Modena e la guerra santa. E non è follia
Commento di Lidano Grassucci
Testata: Informazione Corretta
Data: 19/05/2026
Pagina: 1
Autore: Lidano Grassucci
Titolo: Modena e la guerra santa. E non è follia

Modena e la guerra santa. E non è follia

Commento di Lidano Grassucci

Lidano Grassucci e il suo libro: “Ucraina. La guerra vista da lontano”. La  mia recensione. - Fatto a Latina

Lidano Grassucci

 

Salim El Koudri è l'uomo che, a Modena, ha lanciato la sua automobile contro la folla, investendo e ferendo volontariamente alcuni passanti, per poi aggredirne altri con un coltello. Sono stati proprio i cittadini a bloccarlo e a renderlo innocuo, prima dell'arrivo delle forze dell'ordine e del conseguente arresto. Ora si trova in carcere. È musulmano e, secondo quanto riferito dal suo avvocato, avrebbe chiesto una Bibbia e un sacerdote. Sostengono che non sia un islamico radicalizzato e si dice addolorato dei fatti, ma lo fa dopo averli fatti.

Io non so, non posso giudicare; su questo scelgo il silenzio.

​Dico, però, che il mondo è pieno di simili derive di follia, di auto lanciate sulla folla. Spesso, chi compie questi gesti si sente forte di una fede, o agisce all'interno di un perimetro religioso che, nella maggior parte dei casi recenti, è quello dell'Islam. Le fedi non sono buone o cattive in sé: lo diventano quando si fanno esclusive, quando pretendono di annullare ogni altro credo, persino all'interno dello stesso monoteismo. Cristiani, musulmani ed ebrei riconoscono la figura di Mosè, si rivolgono allo stesso Dio, eppure c'è chi in quel nome taglia teste e lapida. Non basta chiedere una Bibbia, non basta un prete, così come non basta invocare la follia per considerarsi assolti.

​Anzi, questa incapacità di distinguere, questa indifferenza verso ogni differenza, genera uomini radicalizzati nell'ignoranza. Il circuito mediatico, tra predicatori improvvisati e giornalisti che trattano ogni argomento con la stessa superficialità, finisce per alimentare tempeste d'odio. Si parla del delitto di Garlasco o di un omicidio qualunque con la stessa postura con cui si affrontano il dolore della fede o guerre in scenari sconosciuti. I morti e i feriti perdono il loro peso reale, schiacciati da un odio che nessuno spiega, mentre la richiesta di un testo sacro o di un confessore diventa solo la notizia a effetto di un "diavolo che si fa cristiano".

​Ma chi restituirà le gambe a chi le ha perse? Chi darà pace a chi è nel dolore? Dobbiamo avere il coraggio di dire che esistono predicatori d'odio, religioni intrise d'odio e vite intere consumate nell'odiare. L'auto diventa l'arma, la fede il movente e la follia la scusa.

​Non morirò pecora bianca. Dico che quello che accade non è un caso, ma l'evidenza delle colpe di chi non sa fare tesoro dei propri valori e finisce per giustificare i disvalori altrui. La guerra santa è un male: lo era quando era cristiana, lo è oggi che è islamica.

takinut3@gmail.com