I lettori ci scrivono, Deborah Fait risponde
Lettere a Informazione Corretta
Testata: Informazione Corretta
Data: 01/05/2026
Pagina: 1
Autore: Deborah Fait
Titolo: I lettori ci scrivono, Deborah Fait risponde

2 Lettere

 

1.

Cara Deborah,

ti scrivo perché ci sono immagini che, pur nella loro istantaneità, riescono a contenere millenni di storia, di dolore e, soprattutto, di indomabile speranza. Mi riferisco a quella fotografia che sta facendo il giro del mondo e dei cuori: il sorriso di Oren Mezheim, il soldato solitario che ha sfilato come portabandiera. In un momento storico in cui l'oscurità sembra farsi densa e le voci di chi vorrebbe cancellare il popolo ebraico si alzano con violenta tracotanza, quel sorriso rappresenta, paradossalmente, il "regalo" più grande e amaro che si possa fare ai propri nemici. È un regalo perché è la prova tangibile del loro fallimento. Chi odia cerca di seminare terrore, di piegare la schiena di un popolo, di spegnere la luce negli occhi di una generazione. Vedere Oren che avanza fiera,sorreggendo il vessillo con una gioia così limpida, è la dimostrazione plastica che l’intento distruttivo è stato vanificato.

Oren non è solo un soldato; come Lone Soldier, incarna la scelta consapevole di legare il proprio destino a quello di una nazione, lasciando le sicurezze personali per servire un ideale più grande. Quando sorride mentre porta la bandiera, non sta solo compiendo un dovere militare; sta celebrando un trionfo spirituale. Quel sorriso dice ai negatori della vita: "Voi avete cercato di distruggerci, ma noi siamo qui, viviamo e respiriamo con una forza che non potete comprendere".

Questo gesto è la massima espressione del concetto di Am Yisrael Chai. Non è uno slogan gridato per rabbia, ma una realtà vissuta con serenità. Il sorriso di Oren è il simbolo di un popolo che, pur attraversando la valle dell'ombra, non smette di guardare verso il sole. È la bellezza che sfida la brutalità. Per chi odia, non c’è sconfitta peggiore che vedere l’oggetto del proprio odio fiorire, sorridere e sventolare la propria identità con orgoglio.

Quel sorriso ci ricorda che la resilienza ebraica non è fatta solo di resistenza fisica, ma di una vitalità interiore che nessuna arma può scalfire. Oren Mezheim, con la sua bandiera e la sua gioia, ha ricordato al mondo che il popolo ebraico non solo sopravvive, ma pulsa di una vita vibrante, giovane e coraggiosa. È un monito per il presente e una promessa per il futuro: finché ci saranno giovani pronti a sorridere sotto il peso di una responsabilità così grande, la luce non si spegnerà mai.

Shalom

Luca

Caro Luca,

Il sorriso di Oren e di tutti i soldati che erano presenti alla cerimonia di Yom haAzmaut, sono l'esempio chiaro e lampante della società israeliana. Voglia di vivere, voglia di darsi da fare in questa società viva e vitale nonostante la guerra, l'ultima di tante e speriamo sia l'ultima per sempre. Oggi non c'è molto da sorridere in un mondo dove gli ebrei devono nascondersi per non essere ammazzati ma in Israele si sorride e si spera e si vive perché come scrivi tu "Il popolo di Israele vive ed esisterà per sempre"

Un affettuoso shalom

Deborah Fait 

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2.

Buongiorno

Gent.ma Dott.ssa Fait

 

Il gesto di Eithan Bondi

Condannabile, deprecabile, ma...inevitabile

Quando ti gridano "siete saponette mancate", l'inevitabilità è sempre lì, dietro l'angolo.

E con lei nasce il pretesto, la giustificazione

In fin dei conti anche "la notte dei cristalli" nacque da un pretesto: un ebreo polacco che uccise un diplomatico tedesco a Parigi 

Persino l'inizio della seconda guerra mondiale nacque da un pretesto (Vedi incidente di Gleiwitz)

Adesso, dopo lo sciagurato gesto del giovane Bondi, attendiamo le conseguenze...ciò che verrà definito giustificabile

Così, i seminatori d'odio: quelli che vogliono ancora "le saponette di una volta" potranno dormire sonni tranquilli, sciacquandosi la coscienza proprio con quest'ultime. Il bestiario umano di costoro è un pozzo senza fondo

Tutta la mia solidarietà Gent. Sig.ra Fait

Siete un popolo meraviglioso

Con tanta voglia di vivere!!

Cordialmente

Massimo Pinchini

 

Caro Massimo,

 

Eithan Bondi non doveva fare quello che ha fatto. Non lo doveva fare per lui e per tutti noi. Detto questo trovo odioso e ridicolo che sia stato accusato addirittura di tentato omicidio per una pistola scacciacani che qualunque adolescente può comprare. Ha sparato pallini di plastica, i due dell'Anpi che sono stati colpiti non avevano nemmeno il segno di una ferita infatti sono andati via in macchina, nemmeno passati per una visita in ospedale. Se si accusa il giovane Bondi di tentato omicidio perché non si usa lo stesso metro per quei farabutti che divelgono sanpietrini o pezzi di ferro per colpire i poliziotti? E quelli che buttano bombe carta e mandano i poliziotti in ospedale ? Sono tutti liberi con al massimo l'accusa di "lesioni". Il mondo gira male,  gira al contrario e questo mi preoccupa. 

Un affettuoso shalom e grazie

Deborah Fait

 

takinut3@gmail.com