I lettori ci scrivono, Deborah Fait risponde
Lettere a Informazione Corretta
Testata: Informazione Corretta
Data: 28/04/2026
Pagina: 1
Autore: Deborah Fait
Titolo: I lettori ci scrivono, Deborah Fait risponde

4 Lettere

1.

Bravissima, Deborah,

Sapevo che il canto era nato come musica Klezmer, l’avevo già letto e ieri sera ho voluto andare a cercare su Google…ora tu mi confermi ciò che avevo letto!

Grazie!

Si, è stato un 25 aprile che avrebbe dovuto unire gli italiani e invece li ha divisi ancora una volta ed ancora di più!

Tutta colpa di questi “sinistri” a cui si sono aggiunti tutti questi propal che non capiscono niente, non capiscono il diritto degli Ebrei ad avere un loro Stato per poter guardare al futuro con speranza…con la speranza di un futuro migliore!

Non sono scesa nei cortei, non ho più l’età, ma sono sempre con voi, al vostro fianco!

Forza, Israele, che hai portato nel mondo la Legge che gli umani non conoscevano e che ora non rispettano più!

Grazie di esistere, con il vostro esempio, la vostra forza, la vostra intelligenza….

È tutta invidia quella del resto del mondo verso di voi, perchè siete migliori di noi!

Un abbraccio a tutti voi, ad ognuno di voi, con tutto il cuore!

E grazie,

Shalom.

Renata Noyb

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Cara Renata,

E' proprio un peccato che ogni anno certuni vogliano distruggere una bella festa come dovrebbe essere quella della Liberazione. Perché non poter sfilare tutti insieme, con le bandiere di quelli che hanno contribuito a liberare l'Italia: partigiani, americani, inglesi, Brigata Ebraica? Perché sventolare le uniche bandiere che 80 anni fa significavano solo nazismo e che oggi significano terrorismo?

Tutti sanno che gli arabi erano alleati dei nazisti e allora perché le loro bandiere vengono alzate alte, senza onore? Questa è la grande vergogna del 25 Aprile. Inneggiare a chi era filonazista e insultare coloro che erano morti per la Liberazione. Non è sopportabile!

Ti ringrazio per la tua vicinanza

Un affettuoso shalom

Deborah Fait

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2.

Cara Deborah Fait,

ti scrivo perché sento il bisogno viscerale di condividere con te lo sdegno e il dolore per quanto accaduto, ancora una volta, durante le celebrazioni del 25 aprile. Ormai quella che dovrebbe essere la festa della Liberazione dal nazifascismo si è trasformata in un rito grottesco di esclusione e di odio, un paradosso storico che lascia senza fiato chiunque abbia ancora a cuore la verità dei fatti.Vedere i simboli della Brigata Ebraica – quegli stessi vessilli che sventolavano mentre i soldati ebrei versavano il sangue per liberare l’Italia e l’Europa dalla tirannia – accolti da una selva di fischi e insulti è una ferita aperta nel cuore della nostra democrazia. Quest'anno, però, il limite dell'indecenza è stato ampiamente superato. Vedere i rappresentanti della Brigata costretti ad abbandonare la manifestazione, scortati dalla polizia per evitare il linciaggio fisico, è il segnale di un fallimento culturale senza precedenti.

Ciò che agghiaccia è l’urlo disumano che è riecheggiato nelle piazze: "Siete saponette mancate". Un richiamo esplicito e atroce alla Shoah, lanciato nel bel mezzo di una festa che dovrebbe onorare chi quel male lo ha combattuto. C'è una profonda, voluta ignoranza storica che permea queste piazze, spesso avallata dal silenzio dell'ANPI. Molti di coloro che oggi sventolano bandiere arabe nelle nostre piazze ignorano — o fingono di ignorare — che durante la Seconda Guerra Mondiale, mentre la Brigata Ebraica combatteva con gli Alleati, figure chiave del mondo arabo, come il Gran Muftì di Gerusalemme, stringevano patti con Hitler, vedendo nel nazismo un alleato strategico.

È un’ironia tragica: chi ha combattuto davvero il nazifascismo viene espulso dalle piazze, mentre chi ne fu ideologicamente vicino viene celebrato come se fosse il depositario dei valori partigiani. Questa riscrittura della storia è un veleno che sta intossicando le nuove generazioni, le quali sembrano non conoscere nulla della nostra guerra civile e della complessità della liberazione italiana.

Deborah, la tua voce è sempre stata un baluardo contro queste ipocrisie. Non possiamo accettare che la memoria venga calpestata in questo modo, né che il 25 aprile diventi l'occasione annuale per sdoganare l'antisemitismo più becero sotto le spoglie dell'attivismo politico. Se la Brigata Ebraica non può sfilare in sicurezza e con onore, allora quella piazza non è più una piazza di libertà, ma un recinto di intolleranza.

Dobbiamo continuare a urlare la verità storica: gli ebrei non sono stati solo vittime, sono stati liberatori. E chi oggi urla quegli slogan infami non sta celebrando la libertà, sta solo riportando in vita i fantasmi più bui del secolo scorso.

Con profonda stima e solidarietà.

Shalom 

Luca

 

Caro Luca,

dobbiamo dire che tutto questo sudiciume succede non con il silenzio dell'ANPI ma con la sua complicità. Sono anni che i soci ANPI boicottano la Brigata Ebraica, e la bloccano e la vogliono eliminare dai cortei. I propal, con la loro violenta barbarie, sono intervenuti più recentemente. Perciò l'Associazione partigiani è complice di tutto lo schifo cui assistiamo il 25 Aprile. La verità storica va ripetuta senza mai stancarsi anche se molti la conoscono ma la manipolano per odio verso il popolo ebraico.

Ti ringrazio e ti mando un affettuoso Shalom

Deborah Fait 

 

3.

Buongiorno, 

Mi permetto di segnalare questo contributo pubblicato sul blog del gruppo ebraico Nes, Noi ebrei socialisti, proprio sull'uso di cantare Bella ciao, in ogni occasione.

Spero possa essere di vostro interesse.

Cordialmente,

Sabina Zenobi 

 

https://noiebreisocialisti.blogspot.com/2026/04/rubrica-lettera-22-la-parola-ai-lettori.html?m=1

 

Cara Sabina,

 

Sono perfettamente d'accordo con quanto scritto sul vostro blog. L'ultima frase della lettera è verità assoluta:" Attenzione: questo abuso linguistico dei termini fascista e sionista non è una diatriba lessicale, non è un mero difetto formale. Si tratta invece di una questione drammaticamente sostanziale, che si diffonde a macchia d'olio e mette a repentaglio la vita: si chiama razzismo"

Alle parole fascista e sionista va aggiunto anche il termine genocidioche tutti ripetono a pappagallo. Come sempre le menzogne contro gli ebrei si diffondono a macchia d'olio e l'odio aumenta. Credo che ormai si sia raggiunto il limite. Tanti anni fa, e io ero con Giovanna Marini quando la canzone è stata cantata davanti a un pubblico, la si cantava con allegria. Oggi la cantano con odio.

Complimenti per il vostro blog

Un cordiale Shalom

Deborah Fait  

 

4.

Salve Dame Devorah. 

Ho dimenticato di aggiungere una importante e dirimente postilla, nella frase che ho espresso. 

La frase era la seguente: 

Oltre al fatto che le religioni altrui vanno rispettate.”

Mi riallaccio ad una sua frase, in un commento a un post, riguardo a Yerushalaim, Tiberiade, Hebron, Safed, in cui aggiungeva al termine di quel  periodo, le seguenti parole: 

“… l'unico fine degli arabi è ammazzare gli ebrei, come Corano comanda.” 

Queste parole sono da incidere sulle pietre, ma anche nei cuori di chi ci vuole bene, e soprattutto, nei cuori piccoli come noci, di chi ci odia, riferendomi a coloro che neanche sono di fede musulmana. 

Ecco, la mia dimenticanza è relativa al rispetto delle fedi altrui… ma con riserva (… per dirla da gentleman), perché rispettare chi ci odia di default, in quanto ebrei; “figli di scimmie e maiali”, come ampiamente descritto nel corano, non può essere igienico. 

Non si può portare rispetto ad una religione che predica la morte di ebrei e cristiani; altro che religione di pace. 

Che poi cattolici e in genere cristiani, facciano finta di nulla, come se niente fosse, risulta essere prassi consolidata. 

Fa parte anche del repertorio antisemita; odiare gli ebrei, in quanto “popolo deicida”, come ha ricordato recentemente un sacerdote cattolico, dopo lo sventurato gesto del soldato di Tzahal, ai danni di un simulacro del Cristo. 

Tengo a precisare che non tutti i cattolici e i cristiani sono antisemiti, Grazie a D-o, sebbene la propaganda politico religiosa, da duemila anni a questa parte, ci ha disegnato con i nasi contorti e l’anima oscura. 

Ma il versante cristiano, nato dalla radice ebraica ormai sepolta nel dimenticatoio, ha fallito, perché la secolarizzazione, che colpisce anche noi ebrei ma in misura minore, ha portato codesti a perdere il legame con la loro natura religiosa, quasi rinnegando figure e simboli, a loro una volta molto cari. 

Si affiancano invece alla perniciosa e tambureggiante avanzata musulmana; prova ne è che nelle scuole spariscono i simboli cristiani, ma si accompagnano le scolaresche nelle moschee, non a visitare l’arte levantina, bensì a seguire in ginocchio le loro cerimonie religiose; trattasi di proselitismo islamico che può facilmente attecchire nelle coscienze di innocenti spettatori, portati d’imperio in quei contesti, mentre dovrebbero sedere tra i banchi a studiare. 

Dai comunisti e sinistri in genere, che affollano e assediano le scuole, come corpo docente, non ci si può aspettare che queste inclinazioni pana-arabe e filo-islamiche, perché la storia di quella rumorosa compagine politica, di minoranza nella nazione, ci mostra come negli anni sessanta/settanta, pedissequamente seguivano i dettami sovietici, filo arabi e antisemiti; altro che quel comunismo italiano di Berlinguer, definito da loro, “differente”. 

Abbiamo assistito alle ennesime sbracate, villane e antidemocratiche manifestazioni del 25 Aprile; dove a Milano hanno cacciato i sostenitori della “Brigata ebraica” e contestualmente ad Emanuele Fiano hanno gridato: “… saponette mancate”, in ricordo degli scempi nazisti perpetrati nei loro campi della morte. 

I nazisti usavano la pelle degli ebrei per allestire abat-jours, fatte costruire sempre da schiavi ebrei, mentre il grasso dei corpi esanimi degli stessi ebrei, veniva utilizzato come materia prima per produrre saponette, come si fa con il grasso del maiale; con una non casuale perversa assonanza e similitudine simbolica, tra la provenienza delle due “materie prime” utilizzate. 

Ma Emanuele Fiano, cosa si aspettava, entrando in quel gigantesco vestibolo dell’inferno, allestito dai comunisti, in una delle piazze italiane? 

Che lo salutassero con ossequiosa, garbata ed educata benevolenza? 

Emanuele Fiano, dal suo partito e dai partiti satelliti, quale trattamento ha incassato finora? 

Tutte domande retoriche a cui ognuno può trovare facilmente risposte. 

Il capo dello Stato poi, nel suo retorico pistolotto, ha concluso con la seguente frase: 

“.. Ora e sempre Resistenza!”. 

Si capisce facilmente come egli non sia una figura super-partes e da quale parte risieda il suo sentimento; mai una parola per gli anglo-americani che hanno storicamente ed effettivamente sconfitto le Divisioni tedesche, con enormi perdite (… in novantamila solo i militari americani). 

La frase: “.. Ora e sempre Resistenza!”, basta estenderla al Medio Oriente e capire per quale fazione batta forte il suo cuore. 

Un forte e sincero abbraccio, nonché, shavua tov.

Yosef ben Hektor

 

Caro Yosef,

Hai perfettamente ragione. E' giusti e sacrosanto rispettare tutte le religioni ma non quella che non è una fede ma un'ideologia di morte e sopraffazione sul resto dell'umanità non islamica. Ti dò una notizia, una personalità dell'ANP di Abu Mazen ha detto che "Gesù era un terrorista arabo palestinese". Certo che ne hanno di fantasia, peccato che la usino solamente per fare e dire il male. 

L'invocazione del Presidente Mattarella "ora e sempre resistenza" non è quello che abbiamo visto onorare in Italia il 25 aprile. Abbiamo assistito a odio antisemita, violenza, insulti. Il peggio che una società potesse dare di sé. La frase "…saponette mancate" è arrivata, con tutta la sua vergogna, al Jerusalem Post:    https://www.jpost.com/diaspora/antisemitism/article-894298

 

Un caro shalom e Shavua tov

Deborah Fait

 

takinut3@gmail.com