4 Lettere
1.
Cara Deborah Fait,
mentre assistiamo al tentativo quotidiano di riscrivere la storia per giustificare l'odio contro Israele, non posso fare a meno di pensare a quanto sia attuale la figura di Amin al-Husseini. La storia sembra aver volutamente dimenticato che l’ispiratore dei movimenti terroristici che oggi minacciano la civiltà non era un semplice oppositore coloniale, ma l’uomo che a Berlino pianificava con Hitler l’estensione della Shoah in Medio Oriente.
È sconcertante notare come, nel racconto contemporaneo del conflitto mediorientale, la figura del Muftì sia stata derubricata a una nota a piè di pagina, o peggio, presentata come quella di un patriota un po’ troppo zelante nella sua lotta al colonialismo. Ma noi sappiamo che la realtà è molto più cupa. Al-Husseini non fu un semplice "compagno di strada" del nazismo per necessità tattica; fu un complice della Soluzione Finale che condivideva col Führer lo stesso odio viscerale ed eliminazionista verso gli ebrei.
Mentre l’Europa bruciava, il Muftì sedeva a Berlino, ospite d’onore del Terzo Reich, incitando via radio i musulmani a "uccidere gli ebrei ovunque si trovino". Non si limitò alle parole: reclutò attivamente le divisioni musulmane delle SS nei Balcani e fece pressione sui governi dell'Asse affinché venisse impedita ogni possibile via di fuga verso la Palestina per migliaia di profughi ebrei, inclusi i bambini, condannandoli di fatto alle camere a gas.
Perché, Deborah, questa verità storica è stata sepolta? La risposta risiede in quel cinismo geopolitico che ha caratterizzato il dopoguerra. Nel 1945, le potenze occidentali scelsero di non processarlo come criminale di guerra per non infiammare il mondo arabo in chiave anti-sovietica. Questa amnistia morale ha permesso al veleno del Muftì di sopravvivere intatto, travasandosi direttamente nelle radici della Fratellanza Musulmana e, per estensione, in tutti quei gruppi terroristici che oggi ne rivendicano l'eredità.
Oggi ne vediamo le conseguenze: l’antisemitismo nazista si è travestito da antisionismo e da zelo religioso, ma il DNA è lo stesso. Quando guardiamo al fanatismo di Hamas o del regime iraniano, non stiamo guardando a fenomeni nuovi, ma alla metastasi di quel progetto di annientamento che il Muftì aveva pianificato insieme a Hitler. Senza ricordare al-Husseini, non si può comprendere il presente; si finisce per scambiare per "resistenza" quella che è, in realtà, l'appendice moderna della Soluzione Finale.
Ti ringrazio per il tuo impegno instancabile nel riportare alla luce queste radici oscure. In un tempo in cui la storia viene manipolata per isolare lo Stato di Israele, ricordare chi era il "padre" spirituale di certi estremismi non è solo un atto di onestà intellettuale, ma una difesa necessaria della verità e della libertà. La tua voce è essenziale per ricordare al mondo che chi dimentica il passato è condannato a vederlo tornare sotto altre spoglie.
Con stima profonda e solidarietà per la tua instancabile battaglia di verità.
shalom
luca
Caro Luca,
Le tue prole mi hanno fatto pensare quello che tutti sappiamo purtroppo. La gente dimentica ciò che fa comodo dimenticare. Nessuno ricorda Amin al-Husseini, Muftì delle SS musulmane nei Balcani e nell'ex Jugoslavia, e ho notato che quando qualcuno di noi lo ricorda non provoca nessuna reazione. Come se il Male non fosse mai esistito. La medesima cosa accade con il suo parente, l'uomo che ha inventato il terrorismo seriale, Yasser Arafat, l'incarnazione stessa del MALE. Io lo nomino spesso perché è stato per anni la mia spina nel fianco, con il suo viscidume con cui si guadagnava l'amore incondizionato di tutti gli antisemiti europei mentre i suoi scagnozzi ammazzavano ebrei e non ebrei. E intanto lui rubava i miliardi che riceveva da tutto il mondo occidentale per "i palestinesi" e che oggi fanno vivere come principesse la pseudo vedova e la pseudo figlia. Tutto dimenticato. Ma degli ebrei ci si ricorda tutto, da Adamo ed Eva ai nostri giorni, e tutto serve per accusarci di qualcosa che non abbiamo commesso ma che è comodo inventarsi o cambiare le carte in tavola. Il mondo dimentica quello che vuole, purtroppo.
Ti ringrazio e ti auguro un buon fine settimana
Deborah Fait
2.
Mi è molto piaciuto il suo post, Dame Devorah, circa il compleanno di Eretz.
Meno male che non ho visto Nardella e quel disgustoso exploit, che lei ha raccontato.
Si indignano per quel sciagurato gesto del soldato, ma se a Natale qualche musulmano brucia presepi o addirittura incendia una chiesa, poi spento dai pompieri, nessuno fiata, nessuno dice alcunché; la parola d’ordine è non alimentare conflitti con questi iconoclasti, quindi difficilmente si viene a sapere di questi scempi operati da costoro.
Se invece accade che qualche soldato, stressato dalla battaglia, con la complicità della sua squadra, Ufficiale compreso, fa quello che ha fatto, allora apriti cielo, non ci sono freni allo sdegno, perché tanto di ebrei si parla, quindi si spara a palle incatenate, senza freni e remore, magari chissà… alimentando l’antisemitismo?
Ma si, tanto ormai dopo il “sette di ottobre” ogni cosa accada il bersaglio è Israele e gli ebrei.
L’ipocrisia regna sovrana in Italia, la pandemia oramai è tracimata a tal punto da diventare sport nazionale, come dicono a Napoli: “… quando vedi e quando ciechi”; fa comodo indignarsi e far rumore quando fa comodo, mentre tacere quando non lo è.
Una deriva culturale e sociale, per me irrecuperabile.
Ha ragione Dame Devorah a segnalare il silenzio del governo, ipocrita, circa la ricorrenza della nascita dello Stato d’Israele.
L’ho detto più volte, sul tema ipocrisia, a cominciare dal capo dello stato, che più volte ha puntato il dito contro Israele, senza mai evidenziare le ragioni vitali che costringono Eretz Israel a combattere con unghie e denti, pur di sopravvivere, mentre per le nazioni che da sempre, dal 1948, sperperano denari per accumulare armi con l’unico scopo di distruggere Israele. Poi il 27 Gennaio di ogni anno, per il Giorno della Memoria, si accolgono al Quirinale i sopravvissuti per blandirli e lisciarli, con le parole: “… mai più”, dimenticando che quel mai più, vale nulla, visto che il giorno sette di Ottobre 2023, è accaduto di nuovo.
Il soldato, quell’incosciente, ha compiuto un danno inestimabile, prendendo a martellate il volto del Cristo; ha dato nuovo impulso all’antisemitismo globale, come se ce ne fosse stato bisogno.
Oltre al fatto che le religioni altrui vanno rispettate, senza se e senza ma, perché non ci si può indignare se incendiano una sinagoga, se poi si pongono in essere comportamenti analoghi contro simboli o siti religiosi cristiani; torniamo quindi all’ipocrisia.
Segnalo un ottimo articolo sull’argomento, di Times of Israel:
Laila tov
Yosef Ben Hektor
Caro Yosef,
Io non sarò più di questo mondo ma sono sicura che fra 10/20 anni qualcuno tirerà fuori la storia del soldato per poter diffamare Israele. Sono altrettanto sicura che nessuno ricorderà le chiese bruciate, le sinagoghe date alle fiamme, i crocefissi strappati e gettati fuori dalle finestre delle scuole, i cimiteri devastati e tutte le azioni
di vilipendio della religione commesse dai musulmani. Mi viene spesso in mente il film di Gualtiero Jacopetti "Mondo cane 1962". Basta cambiare la data ed è sempre attuale.
Shabat shalom
Deborah Fait
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3.
Gent.ma Deborah,
Ieri ho letto l'articolo del mio compaesano dalle rive del Danubio ,Iosef Oscar sul giornale 7 ottobre dal titolo :"se dovessi dimenticare Safed".
Bellissimo articolo dove descrive le sofferenze e i pogrom subiti dagli ebrei di questa città lungo la storia.
200 anni fa furono perpetrati pogrom simili al 7 ottobre 2023 ,eppure nel 1834 non esisteva la "classe operaia "palestinese e non lottavano per la "resistenza". Gli arabi non erano "sfruttati" dai capitalisti ebrei occupanti".
L'unica colpa degli ebrei allora era di studiare la Torah.
Cosa ne direbbero oggi gli autori del "però, ma ,il contesto" ?
In seguito al 7 ottobre il "mai più " si è concretizzato grazie a Bibi Netanyahu.
Menomale che Bibi c'è .
pS.
L'altra sera ,alla festa d'indipendenza di Israele ,il presidente dell' Argentina di ultradestra ,Milei ha ballato con i soldati israeliani.
Chi tra gli ultra democratici, vedi Sanches o Macron l'avrebbero fatto ?
cordiali saluti
Ilan ben Sion
Caro Ilan,
Gerusalemme, Safed, Hebron, Tiberiade, Yavne… La lista delle città o villaggi, colpiti da pogrom arabi è lunga e tutti sono avvenuti prima del 1948. Questo dimostra che la scusa dell'esistenza di Israele è falsa e che l'unico fine degli arabi è ammazzare gli ebrei, come Corano comanda. Del resto si ammazzano anche tra loro con molta facilità.
Ho visto il presidente Milei ballare con i nostri soldati e accendere la torcia e mi sono commossa fino alle lacrime. Chi l'avrebbe fatto? Nessuno! E molti non per odio ma per paura degli altri, di quelli che stanno invadendo l'Europa con a la loro "religione di pace e amore" che lascia scie di morti al suo passaggio.
Un cordiale shalom
Deborah Fait
4.
Buon giorno, carissima Deborah!
Come sta? Non voglio chiederLe opinioni su questioni attuali. (ce ne sarebbe per fiumi di inchiostro). Voglio solo esprimere, attraverso Lei, il mio "grazie" a tutto Am Israel!
Ho appena finito di guardare su You Tube la bellissima, coinvolgente e a tratti sinceramente commovente, cerimonia del 78° anniversario dell'Indipendenza dello Stato di Israele!
Ma soprattutto ho comprato dei fantastici mandarini provenienti dalle coltivazioni in Israele: un'emozione!
Mi sembra di assaporare, anche per poco, il fascino di Eretz Israel, con tutto ciò che contiene e fa nascere, dal suolo e nel cuore del suo popolo!
Grazie di tutto!
Am Israel Chai!
Shalom!
Antonio Garzoni
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Caro Antonio,
grazie a lei, grazie di far parte di chi ci vuol bene. Grazie a lei e a tutti quelli che mi scrivono esprimendo amore, comprensione, ammirazione per Israele. Siete tutti fantastici!
Bella la cerimonia di Yom haAzmaut, vero? Mi sono commossa anch'io. Quest'anno gli organizzatori hanno dato il meglio di loro stessi.
Shalom a lei!
Deborah Fait