Riprendiamo dal RIFORMISTA, inserto HaKol, la traduzione dell'articolo di Jns dal titolo: "Nonostante la guerra, l’industria high-tech israeliana continua a crescere"

Le startup israeliane hanno raccolto circa 8,6 miliardi di dollari di capitali nel primo semestre del 2026, con un aumento del 45% rispetto ai 6 miliardi di dollari raccolti nello stesso periodo dell’anno precedente, secondo un rapporto pubblicato mercoledì da Poalim Tech e Dealigence.
Gli imprenditori con una comprovata esperienza di successo hanno goduto di un vantaggio competitivo rispetto ai nuovi imprenditori, raccogliendo il 39% dei finanziamenti, contro il 34% nel 2025, si legge nel rapporto.
Sebbene il volume complessivo degli investimenti sia aumentato, il numero dei round di finanziamento è diminuito di circa il 35%, indicando che una quota maggiore di nuovi capitali si sta concentrando in un numero più ristretto di aziende.
Inoltre, gli investimenti nelle aziende di cybersecurity sono raddoppiati rispetto alla prima metà dell’anno precedente. Durante la guerra con l’Iran, il settore della sicurezza informatica ha mantenuto la propria stabilità, raccogliendo circa 580 milioni di dollari a marzo, un dato simile a quello dello scorso anno, secondo il rapporto.
Il rapporto ha inoltre monitorato i licenziamenti e le misure di riduzione dei costi nelle grandi aziende tecnologiche, compensati però dalle assunzioni nelle startup in fase iniziale e intermedia, che sono aumentate del 2%.
Poalim Tech ha scritto su LinkedIn:
«I dati indicano una chiara tendenza: il capitale è ancora presente [in Israele], ma si dirige verso le aziende che sanno dimostrare efficienza, concentrazione e risultati nel mercato competitivo di oggi.»
Un’altra tendenza evidenziata nel rapporto è il crescente numero di aziende snelle (lean companies), talvolta composte da un solo fondatore, che utilizzano strumenti basati sull’intelligenza artificiale per sviluppare prodotti e servizi con finanziamenti iniziali limitati, ha riportato Ynet.
«Una delle scoperte più interessanti del rapporto è che la rivoluzione dell’intelligenza artificiale non ha cambiato il fatto che le giovani aziende abbiano ancora bisogno di persone di talento per crescere», ha dichiarato, secondo Ynet, Adam Lazovski.
«L’esperienza dimostra che spesso è proprio nei periodi di instabilità e cambiamento che nascono le aziende di maggior successo: aziende che sanno fare di più con meno risorse, sviluppare prodotti eccellenti e pensare al proprio modello di business fin dalle prime fasi», ha aggiunto Lazovski.
Poalim Tech è la divisione tecnologica della Bank Hapoalim, dedicata all’industria high-tech.
Dealigence fornisce ai principali investitori informazioni in tempo reale basate sull’intelligenza artificiale e database proprietari che consentono di identificare la traiettoria di crescita di un’azienda.
Per inviare la propria opinione al Riformista, cliccare sulla e-mail sottostante
redazione@ilriformista.it