L'avanzata jihadista in Mali
Analisi di Mattia Preto
Testata: Informazione Corretta
Data: 28/04/2026
Pagina: 1
Autore: Mattia Preto
Titolo: L'avanzata jihadista in Mali

L'avanzata jihadista in Mali

Analisi di Mattia Preto


Mattia Preto

 

In Mali l’avanzata dei jihadisti è arrivata fino alle porte di Bamako (capitale del paese) mettendo in serio pericolo l’assetto del governo centrale che ormai perde sempre più territorio ai danni dei jihadisti. Nel fine settimana appena trascorso lo Stato Islamico che opera nel Sahel (JNIM), affiliato con Al-Qaeda e il Fronte di Liberazione dell’Azawad (territorio del Mali settentrionale che ha dichiarato la propria indipendenza nel 2012) hanno conquistato la città strategica di Kidal, situata nel nord est del paese. 

L’avanzata dei jihadisti ha colpito direttamente l’apparato governativo attraverso un attentato con un camion bomba che ha ucciso Sadio Camara, numero due del governo maliano nonché ministro della difesa. Camara si trovava nella sua residenza di Kati, cittadina a pochi chilometri dalla capitale Bamako, che ora risulta estremamente vulnerabile. La presa di Kidal è il primo spartiacque dell’avanzata del FLA e del JNIM, infatti, era sotto il controllo del governo centrale dal 2023 ed era considerata una città ben protetta, ma ciò non è bastato a fermare JNIM e il FLA tutte le forze governative sono state cacciate assieme ai russi, come riportato da Mohamed Elmaouloud Ramadane portavoce del FLA.

La presenza di gruppi armati russi in Mali non è più un mistero, a volerli fu proprio Sadio Camara nel 2021, quando divenne ministro della Difesa. Il suo obiettivo era sostituire la presenza francese, attiva dal 2014 con l’Operazione Barkhane, aprendo così la strada alle milizie russe, in particolare al Gruppo Wagner. Dopo la morte del suo leader, Prigozhin, il gruppo si è riorganizzato sotto la struttura dell’Africa Corps. L’accordo iniziale prevedeva un pagamento di circa 10 milioni di dollari al mese da parte del Malin favore degli Africa Corps, in oltre i russi avevano la concessione per lo sfruttamento di risorse minerarie come oro e altri materiali strategici.

Se la riconquista di Kidal era stata inizialmente favorita dal supporto russo, il successivo crollo del fronte sembra invece aver messo in luce i limiti operativi di queste milizie. I francesi, pur disponendo di un controllo più solido del territorio, non ripresero volutamente Kidal, considerata difficile da difendere, questo però era visto come un’onta per il governo maliano che si fece abbagliare dalle promesse russe.   L’esercito maliano oggi arranca, a corto anche di quei mezzi promessi dai russi, sul piano militare; infatti, la mancanza di droni dell’esercito maliano ha favorito i jihadisti.

Il Mali ha progressivamente lasciato in mano ai russi la propria guerra contro i jihadisti del Sahel, a discapito delle forze francesi, sicuramente ben più preparate, questo errore negli anni ha portato a un indebolimento dell’esercito maliano che ha favorito l’espansione di JNIM.  I jihadisti si sono spinti fino alla periferia della capitale Bamako, mentre il presidente Assimi Goïta in carica dal 2021 a seguito di un colpo di stato non si è ancora mostrato in pubblico, secondo fonti locali ha già lasciato il paese.

takinut3@gmail.com