Riprendiamo la lettera aperta al Sindaco di Roma firmata da più di 1500 persone contro la decisione del Roma Pride di escludere il carro di Keshet dal corteo
FIRMA ORA: Appello al Sindaco Gualtieri
sull'esclusione di Keshet Italia dal Roma Pride 2026
Le persone firmatarie esprimono profonda preoccupazione per la decisione del Coordinamento del Roma Pride di escludere Keshet Italia, associazione LGBTQIA+ ebraica, dalla partecipazione alla
manifestazione con un proprio carro. Questa decisione arriva dopo anni di crescenti difficoltà nella partecipazione agli spazi del movimento LGBTQIA+ per l'organizzazione. Tali criticità hanno raggiunto il loro apice durante il Roma Pride 2025, quando aderenti e sostenitori di Keshet Italia sono stati oggetto di contestazioni e insulti, rendendone necessaria l'evacuazione da parte delle forze dell'ordine. A tali episodi non è seguita alcuna presa di posizione pubblica da parte dell'organizzazione del Pride. Proprio per affrontare le criticità emerse, Keshet Italia aveva chiesto di partecipare al coordinamento del Roma Pride e alla stesura del Documento Politico. La richiesta non ha avuto seguito e all'associazione è stato invece comunicato che non sussistono le condizioni nemmeno per la partecipazione con un proprio carro. La proposta del Roma Pride di consentire a Keshet Italia la sola partecipazione a piedi non appare una soluzione adeguata né sufficientemente sicura viste le esperienze del Pride 2025. La mancata possibilità di partecipare con un carro può infatti tradursi in un concreto rischio per l'incolumità dell'associazione e dei suoi aderenti, configurando di fatto una forma di 'discriminazione indiretta'. La partecipazione di un'organizzazione ebraica italiana non può essere condizionata né negata in base a posizioni relative all'operato di governi stranieri o a questioni geopolitiche estranee alla sua missione associativa. La vicenda non riguarda soltanto la partecipazione di una singola associazione ad una manifestazione pubblica, ma solleva una questione più ampia di rilevanza civile e democratica. Chiediamo al Sindaco di Roma Capitale, quale rappresentante della città e delle istituzioni che sostengono e patrocinano il Roma Pride, un confronto con gli organizzatori della manifestazione, affinché siano individuate soluzioni che garantiscano a Keshet Italia una piena partecipazione al
Roma Pride 2026 in condizioni di sicurezza e uguaglianza. Siamo convinti che Roma debba continuare a essere una città aperta, democratica e capace di dare spazio a tutte le sue componenti.
Le persone firmatarie
PIÙ DI 1.200 FIRME IN UN GIORNO PER LA LETTERA APERTA AL SINDACO GUALTIERI: GARANTIRE
SICUREZZA E PIENA PARTECIPAZIONE DI KESHET ITALIA AL ROMA PRIDE ROMA
Una rete di esponenti della società civile, attivisti storici del movimento LGBTQIA+, deputati e senatori, giornalisti, intellettuali, artisti, scienziati, imprenditori, presidenti di associazioni e ex ambasciatori ha inviato oggi una lettera aperta al Sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, per esprimere profonda preoccupazione in merito all'esclusione di Keshet Italia - associazione LGBTQIA+ ebraica - dalla possibilità di partecipare al prossimo Roma Pride con un proprio carro.
I firmatari dell'appello denunciano il rischio che questa decisione si traduca in una forma di "discriminazione indiretta"e in un concreto pericolo per l'incolumità dei partecipanti. La scelta del Coordinamento del Roma Pride arriva infatti dopo le gravi contestazioni subite da Keshet Italia durante l'edizione 2025, che avevano reso necessario l'intervento e l'evacuazione delle persone aderenti da parte
delle forze dell'ordine. Nella lettera indirizzata al Campidoglio viene sottolineato come la proposta di far sfilare l'Associazione esclusivamente a piedi non garantisca standard di sicurezza adeguati. Viene, inoltre, ribadito un principio democratico fondamentale: la partecipazione di una realtà ebraica italiana all'interno del movimento per i diritti non può in alcun modo essere condizionata o negata in base a posizioni geopolitiche o all'operato di governi stranieri, del tutto estranei alla missione dell'associazione. "Questa vicenda supera i confini della singola sigla o della specifica manifestazione: tocca da vicino i valori della convivenza civile, dell'inclusione e della tenuta democratica della nostra comunità", si legge nel documento. I promotori rivolgono quindi un appello al Sindaco Gualtieri, in qualità di primo cittadino e rappresentante delle istituzioni che patrocinano l'evento, affinché si faccia promotore di un confronto urgente con gli organizzatori. L'obiettivo è individuare soluzioni concrete che garantiscano a Keshet Italia una piena partecipazione in condizioni di totale sicurezza e uguaglianza, confermando Roma come città aperta e democratica.
Hanno già sottoscritto la lettera, tra gli altri: Luca Aniasi, Rita Bernardini, Luciano Belli Paci, Imma Battaglia, Pierluigi Battista, Mercedes Bresso, Mara Carfagna, Alessandro Cecchi Paone, Anna Paola Concia, Enzo Cucco, Carmen Dal Monte, Anna Maria Bernardini De Pace, Benedetto Della Vedova, Graziano Delrio, Noemi Di Segni, Jack Drescher, Piero Fassino, Emanuele Fiano, Franca Fossati, Silvia Fregolent, Flavia Fratello, Roberto Giachetti, Sandro Gozi, Cristina Gramolini, Cinzia Leone, Alessandra Libutti, Simona Malpezzi, Claudia Mancina, Aurelio Mancuso, Luigi Marattin, Luigi Mattiolo, Maria Teresa Meli, Daniele Nahum, Riccardo Pacifici, David Parenzo, Francesca Pascale, Stefano Parisi, Angelo Pezzana, Pina Picierno, Vanni Piccolo, Paolo Repetti, Emilia Rossi, Sergio Rovasio, Linda Laura Sabbadini, Sara Levi Sacerdotti, Daniele Scalise, Ivan Scalfarotto, Bruna Soravia, Marco Taradash, Alessandra Tarquini, Paola Tavella, Nicoletta Tiliacos, Walter Verini, Sandra Zampa