Oggi essere ebrei è un atto di coraggio. Non riuscirete a isolarci ancora
Commento di Luigi Yitzhak Diamanti
Testata: Il Riformista
Data: 28/04/2026
Pagina: 5
Autore: Luigi Yitzhak Diamanti
Titolo: Oggi essere ebrei è un atto di coraggio. Non riuscirete a isolarci ancora

Riprendiamo dal RIFORMISTA di oggi, 28/04/2026, a pag. 5, il commento di Luigi Yitzhak Diamanti dal titolo: "Oggi essere ebrei è un atto di coraggio. Non riuscirete a isolarci ancora"

Oggi, in Europa, essere ebrei è tornato ad essere un atto di coraggio. Non perché siamo cambiati noi. Ma perché il mondo attorno a noi, ancora una volta, ha iniziato a voltarsi dall’altra parte. In piazza si urla contro Israele. Nelle università si legittima l’odio travestito da ideologia. Nelle istituzioni si balbetta, si rinvia, si evita. E intanto l’ebreo viene di nuovo messo sotto processo. Non è nuovo. È la storia che si ripete con parole diverse, con gli stessi bersagli.

Oggi l’antisemitismo non si presenta sempre con il volto del passato. Si maschera da attivismo, si nasconde dietro slogan, si traveste da giustizia. Ma resta quello che è sempre stato: odio. E allora sì, serve coraggio. Coraggio di non nascondersi. Coraggio di parlare. Coraggio di rivendicare il diritto del popolo ebraico alla propria terra, alla propria storia, alla propria dignità. Coraggio di dire che sostenere Israele non è un’opinione. È una linea di principio. Perché senza Israele, l’ebreo nel mondo torna ad essere solo. E questo lo abbiamo già visto. E pagato.

Essere ebrei oggi significa non chiedere il permesso. Non arretrare. Non adattarsi per essere accettati. Significa restare in piedi mentre altri si piegano. Significa ricordare che la libertà non si implora. Si difende. E chi oggi prova a isolare gli ebrei, a delegittimare Israele, a riscrivere la storia, deve sapere una cosa: non ci riuscirà. Perché il popolo ebraico non è sopravvissuto per chiedere spazio. È sopravvissuto per esistere. E continuerà a farlo. Con forza. Con orgoglio. Senza paura.

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