Palestina

Il comico americano torna al centro delle polemiche dopo un video virale fuori da una partita dei New York Knicks

Jerry Seinfeld stava entrando al Madison Square Garden per assistere a una partita dei New York Knicks quando un influencer gli si è avvicinato con una richiesta che negli ultimi due anni è diventata quasi un rito obbligato per celebrità, artisti e personaggi pubblici. «Dica Free Palestine». Pochi secondi dopo, il video era destinato a fare il giro dei social.

L’autore della provocazione era FinesseFave, influencer molto attivo sulle piattaforme digitali. Seinfeld, invece di ignorarlo o accelerare il passo, si è fermato, ha sorriso e si è lasciato andare a una risata. Quando l’interlocutore ha insistito, il celebre autore della sitcom Seinfeld ha risposto con una frase brevissima che ha immediatamente acceso il dibattito: «That doesn’t exist», «Non esiste».

Nel filmato, diventato rapidamente virale negli Stati Uniti e in Israele, l’influencer appare sorpreso e per qualche istante resta senza parole. La scena dura pochissimo, ma concentra una frattura culturale e politica che attraversa da tempo il mondo dello spettacolo americano.

Seinfeld, 72 anni, è una delle figure più popolari della comicità statunitense. Figlio di una famiglia ebrea, non ha mai nascosto il proprio legame con Israele e, dopo il massacro del 7 ottobre 2023, ha scelto di esporsi pubblicamente in modo ancora più netto. Mentre numerose personalità di Hollywood hanno preferito mantenere posizioni prudenti oppure concentrarsi esclusivamente sulle sofferenze della popolazione di Gaza, il comico ha visitato Israele, ha incontrato famiglie delle vittime e ha espresso ripetutamente solidarietà agli ostaggi sequestrati da Hamas.

La sua presa di posizione gli è costata critiche, contestazioni e campagne sui social. In diverse occasioni gruppi di attivisti hanno tentato di interrompere eventi pubblici ai quali partecipava. Lo scorso anno alcuni manifestanti pro-palestinesi contestarono anche la cerimonia di laurea della Duke University, dove Seinfeld era stato invitato a tenere il discorso inaugurale.

Le polemiche nascono soprattutto dalle sue dichiarazioni sul movimento “Free Palestine”. Nel settembre 2025, durante un incontro pubblico con l’ex ostaggio israeliano Omer Shem Tov, liberato dopo la prigionia a Gaza, Seinfeld sostenne che quello slogan viene spesso utilizzato come copertura per sentimenti antiebraici. Le sue parole suscitarono forti reazioni quando arrivò a paragonare alcune manifestazioni del movimento a forme di odio organizzato contro gli ebrei, affermando che per lui «Free Palestine» significava troppo spesso semplicemente la libertà di dichiarare apertamente ostilità verso gli ebrei.

Naturalmente la questione è molto più complessa di uno scambio di battute all’ingresso di uno stadio. Lo slogan “Free Palestine” viene utilizzato da milioni di persone nel mondo con significati differenti. Per alcuni indica il sostegno alla nascita di uno Stato palestinese accanto a Israele. Per altri rappresenta una contestazione radicale dell’esistenza stessa dello Stato ebraico. Proprio questa ambiguità è diventata uno dei principali terreni di scontro politico e culturale dopo il 7 ottobre.

La reazione di Seinfeld assume quindi un significato che va oltre la semplice battuta. Nella sua visione, espressa più volte negli ultimi mesi, quello slogan è ormai diventato inseparabile da un clima che ha visto esplodere episodi di antisemitismo nelle università, nelle piazze e sui social network occidentali. Chi lo critica ritiene invece che il comico riduca una questione nazionale e politica complessa a una formula polemica.
Il breve dialogo davanti al Madison Square Garden probabilmente sarebbe passato inosservato in qualsiasi altra stagione della vita pubblica americana. Oggi, invece, basta una frase pronunciata da una celebrità perché si riaccenda una discussione che coinvolge identità, politica, guerra e libertà di espressione.

Seinfeld conosce perfettamente questo meccanismo. Proprio per questo la sua risposta è sembrata tutt’altro che improvvisata. In poche parole ha ribadito una convinzione che sostiene pubblicamente da quasi tre anni e che continua a collocarlo al centro di uno dei confronti più accesi dell’America contemporanea.

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