L’odio anti-ebraico e antisionista già perpetrava stragi quando lo stato d’Israele non esisteva nemmeno, come dimostra il pogrom a Baghdad di 80 anni fa
Articolo del Wall Street Journal
Testata: israele.net
Data: 05/06/2026
Pagina: 1
Autore: Wall Street Journal
Titolo: L’odio anti-ebraico e antisionista già perpetrava stragi quando lo stato d’Israele non esisteva nemmeno, come dimostra il pogrom a Baghdad di 80 anni fa

Riprendiamo dal sito www.israele.net - diretto da Marco Paganoni - la traduzione di un editoriale del Wall Street Journal dal titolo: "L’odio anti-ebraico e antisionista già perpetrava stragi quando lo stato d’Israele non esisteva nemmeno, come dimostra il pogrom a Baghdad di 80 anni fa: a conferma che l’antisionismo è un pregiudizio anti-ebraico che non dipende affatto da ciò che fa Israele

Scrive Gil Troy: La storia non è una sfera di cristallo, ma certi momenti storici diventano lenti d’ingrandimento che mettono in luce verità che le passioni politiche odierne preferiscono occultare.

Gil Troy

Ottantacinque anni fa, l’1 e 2 giugno 1941, iracheni filo-nazisti uccisero, violentarono e mutilarono centinaia di ebrei, soprattutto a Baghdad.

Baghdad, 1 giugno 1941: la folla a caccia di ebrei durante il pogrom Farhud

Il ricordo di quel pogrom, noto come Farhud, dovrebbe accrescere la vigilanza contro il male totalitario ovunque si manifesti e smascherare l’odierna truffa secondo cui l’antisionismo sarebbe qualcosa di completamente diverso da una versione moderna dell’antisemitismo.

Il Farhud offre il modello ideologico per l’antisemitismo moderno, mostrando come coloro che odiano gli ebrei avessero integrato “l’antisionismo” nel loro funesto fanatismo già sette anni prima della fondazione di Israele, e ben prima che esistesse anche un solo profugo arabo palestinese.

Alla fine quel bagno di sangue antiebraico provocà un esodo di ebrei iracheni, nel contesto dell’espulsione di 850.000 ebrei dalle terre arabe e musulmane: il problema di profughi che la società politicamente corretta preferisce ignorare.

Farhud, spiega lo storico Edwin Black, è un termine curdo arabizzato che significa “espropriazione violenta”, ma molti lo traducono con “stupro e uccisione di massa”.

Teppisti aizzati da demagoghi assassinarono almeno 128 ebrei, ne ferirono altri 600 e ne violentarono decine, forse centinaia.

“Baghdad si trasformò in un inferno a ritmo incalzante – scrisse Black nel suo libro del 2010 The Farhud – Folle deliranti si scatenarono per la città uccidendo ebrei per le strade alla luce del sole. Donne vennero violentate sotto gli occhi delle loro famiglie inorridite. Neonati vennero uccisi davanti ai genitori. Decapitazioni, toraci squarciati, neonati smembrati, orribili torture e mutilazioni si consumarono in modo generalizzato”.

I soldati britannici accampati fuori Baghdad ignorarono le richieste di intervento.

Shlomo Mantzur, sfuggito al pogrom Farhud da bambino, poi trasferitosi in Israele con la famiglia, è stato assassinato il 7 ottobre 2023 da terroristi palestinesi nel kibbutz Kissufim: il suo corpo è stato deportato a Gaza e trattenuto come “merce di ricatto” per 509 giorni

Sebbene alcuni musulmani abbiano dato rifugio ad ebrei, molti poliziotti e soldati iracheni furono invece alla testa di quella barbarie. Black riferisce di un soldato che urlò “Stai fermo, figlio d’un cane sionista!”, prima di sparare a un giovane ebreo.

I teppisti fecero irruzione in una scuola femminile ebraica e violentarono le allieve per ore. Saccheggiarono almeno 586 negozi e 911 case, costringendo 12.311 persone ad abbandonare le proprie abitazioni.

Gli ebrei iracheni non avrebbero mai immaginato che potesse verificarsi una tale carneficina. Le radici della loro comunità risalivano a 2.600 anni prima. Gli ebrei iracheni erano così appagati della loro vita in Iraq che la maggior parte di loro non aderiva al sionismo.

Quel pogrom, spaventoso eppure così spesso dimenticato, fu fomentato da antisemiti antisionisti, in particolare da Haj Amin al-Husseini, il gran mufti di Gerusalemme, che era sfuggito all’arresto nella Palestina sotto controllo britannico e aveva raggiunto l’Iraq nel 1939.

Per anni, al-Husseini e altri estremisti islamisti avevano demonizzato gli ebrei con sermoni, editoriali e invettive radiofoniche.

Sfruttando questo crescente odio arabo verso gli ebrei, agitatori nazisti cercarono di aizzare l’Iraq contro gli inglesi mentre infuriava la Seconda Guerra Mondiale. A Baghdad gli attivisti gridavano: “Lunga vita a Hitler, l’uccisore di insetti ed ebrei”.

Nel febbraio del 1941, il gran mufti scrisse a Hitler “chiedendo il riconoscimento del diritto degli arabi di risolvere la questione ebraica in accordo con le aspirazioni nazionaliste arabe e nello stesso modo in cui veniva fatto nei paesi dell’Asse [nazi-fascista]”.

Il mufti cospirò con i soldati iracheni per rovesciare il principe reggente filo-britannico Abd al-Ilah dell’Hejaz. Il primo aprile 1941 il “Quadrato d’Oro” – un gruppo di quattro ufficiali filo-nazisti – prese il potere con un colpo di stato militare.

Quando le forze britanniche contrattaccarono, nel maggio del 1941, gli iracheni filo-nazisti addossarono la colpa agli ebrei definendoli “quinta colonna”.

Più tardi, quello stesso mese, i membri di una brigata giovanile di ispirazione nazista, Al-Futuwa, dipinsero impronte di mano rosse, o hamsa, sulle case degli ebrei a Baghdad per additarli come bersagli. Quei segni anticipavano il triangolo rosso rovesciato che oggi è il simbolo usato da Hamas con lo stesso significato.

Ebrei profughi dall’Iraq giugnono nel campo di raccolta “Shaar Ha’aliyah”, presso Haifa

Quella guerra anglo-irachena si concluse con un armistizio mediato dagli inglesi. Entro il 31 maggio, i capi del colpo di stato iracheno erano fuggiti.

Gli inglesi speravano che la situazione si stabilizzasse prima di rientrare a Baghdad.

Invece, il primo giugno, mentre gli ebrei di Baghdad celebravano la festa di Shavuot, i teppisti filo-nazisti frustrati dagli eventi si scatenarono come abbiamo raccontato.

Le forze britanniche si mobilitarono solo il 2 giugno.

La maggior parte degli ebrei iracheni non riacquistò mai più fiducia nei propri vicini.

L’antisemitismo arabo antisionista continuò a intensificarsi, specialmente dopo la fondazione di Israele nel 1948.

Nel 1950 ebbero inizio le operazioni “Esdra e Neemia”, che trasportarono via aerea in Israele 120.000 ebrei: il 90% della comunità. Gli ebrei dovettero lasciarsi alle spalle tutti i loro beni.

Ramat Gan, Israele: monumento in memoria degli ebrei assassinati nel 1941 a Baghdad durante il pogrom Farhud

Questo triste anniversario sconfessa le affermazioni degli antisionisti moderni, che sostengono di opporsi solo a ciò che fa Israele. In realtà, essi non fanno che portare avanti un’aggressione vecchia di secoli, attingendo a giacimenti storici di odio anti-ebraico.

Anche gli americani dovrebbero trarre insegnamento da quella carneficina.

Fra tre mesi ricorreranno i 25 anni dal mega-attentato dell’11 settembre 2001. Dopo altri tre mesi, ricorreranno gli 85 anni dal bombardamento giapponese di Pearl Harbor del 7 dicembre 1941 [nel mezzo, rocorrerà il terzo anniversario della carneficina del 7 ottobre 2023 ndr]

Queste tre catastrofi mostrano come fanatici e totalitari, assetati di malvagità, sfruttino l’ignara ingenuità e noncuranza della maggior parte delle persone. Il generale Sherman Miles, capo della Divisione di Intelligence Militare americana nel 1941, in seguito definì l’America pre-bellica “un paese restio ad ammettere il pericolo che correva”.

Nel commemorare questi tragici anniversari, celebriamo la libertà e la prosperità in cui ci culliamo, impegnandoci al contempo a resistere alle minacce totalitarie che incombono, siano esse all’estero o a due passi da casa.

(Da: Wall Street Journal, 31.5.26)

http://www.israele.net/scrivi-alla-redazione.htm