La Gaza di Hamas è sostituita dalla Gazologia
Commento di Matti Friedman (tradotto da Giulio Meotti)
Testata: Il Foglio
Data: 27/04/2026
Pagina: 3
Autore: Matti Friedman
Titolo: La Gaza di Hamas è sostituita dalla Gazologia

Riprendiamo dal FOGLIO di oggi, 27/04/2026, a pag. 3, nella sezione Un Foglio Internazionale, il commento di Matti Friedman sulla Free Press tradotto da Giulio Meotti dal titolo: "La Gaza di Hamas è sostituita dalla Gazologia".

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Matti Friedman

"Le origini di questo saggio risalgono a una recente visita allo scaffale ‘Medio oriente’ di una libreria di Washington, mentre ero in pausa dal mio vero medio oriente” scrive Matti Friedman nella Free Press. “Da trent’anni vivo e racconto Israele, e le tragedie diventate routine per israeliani e vicini dopo il 7 ottobre 2023. Sapevo che qualsiasi libreria occidentale avrebbe avuto qualche titolo sui ‘mali del sionismo’, un genere venerabile della sinistra marxista. Ma questa volta era cambiato: la guerra di Gaza aveva generato una tale proliferazione di titoli che occupavano quasi tutto uno scaffale. Lo stesso fenomeno l’ho visto in altre città: improvvisamente c’erano più libri su Gaza e Palestina che sul resto del mondo arabo messo insieme. E’ nato un nuovo genere letterario. La guerra di Gaza si combatte a due ore da casa mia a Gerusalemme, da persone che conosco, e ha ucciso alcuni di loro. Leggendo le quarte di copertina di questi libri ho avuto l’impressione che il loro rapporto con Gaza reale fosse lo stesso dei romanzi di ‘Dune’ con il programma spaziale Nasa. Eppure non si tratta di opere di nicchia: tra gli autori ci sono vincitori del National Book Award e del Pulitzer. Ho chiamato questo genere ‘Gazologia’. Non è lo studio del territorio reale di Gaza né della tragedia umana provocata dall’attacco di Hamas del 7 ottobre e dalla risposta israeliana. La Gazologia non è reportage: i suoi autori sono perlopiù lontani da Gaza e Israele. E’ un genere letterario occidentale con regole, tropi e obiettivi propri.Probabilmente molta cultura, giornalismo e politica occidentale dei prossimi anni scaturiranno da questi libri e dall’ideologia che li anima. Studenti di antropologia, medicina e altre discipline verranno invitati a leggere il mondo attraverso la lente di Gaza. Gaza non è un soggetto, ma un palcoscenico. In questi libri l’accusa di ‘genoci dio’ è l’equiva lente dell’acqua in ‘Dune': la sostanza che fa muovere la trama. Se gli ebrei hanno commesso un genocidio, tutti possono finalmente smettere di pensare al genocidio commesso contro di loro, voltarsi senza colpa contro lo stato che ha permesso agli ebrei di difendersi e tornare con sollievo ai modelli di pensiero pre Olocausto. L’accusa giustifica retroattivamente la violenza del 7 ottobre e rende gli israeliani responsabili di una guerra iniziata dai palestinesi.

La Gazologia si basa su tre pilastri: la guerra non è una risposta al 7 ottobre (che era irrilevante o giustificato); non servono esperienza diretta, conoscenza della lingua, competenze militari né vicinanza fisica, perché tutti i fatti sono ‘incontrovertibili’ e disponibili online; la guerra di Gaza non è solo colpa di Israele, ma la porta d’accesso ai meccanismi oscuri del mondo. E’ una letteratura del male ebraico, l’ennesima pseudoscienza che spiega i problemi dell’umanità con la malevolenza di questo gruppo di persone. Un veleno antico e potente, che oggi ha completato la sua migrazione dal margine al mainstream del discorso occidentale”. ( Traduzione di Giulio Meotti)

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