Riprendiamo da IL GIORNALE di oggi, 14/05/2026, il commento di Fiamma Nirenstein dal titolo: "E gli iraniani all’Eurovision votano Israele"
Fiamma Nirenstein
Le strade sono vuote, la macchina corre verso il teatro, la polizia ben armata e numerosa sorveglia il percorso. In auto di ottimo umore il ragazzo di nome Noam sorride stupefatto di fronte alla fama, e si prepara come un gladiatore felice, gli occhi un po' rimpiccioliti dalla fatica, a fronteggiare, cantando all'Eurovision, l’aria del tempo. L’odio antisraeliano. Nel 1850, scrive Gol Kalev, Richard Wagner scrisse un saggio intitolato “Gli Ebrei e la musica”: gli ebrei inquinano il mondo anche con quella. Così oggi Noam Bettan, con la canzone d’amore “Michelle” al grande “contest” internazionale. Canta in francese, la lingua della sua mamma Corinne; in ebraico, la lingua di Ra’anana dove è nato nel 1998; in inglese la lingua del mondo. È un ragazzo israeliano, un ebreo, la sua Michelle costa il taglio fanatico di qualche decina di milioni di telespettatori da parte dei leader di Spagna, l’Irlanda, la Slovenia, che non solo hanno boicottato l’evento a causa della partecipazione israeliana, ma hanno cancellato partecipazione e programmazione. Potevano, volendo, mandare in onda pubblicità per dieci minuti. Ma no: hanno arso i teleschermi, una purificazione mistica. L’incitamento all’odio antisemita in pieno sfarzo festivaliero. Ma Noam Bettan ha resistito alle urla di “genocida”, ha guardato i fan con le bandiere bianche e azzurre e ha cantato per loro. È la logica che dal 7 di ottobre gli ebrei hanno dovuto imparare sulla propria pelle: non cercare di convincere, battiti bene, resisti integro. Canta, Noam, viva MIchelle. Israele ha visto il suo cantante entrare in finale, è un sogno che superi la barriera di sabato, ma se restasse fra i primi per la giuria e il voto popolare dimostrasse che si può sfondare l’odio, basterebbe di questi tempi. In Francia la marcia con la stella di David ha portato in piazza 20mila persone. E una novità fa sognare la pace vera: oltre l’orizzonte consueto, gli iraniani residenti all’estero invitano sui siti a votare quel ragazzo d’Israele che rappresenta l’aiuto diretto a battere il regime che li tortura e li uccide dal 1979. Noam apre una strada nuova. F351 più note musicali.
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