Intervista esclusiva. Azarmehr accusa: Iran, l’ombra dell’IRGC su Londra
Intervista di Costantino Pistilli a Potkin Azarmehr
Testata: Setteottobre
Data: 05/06/2026
Pagina: 1
Autore: Costantino Pistilli
Titolo: Intervista esclusiva. Azarmehr accusa: Iran, l’ombra dell’IRGC su Londra

Riprendiamo dal giornale online SETTEOTTOBRE l'intervista di Costantino Pistilli a Potkin Azarmehr dal titolo: "Intervista esclusiva. Azarmehr accusa: Iran, l’ombra dell’IRGC su Londra"

Intervista esclusiva. Azarmehr accusa: Iran, l’ombra dell’IRGC su Londra

L’analista iraniano Potkin Azarmehr accusa il governo britannico di mancanza di trasparenza e avverte sui rischi per la sicurezza nazionale e per la comunità ebraica

 

In un recente articolo pubblicato dal Middle East Forum, intitolato “Why Has the United Kingdom Not Designated Iran’s Revolutionary Guards as Terrorists?”, il giornalista e analista di business intelligence Potkin Azarmehr solleva una domanda centrale nel dibattito sulla sicurezza internazionale: perché il Regno Unito non abbia ancora designato il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) come organizzazione terroristica, nonostante Stati Uniti, Canada e, più recentemente, anche l’Unione Europea abbiano inserito l’IRGC nelle rispettive liste delle organizzazioni terroristiche.

Secondo Azarmehr, nato in Iran e residente a Londra, le giustificazioni finora fornite dal governo britannico non sarebbero più coerenti dopo la decisione europea e, soprattutto, mancherebbe ancora oggi una spiegazione chiara e pubblica sulle ragioni del mancato provvedimento. E spiega a Setteottobre che il problema principale è proprio la mancanza di trasparenza.«Sulla base dell’ultima motivazione che mi è stata fornita, e che ritenevo avesse una sua logica, direi che oggi non è più valida, visto che l’Unione Europea ha già designato l’IRGC. Per quanto riguarda la vera ragione attuale, vorrei che venisse esplicitata. Ho sentito dire che si fa riferimento a un diverso sistema giuridico britannico, ma non vengono mai forniti dettagli su quali siano questi ostacoli legali.

Se si intende che le leggi britanniche non permettono di designare le forze armate ufficiali di uno Stato, per me non è una giustificazione sufficiente. Non credo che le leggi del Regno Unito possano essere così diverse da quelle dell’Unione Europea. Inoltre l’IRGC — o più correttamente il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica — non ha “Iran” nel nome né nel simbolo e non è incaricato della difesa del territorio iraniano: quello è compito dell’esercito regolare iraniano, l’Artesh. L’IRGC ha invece il compito di proteggere la rivoluzione islamica e il regime. In ogni caso: a) non lo sapevano quando hanno scritto il loro programma politico? b) perché non possono designare almeno la Forza Quds, il ramo responsabile delle operazioni esterne dell’IRGC?Posso solo ipotizzare due spiegazioni: o si tratta di un segreto di Stato che non può essere rivelato e che si comprende solo quando si entra al governo, oppure — come in altri casi — di mancanza di volontà politica e prudenza eccessiva. In ogni caso, serve chiarezza e il governo dovrebbe dire apertamente qual è la ragione.»

Anche il riferimento al diritto europeo e alle dichiarazioni dell’ex Alto rappresentante dell’Unione Europea Josep Borrell non convince Azarmehr. L’idea secondo cui sarebbe stata necessaria una sentenza di un tribunale per procedere all’inserimento dell’IRGC nelle liste terroristiche non trova, a suo avviso, riscontro nei fatti, considerando che l’Unione Europea ha poi comunque adottato la misura.«Non sembra essere così. Non risulta che vi sia stata una sentenza di un tribunale; eppure l’Unione Europea ha comunque designato l’IRGC. Credo che Josep Borrell stesse cercando giustificazioni deboli, coerenti con la sua impostazione ideologica.»

Sul piano della sicurezza interna britannica, Azarmehr sostiene che la minaccia attribuita all’IRGC non sia teorica ma concreta e in crescita. Non si tratterebbe soltanto di dissidenti e giornalisti iraniani nel Regno Unito, ma anche di episodi e complotti che avrebbero coinvolto la comunità ebraica britannica in modo indiscriminato.«È stata molto significativa e lo è sempre di più. Oltre a colpire dissidenti e giornalisti iraniani nel Regno Unito, ci sono stati diversi attacchi e complotti contro la popolazione ebraica nel Paese, con collegamenti all’IRGC. Non si tratta solo di obiettivi israeliani specifici, ma anche di bersagli ebraici indiscriminati, come le ambulanze della comunità ebraica. Gli ebrei britannici si aspettano giustamente che il loro governo garantisca la loro sicurezza e li protegga da Stati ostili come l’Iran.»

Sul nodo della diplomazia, spesso citato come motivo per non procedere alla designazione, Azarmehr ritiene che non sia più una giustificazione sufficiente. Il Regno Unito, osserva, dispone già di canali formali e informali con Teheran, e altri alleati occidentali hanno dimostrato che proscrizione e dialogo possono coesistere.«Per questo motivo era stato suggerito almeno di designare la Forza Quds. L’IRGC non dichiara quali suoi membri appartengano alla Forza Quds, quindi il governo potrebbe agire in modo mirato. Inoltre il Regno Unito è sempre stato impegnato in diplomazia informale e canali riservati. Ma se l’Unione Europea, gli Stati Uniti e il Canada hanno trovato un modo per farlo, anche il Regno Unito può farlo. E comunque dovrebbero averci pensato quando hanno scritto il loro programma politico.»

Infine, Azarmehr inquadra la questione in una dimensione più ampia, legata alla strategia globale della Repubblica Islamica e alla sua proiezione esterna. L’esportazione della rivoluzione islamica, osserva, non è un elemento marginale ma parte integrante della struttura ideologica del regime.

«Purtroppo non credo che non ne siano consapevoli. L’esportazione della rivoluzione islamica è scritta nella costituzione iraniana e non si limita alla regione. Ho già documentato come, attraverso le loro reti nel Regno Unito, siano stati reclutati cittadini britannici musulmani e portati in Iran per essere addestrati come operatori di quella che il regime definisce “guerra morbida”.

E nonostante il nuovo National Security Act e il Foreign Influence Registration Scheme — che prevedono l’obbligo di registrazione per chi agisce per conto di Stati ostili come Iran, Cina e Russia — nella pratica queste norme non vengono applicate».

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