Riprendiamo dal sito www.israele.net - diretto da Marco Paganoni - la traduzione di un articolo di Memri.org dal titolo: "Giornalista drusa libanese: Non mi importa se mi chiamano ‘sionista’ perché voglio la pace con Israele"
In un’intervista del 2 maggio 2026 sul canale YouTube El Siyasa, la giornalista drusa libanese Inas Al-Jarmakani ha dichiarato di volere la pace e la ricostruzione del Libano e di non curarsi se altri la definiscono “sionista” per il suo sostegno alla pace con Israele.
“Di chi sono queste guerre? Dell’Iran? Che mi importa dell’Iran?”
Spiegando che le sue priorità sono il Libano e i diritti dei cittadini libanesi come sicurezza, stabilità, infrastrutture, assistenza sanitaria e istruzione, Al-Jarmakani ha chiesto polemicamente dove vadano a finire i suoi soldi delle tasse, facendo chiaro riferimento alle “guerre dell’Iran e a Gaza”.
Al-Jarmakani ha sottolineato come i drusi della regione siriana di Suwayda sostengano la pace con Israele, ha elogiato Israele e i drusi israeliani per il loro sostegno e la protezione offerta ai drusi di Suwayda, e ha criticato lo storico leader druso libanese Walid Jumblatt accusandolo di essere più interessato a preservare la propria posizione politica che a proteggere la comunità drusa.
Inas Al-Jarmakani: «Alcune persone vivono in un altro mondo: un mondo di “martirio”, “resistenza” e guerra. Ma nel [nostro] mondo, noi vogliamo costruire il Libano e viverci. Non vogliamo la guerra. Vogliamo la pace.
Se mi dite che sono sionista perché voglio la pace, è l’ultima cosa che mi importa. Se la pace serve agli interessi del mio Paese, va bene così.
Vogliamo continuare a sopportare le guerre? Di chi sono queste guerre? Dell’Iran? Che mi importa dell’Iran? Che mi importa di sostenere Gaza? Non smetterò di dirlo, anche se continueranno a darmi addosso. […]
Seguo gli interessi del mio Paese e solo dopo penso agli altri, proprio come ogni Paese al mondo. Dove mai al mondo si sostengono altri Paesi mentre il proprio viene distrutto? Mostratemi un solo Paese del genere in tutto il mondo. […]
Non abbiamo diritti. Le persone in tutto il mondo, forse persino in Iran, hanno dei diritti, ma noi no. Il mio diritto fondamentale, come cittadina libanese, è la sicurezza. Non abbiamo nemmeno quella. Il nostro diritto fondamentale è la stabilità. Non ce l’abbiamo. Il nostro diritto fondamentale è avere infrastrutture, ma non le abbiamo. Non abbiamo medicine, non abbiamo scuole… Dove vanno a finire i miei soldi delle tasse?” […]
I drusi di Suwayda [in Siria] sostengono la pace [con Israele]. Tutti noi sosteniamo la pace»
Intervistatrice: «Israele ha sostenuto i Drusi di Suwayda…»
Al-Jarmakani: «Certo. Se non era per Israele…»
Intervistatrice: «Come spiega la posizione attuale di Jumblatt?»
Al-Jarmakani: «Teme per la sua posizione di leader»
Intervistatrice: «Per la sua posizione personale?»
Al-Jarmakani: «Sì. A lui non importa nulla dei drusi. I drusi in Israele sono quelli che si preoccupano di più dei drusi [in Siria]. Lo abbiamo visto nella battaglia di Suwayda. Avete visto cosa hanno fatto i drusi in Israele? Avete visto quanto erano arrabbiati, come hanno abbattuto la barriera tra il Golan e Suwayda e sono entrati per difendere la popolazione di Suwayda?»
(Da: memri.org, 2.5.26)
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