Riprendiamo dal RIFORMISTA, inserto HaKol, il commento di Luigi Yitzhak Diamanti dal titolo: "L’Italia accoglie gli studenti di Gaza: attenti a non importare l’ideologia di Hamas a casa nostra"

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani si dice orgoglioso di portare in Italia giovani studenti provenienti da Gaza. Un gesto presentato come umanitario, di solidarietà e accoglienza. Ma esiste una domanda che la politica sia europea che italiana continua ad evitare: l’Italia sta davvero valutando il contesto ideologico e culturale nel quale molti di questi ragazzi sono cresciuti? Per anni Gaza è stata governata da Hamas, un’organizzazione che non ha investito soltanto in armi e tunnel, ma anche nell’indottrinamento anti-israeliano, nella glorificazione del martirio, nella militarizzazione della società civile, nella propaganda e nell’odio sistematico. Parlare di questo significa affrontare la realtà senza ipocrisie.
Per troppo tempo, in Europa, Gaza è stata raccontata esclusivamente come vittima, evitando accuratamente di affrontare le responsabilità politiche e culturali di Hamas e il clima di radicalizzazione costruito in anni di propaganda. Accogliere studenti richiede non solo solidarietà, ma anche lucidità, responsabilità e chiarezza morale. Integrare non può voler dire importare conflitti, antisemitismo o radicalizzazione. E soprattutto resta una domanda: mentre si moltiplicano i gesti simbolici verso Gaza, l’Europa sta mostrando la stessa attenzione verso i giovani israeliani sopravvissuti al terrorismo del 7 ottobre? Verso le famiglie massacrate? Verso i bambini traumatizzati dai missili, dagli attentati e dai rapimenti? Anche questo silenzio merita di essere discusso.
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