Riprendiamo dal FOGLIO di oggi, 21/05/2026, a pag. 1/4, il commento di Giulio Meotti dal titolo: "Si chiama democrazia. Sally Rooney torna in Israele, pubblicata dall’editore che boicotta il proprio paese"
Giulio Meotti
Roma. “Israele non è una democrazia”, ci hanno ripetuto schiere di educande giornalistiche dal Salone del libro di Torino. Lo pensa anche la scrittrice irlandese Sally Rooney, che pubblicherà la traduzione in ebraico del suo ultimo romanzo a più di quattro anni dal suo clamoroso rifiuto di una traduzione di un’opera precedente, motivato dal sostegno di Rooney al movimento per il boicottaggio d’Israele. La narratrice sta pubblicando il suo bestseller del 2024, “Intermezzo” (in Italia per Einaudi), presso November Books, editore israeliano aperto al boicottaggio d’Israele, insieme a +972 Magazine, testata israeliana fra le più radical del paese. I primi due romanzi della Rooney – “Parlarne tra amici” e “Persone normali” – erano stati tradotti dall’editore israeliano Modan.
Nel 2021 Rooney aveva rifiutato la loro offerta di traduzione per il terzo romanzo, dichiarando di voler sostenere il boicottaggio e di non voler vedere le proprie opere tradotte in ebraico. November Books è un editore israeliano che soddisfa le condizioni poste da Rooney e dal boicottaggio d’Israele, compreso il riconoscimento del “diritto al ritorno” dei palestinesi (ovvero la fine d’Israele tramite la demografia). Ishai Menuchin, direttore di November Books, ha dichiarato con orgoglio che “pubblicare libri di autori legati al movimento di boicottaggio dimostra ai lettori israeliani che l’opposizione all’occupazione, all’apartheid e al genocidio è una forma di protesta politica chiaramente legittima”. In qualunque dittatura e in tutti i paesi del medio oriente, un editore che boicotta il proprio paese verrebbe chiuso in ventiquattr’ore, i suoi libri sequestrati, i suoi scrittori e il suo direttore editoriale arrestati per “minaccia alla sicurezza nazionale”.
November Books diventa così l’involontario specchio di una libertà israeliana che critica se stessa fino all’autoflagellazione. In un medio oriente dove la dissidenza è punita con la forca o la prigione, solo in Israele un editore può permettersi di invocare il “diritto al ritorno”.
Alcuni libri di Rooney sono stati tradotti in Iran dalla casa editrice Shani. Dove sono i November Books in farsi? Il poeta iraniano Payam Feili, omosessuale, che ha subìto la censura, gli arresti, le minacce e le vessazioni del regime iraniano, ha visto invece le sue opere tradotte in Israele. Feili non ha posto condizioni come la Rooney, che è anche apparsa nel mercato editoriale di Russia e Cina senza invocare editori contrari alle politiche del proprio paese. Dove sono i November Books russi e cinesi? In prigione o in esilio.
La traduzione cinese del bestseller di Rooney “Persone normali” è pubblicata dalla Shanghai Translation Publishing House, casa editrice approvata dallo stato cinese. Almeno quattro dei dirigenti della società sono membri del Partito comunista. Sally non è allarmata dal trattamento degli uiguri, dei tibetani, di Hong Kong, dei cristiani clandestini e di altri dissidenti?
In Israele, invece, November Books opera liberamente, vende libri, fa profitti e viene pure scelto da una scrittrice occidentale per dimostrare quanto lo stato ebraico sia orribile. Israele è la dittatura più ridicola della storia: permette ai suoi più accaniti critici interni di prosperare.
Una volta varcato il Giordano, dal fiume al mare, le Sally letterarie che detestano Israele scoprirebbero cosa significa davvero vivere sotto un regime che non tollera il dissenso. A Gaza ci hanno detto che ci sono tante “librerie indipendenti”. Dove sono i suoi scrittori critici di Hamas? Distruggere l’unico baluardo liberale della regione, come vorrebbe fare il movimento per il boicottaggio, non renderà il mondo più giusto, ma solo più simile al resto del medio oriente, da Teheran a Gaza.
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